Quattroruote.it

  • Q Talks – Carlos Sainz, una vita tra rally e Dakar
    on 2 Luglio 2020 at 16:00

    Due campionati del mondo rally, 26 vittorie in rally mondiali, tre successi alla Dakar al volante di tre auto diverse: una leggenda delle corse, Carlos Sainz Senior. Che, a tutto questo, aggiunge il merito di aver trasmesso il proprio Dna agonistico a Carlos Sainz Junior, pilota della Ferrari di Formula 1 nel 2021 A discutere con lui di rally, raid e molto altro nellappuntamento di oggi alle 18 con il Q Talks sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube saranno Carlo Cavicchi, già direttore di Quattroruote che ha iniziato la propria carriera giornalistica occupandosi proprio di rally, ed Emilio Deleidi.

  • Formula 1 – 1974-1982: Maranello torna a dettar legge
    on 2 Luglio 2020 at 9:31

    Nei grandi cicli in cui è possibile suddividere la storia della Formula 1, ripercorsi nel dossier allegato ai numeri di luglio di Quattroruote e Ruoteclassiche, gli anni 70 sono quelli che vedono la Ferrari tornare ai vertici dopo un periodo di digiuno, durante il quale a prevalere sono i telaisti inglesi (BRM, Brabham, Lotus, Tyrrell, McLaren). La rinascita è il punto di arrivo di un lungo cammino, che trova in Mauro Forghieri uno dei suoi principali protagonisti. Lingegnere. Lascesa di Forghieri alla Ferrari inizia il 31 ottobre del 1961, quando il Drake in persona, a fronte dei malumori sollevati nei confronti delle ingerenze da parte della moglie Laura nella gestione della squadra, licenzia in tronco otto dirigenti, tra i quali Giotto Bizzarrini e Carlo Chiti, e il giovane ingegnere modenese (allepoca ha solo 26 anni) si trova a capo di tutte le attività di ricerca e competizioni del Cavallino. Una responsabilità gigantesca per un neolaureato, ma – per fortuna – affidata alluomo giusto, le cui doti emergono rapidamente. Già nel 64, infatti, la Ferrari permette a John Surtees di conquistare il titolo Piloti di F.1 con la 158. Un risultato notevole, al quale però fa seguito un lungo digiuno. Il regolamento, infatti, poco dopo impone ladozione di nuovi motori tre litri al posto dei precedenti 1.500 e la nuova dinastia di monoposto, avviata con la 312 nel 1966, impiega un po di tempo per riuscire ad affermarsi. Jacky Ickx va vicino al titolo nel 1970, ma non riesce ad accumulare nelle ultime gare abbastanza punti per raggiungere Jochen Rindt, scomparso a Monza per un incidente alla Parabolica con la sua Lotus: al grande pilota austriaco viene assegnato lalloro alla memoria. Il ciclo 71-74 vede prevalere ancora i telaisti inglesi, che impiegano laffidabile V8 Ford-Cosworth: Stewart simpone con la Tyrrell nel 71 e 73, Fittipaldi nel 72 con la Lotus e nel 74 con la McLaren. Ma è proprio questultima stagione che vede la Ferrari, dopo molti esperimenti non sempre felici, ritrovare la via della competitività. La squadra si è rafforzata con larrivo di due figure essenziali: quella di Luca Cordero di Montezemolo, nelle vesti di responsabile del team e quella di Niki Lauda come pilota.Miglioramenti. Niki è giovane e determinato: si è messo in luce con la March e la BRM, è preciso, lucido, veloce, ma razionale. Capace, cioè, di non prendere rischi inutili e di preferire, se è il caso, un piazzamento utile in termini di punti a una rischiosa caccia alla vittoria a tutti i costi. Al suo fianco in squadra cè Clay Regazzoni, dal carattere completamente diverso: estroverso, guascone, bravo ma meno calcolatore. Eppure, è proprio Clay che, nel 74, arriva a giocarsi il titolo allultima gara contro Fittipaldi e Jody Scheckter (Tyrrell): la 312 B3, frutto del lavoro di Forghieri e della sua squadra e dotata del 12 cilindri boxer di tre litri, è finalmente competitiva e affidabile. Tranne che nellultima e decisiva gara, nella quale vive un calvario dovuto a problemi agli ammortizzatori: così, a Watkins Glen, al rivale brasiliano basta un quarto posto per aggiudicarsi il suo secondo titolo nellarco di soli tre anni. Ritorno al successo. Il sapore della vittoria è, però, soltanto rimandato. Al Mondiale del 75 la Ferrari si presenta con unarma vincente, la 312 T che deve parte della sua denominazione alla disposizione trasversale del cambio, posto tra il motore (il solito 12 cilindri boxer) e lasse posteriore. Una soluzione voluta da Forghieri per rendere più bilanciata la monoposto, migliorare la distribuzione delle masse e abbassare il baricentro. La stagione di Lauda, al quale questa volta Regazzoni fa da scudiero, è trionfale: Niki simpone a Monaco, in Belgio, in Svezia, in Francia e negli Stati Uniti, Clay invece si prende la soddisfazione di tagliare per primo il traguardo a Monza, dove il compagno di squadra si aggiudica matematicamente il titolo in una giornata memorabile. Sono passati, infatti, 11 anni da quando il figlio del vento Surtees aveva portato a Maranello il Mondiale Piloti: ma non è che linizio di un ciclo vincente.Dal dramma al trionfo. La squadra creata da Montezemolo è, infatti, una macchina da guerra. E al Mondiale del 76 si presenta con unaltra monoposto, la 312 T2, destinata a sbaragliare le avversarie. Ma lanno – come si sa – è stregato. Niki vince parecchie gare, scontrandosi con un rivale inaspettato, linglese James Hunt, che lo fa soffrire in pista fin dai tempi in cui si confrontavano nelle formule minori; anche lui è un pilota dal carattere molto diverso da quello dellaustriaco, rispetto al quale si presenta come più estroverso, donnaiolo (non che Lauda avesse problemi in tal senso), amante della bella vita. Il destino aspetta Niki al Nürburgring con lincidente dal quale esce miracolosamente vivo. Pochi, in quei giorni, erano disposti a scommettere sul suo possibile ritorno alle corse: Daniele Audetto, in quellanno direttore sportivo della Ferrari, racconterà di aver avuto già pronto il contratto firmato da Ronnie Peterson per sostituirlo (cosa che Lauda gli perdonerà soltanto dopo moltissimi anni). Come siano andate le cose, è storia nota ed epica al punto da indurre Hollywood a girarci un film: ma il titolo perso da Lauda al GP del Giappone in una gara che, date le condizioni meteo, non avrebbe dovuto neppure essere disputata viene riconquistato dallaustriaco già nella stagione successiva. Il 77, infatti, vede la 312 T2 ancora sugli scudi, tanto da consentire a Niki di chiudere la partita con due gare di anticipo. Per poi sbattere la porta e andarsene con clamore da Maranello. Tocca a Jody. Perso Lauda, passato alla Brabham, e lasciato trascorrere un 78 dominato dalle Lotus a effetto suolo di Andretti e Peterson con il ferrarista Reutemann sulla difensiva, Maranello schiera nel 79 una monoposto bruttina ma efficace, la 312 T4. A guidarla, oltre al giovane Gilles Villeneuve, pupillo di Enzo Ferrari, è il sudafricano Jody Scheckter, che prende il posto di Reutemann, passato alla Lotus. Nonostante un passato da spericolato provocatore dincidenti, un po come un Max Verstappen dei primi tempi, Jody è diventato un pilota maturo, che trova in Gilles la spalla ideale nella rincorsa al titolo. Titolo che torna a Maranello grazie ai tre successi ottenuti da Scheckter in Belgio, a Monaco e a Monza, mentre Villeneuve, imponendosi in Sud Africa, a Long Beach e a Watkins Glen, consegna alla Ferrari anche il Mondiale Costruttori, il sesto della storia del Cavallino rampante.Gli anni del dolore. Con quel trionfo si chiude, per le Rosse, un ciclo memorabile. Le stagioni successive sono, infatti, più difficili. La tecnologia del turbocompressore, portata in F.1 dalla Renault, si afferma come vincente e la Ferrari impiega un po di tempo per adattarsi. Il 1982 sembra lanno giusto per il ritorno al vertice, ma il destino è in agguato. L8 maggio Villeneuve, amatissimo dal Drake e dal pubblico per le sue imprese al limite della follia, muore andando a sbattere a Zolder, in Belgio, contro la March di Jochen Mass; Didier Pironi, compagno di squadra con il quale Gilles, poco prima del fatale incidente, ha vissuto momenti di tensione, si frattura le gambe in un incidente in Germania; Patrick Tambay, chiamato a sostituirlo, sinfortuna a una spalla. Il Mondiale Piloti diventa, per la Ferrari, stregato: bisognerà attendere il 2000 e Michael Schumacher per rivedere un driver di Maranello tornare in cima al mondo.

  • Formula 1 – Mondiale al via, domenica si corre in Austria
    on 2 Luglio 2020 at 9:10

    Questa è la volta buona: dopo la falsa partenza dello scorso marzo, la Formula 1 è ora pronta a dare il via alla stagione 2020 con il Gran Premio dAustria. Ripartire in sicurezza è il mantra del circus: tutte le gare in programma al momento si disputeranno a porte chiuse, senza pubblico sulle tribue, con personale dei team ridotto al minimo indispensabile. Ecco cosa attenderci dalla gara inaugurale di questo Mondiale.La nuova normalità. Dopo lo stop causato della pandemia di Covid-19, la Formula 1 è pronta a dare il via alla stagione 2020. Nel corso dei tre mesi di lockdown, il circus ha cercato di reagire e lo ha fatto con una serie di interventi mirati principalmente a ridurre i costi e aumentare la sicurezza in pista. Ci abitueremo velocemente a una F.1 un po diversa da prima, perché sono state introdotte una serie di procedure indispensabili per prevenire i possibili contagi di Covid-19 ed evitare ulteriori stop forzati. Il paddock cambia forma, perché non ci saranno le hospitality, ma solo le strutture di servizio per i team. Il personale ammesso è ridotto al minimo ed è stato introdotto un sistema speciale che regolamenta le interazioni tra gli stessi membri del team. Tutto il personale viene sottoposto a specifici test entro quattro giorni dalla partenza dalla factory di provenienza e ogni cinque giorni i test saranno ripetuti, per consentire lindividuazione di potenziali contagiati.Piccoli cambiamenti regolamentari. Il regolamento sportivo è stato adattato a questa situazione di emergenza e ci sono due piccoli cambiamenti anche in quello tecnico. La prima novità riguarda le gomme: per ciascuna gara del 2020, lallocazione dei set alle squadre sarà uguale per tutti e definita dalla stessa Pirelli che effettuerà e nomination delle mescole gara per gara, adattandosi alle caratteristiche del tracciato. L’altro elemento importante è il limite delle Power Unit, che sarà tarato in base al numero di gare che si potranno disputare (tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, si attende un annuncio in merito). In particolar modo, nel caso si disputino 14 GP o meno, le squadre potranno usare 2 motori termici, MGU-H, turbocompressori, MGU-K, centraline elettroniche e pacchi batterie. Nel caso in cui si dovessero disputare un numero inferiore a 11 gare, il limite passerebbe a 2 motori termici, MGU-H, turbocompressori, MGU-K, 1 centralina elettronica e 1 pacco batteria.Lo scenario. Per la prima volta dopo diversi mesi, torneremo a parlare di prestazioni. Una delle domande in cerca di risposta è certamente quella legata alla competitività delle varie squadre. Dopo i test invernali di Barcellona, abbiamo visto una Mercedes in vantaggio, con Hamilton pronto a lottare per eguagliare il record di titoli di Michael Schumacher. Il team anglo-tedesco scenderà in pista con una inedita livrea all-black, che simboleggia il proprio impegno contro qualsiasi forma di razzismo e discriminazione. Red Bull e Ferrari, probabilmente proprio in questo ordine, potrebbero ritrovarsi ancora alle spalle della Stella a tre punte e sarà certamente interessante vedere ulteriori battaglie potrebbero profilarsi in pista, specie ora che Vettel è slegato dalla Rossa e difficilmente accetterà ordini di squadra a favore del compagno Leclerc. E non dimentichiamoci degli outsider: i riflettori sono puntati tutti sulla Racing Point e la sua vettura dalle ormai note somiglianze con la Mercedes W10 dello scorso anno.Si corre a Spielberg. Non sarà la stagione di F.1 più lunga di sempre, come era stato programmato in occasione dei 70 anni della categoria. Ma in qualche modo sarà ugualmente una stagione unica nel suo genere, perché per la prima volta il campionato partirà dallAustria e lo farà con due gare in successione sullo stesso circuito: quello di domenica sarà il Gran Premio dAustria, mentre quello successivo si disputerà con la denominazione di GP della Stiria. Il tracciato è quello velocissimo del Red Bull Ring: le 10 curve del tracciato, che compongono il layout lungo 4,3 chilometri, viene percorso in poco più di un minuto netto in qualifica. Il record in gara appartiene a Kimi Raikkonen che, nel 2018, ha portato la sua Ferrari a fermare il cronometro in 1:06.957.Come seguire la gara in TV. Come di consueto sarà possibile seguire lintero weekend di gara in diretta sulla pay-tv Sky, inclusa lazione della Formula 2 e della Porsche Supercup. Qualifiche e gara dellevento austriaco saranno comunque trasmesse anche in differita su TV8. Ecco gli orari da segnare per non perdere neppure un minuto dellazione in pista al Red Bull Ring.Venerdì 3 luglioProve Libere 1 | dalle 11 in diretta su Sky Sport F1Prove Libere 2 | dalle 15 in diretta su Sky Sport F1Sabato 4 luglioProve Libere 3 | dalle 12 in diretta su Sky Sport F1Qualifiche | dalle 15 su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18Domenica 5 luglioGara | dalle 15:10 su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18

  • Suzuki Across – Presentata la Suv ibrida plug-in
    on 2 Luglio 2020 at 8:00

    La collaborazione siglata tra la Toyota e la Suzuki ha dato i suoi primi frutti concreti. La Casa di Hamamatsu presenta infatti la Across, una Suv ibrida plug-in dedicata al mercato europeo (sarà in vendita dal prossimo autunno) che condivide gran parte degli elementi con la Toyota RAV4. Frontale ridisegnato per la Across. Il modello della Suzuki si distingue essenzialmente per il frontale, dove i gruppi ottici, il cofano, la mascherina e i paraurti adottano uno stile dedicato e i cerchi da 19″ hanno un design specifico. Gli interni della Across appaiono sostanzialmente analoghi a quelli della Rav4, con il display da 9 pollici dell’infotainment e differenziazioni limitate al livello di finitura e agli accostamenti cromatici. Fino a 75 km a emissioni zero. La Suzuki Across è stata annunciata nella sola variante plug-in hybrid con propulsore 2,5 litri benzina da 182 CV, cambio automatico e-CVT e due motori elettrici da 182 e 54 CV abbinati a batterie da 18,1 kWh, ovvero lo stesso schema della Rav4 Phev attesa al debutto in Europa nei prossimi mesi. La potenza massima di sistema non è stata ancora dichiarata e la trazione integrale E-Four è garantita dall’elettrificazione, con il Trail Mode che gestisce elettronicamente il grip sull’asse posteriore. Le batterie consentono inoltre di percorrere fino a 75 km prima di attivare il motore termico e le emissioni medie nel ciclo Wltp si attestano a quota 22 g/km, contro i 29 g/km della Toyota, suggerendo quindi una possibile differenza nella potenza massima di sistema tra i due modelli.

  • Mole Urbana – A Torino l’anteprima mondiale
    on 2 Luglio 2020 at 7:53

    La Mole Urbana, il quadriciclo elettrico ideato dal designer Umberto Palermo, è stata esposta in anteprima mondiale al Museo Nazionale dell’Auto di Torino. La piccola vettura, proposta in tre differenti configurazioni, è pensata per essere una soluzione di mobilità alternativa per le metropoli: non sarà in vendita ma si potrà solo noleggiare. Per il lancio dell’elettrica è stata inaugurata la mostra “La pop car” nella quale 16 artisti internazionali hanno creato delle opere dedicata alla Mole Urbana ed è stato organizzato il forum “Un mondo che cambia. Il design al servizio del cambiamento. La nuova urban car di Umberto Palermo” a cui ha partecipato il nostro direttore Gian Luca Pellegrini. Fino a 150 km d’autonomia. A Torino è esposto un esemplare completamente rifinito della versione più compatta della Mole Urbana, la Small, lunga solo 2,74 metri. Per mostrare le tecnologie di produzione e i materiali utilizzati sono presenti anche due modelli non completi delle versioni Medium (295 cm) e Large Sport (320 cm), sui quali è possibile osservare i vari componenti forniti dalle aziende partner del progetto, come la Fasp per i sedili, la Ett1 per l’alluminio la Pretto per il powertrain elettrico. Vista la particolare leggerezza del progetto, che non supera i 500 kg di peso, i motori sono particolarmente compatti e arrivano a erogare fino a 23 CV per una velocità massima di 50 km/h (il quadriciclo si potrà guidare già a 14 anni). L’autonomia, invece, varia tra i 70 e i 150 km, a seconda della versione e, ovviamente, dell’utilizzo.In arrivo nuove verianti. L’obiettivo di Umberto Palermo è quello di produrre 50 esemplari della Mole Urbana entro la fine di quest’anno, per poi arrivare a 150 esemplari nel 2021, a 200 nel 2022 e a 300 nel 2023. La particolare struttura alla base del quadriciclo si presta a numerose personalizzazioni: sono già allo studio delle versioni dedicate all’uso professionale (per consegne urbane) e nake (senza vetri, per le località turistiche).

  • Mercato italiano – A giugno immatricolazioni in calo del 23,1%
    on 1 Luglio 2020 at 16:01

    La pandemia del coronavirus continua a pesare sulla domanda di auto nuove in Italia. A giugno, secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, sono state immatricolate 132.457 vetture, il 23,13% in meno rispetto a un anno fa. Il tasso di decremento percentuale è decisamente migliore rispetto ai mesi scorsi, ma è insufficiente a ridare slancio a un mercato ancora in profonda crisi dopo i tracrolli di aprile (-97,6%) e maggio (-49,6%). Il consuntivo annuo. L’andamento della domanda di giugno, unito ai risultati dei mesi scorsi, determina una forte contrazione del mercato anche nel consuntivo del primo semestre. Le immatricolazioni, pari a 583.960 unità, risultano in contrazione del 46,09% rispetto al pari periodo del 2019.FCA. In un contesto di mercato deficitario, il gruppo FCA perde il 25,08%, con 29.185 immatricolazioni. In dettaglio, sono 18.561 le registrazioni per il marchio Fiat (-20,32%), 5.373 per la Jeep (-36,33%), 1.525 per l’Alfa Romeo (-40,41%), 3.508 per la Lancia (-19,36%) e 144 per la Maserati (-45,86%). PSA. La francese PSA immatricola 18.121 veicoli e flette del 29,08%. Di queste, 5.696 sono le Citroën (-22,65%), 384 le DS (-23,81%), 4.817 le Opel (-46,6%) e 7.224 le Peugeot (-16,6%).Volkswagen. Le registrazioni del gruppo Volkswagen, pari a 22.133, si contraggono del 20,15%, con il marchio omonimo in discesa del 29,5% (11.431 unità immatricolate), l’Audi del 12,08% (5.847), la Seat dello 0,18% (2.261) e la Skoda dell’1,01% (2.555). La Lamborghini perde il 9,3%, ma con solo 39 vetture commercializzate. Renault e Ford. Il gruppo Renault registra 16.010 veicoli e perde il 26,24%, con il brand omonimo in contrazione del 27,01% e la Dacia in flessione del 25,07%. In calo anche la Ford, con un -9,84% e 8.866 immatricolazioni.Daimler e BMW. Il gruppo BMW registra 6.294 vetture e subisce un calo del 15,27%: il marchio dell’Elica flette dell’11,12 e la Mini  del 24,98%. La Daimler immatricola 5.305 veicoli e scende del 34,58%, con la Mercedes-Benz in ribasso del 12,48% e la Smart dell’86,85%. Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota, con 7.932 immatricolazioni, subisce un calo del 4,11%, con il marchio omonimo in flessione del 2,52% e la Lexus in discesa del 26,85%. La Nissan perde il 37,89% (2.133 immatricolazioni), la Suzuki l’11,97% (3.301), la Honda il 17,16% (642), la Mitsubishi il 64,04% e la Subaru il 15,33%. In crescita risulta la Mazda, con un +1,19%. La coreana Hyundai scende del 35,1% (2.990) e la consociata Kia del 28,77% (2.989). Le altre. Nel segmento premium la Volvo immatricola 1.907 veicoli e del 12,64%, mentre il gruppo Jaguar Land Rover, con 1.377 registrazioni, scende del 38,31%. La Tesla perde il 19,24%, con 382 registrazioni, e la Porsche sale dell’8,62% (693 vetture immatricolate) mentre sono cinque le immatricolazioni dell’Aston Martin (-16,67%) e 74 quelle della Ferrari (+54,17%). Panda sempre in cima. La Panda rimane in testa della classifica dei modelli più popolari, grazie a 9.147 immatricolazioni. Il secondo posto è della Renault Clio, con 3.805 e il terzo della lancia Ypsilon (3.508). Seguono, nell’ordine, la Dacia Sandero (3.302), la Renault Captur (3.154), la Fiat 500X (3.096), la Dacia Duster (3.024), la Toyota Yaris (2.740) e la Fiat 500 (2.739). Chiude la top-ten la Citroën C3 (2.545).   Ancora in crescita le elettriche. Sul fronte delle alimentazioni, sono ancora una volta le vetture elettrificate ed elettriche a registrare le migliori performance. Le auto a batteria crescono del 53,2%, mentre le ibride salgono del’84,4%, con le sole plug-in in miglioramento di ben il 315,4%. In flessione le altre motorizzazioni: -28,6% per le auto a benzina, -34,8% per le diesel, -19,5% per le Gpl, -11,2% per quelle a metano.    Si salvano i privati. Sul fronte dei canali di vendita, i privati flettono del 7,7% mentre il noleggio scende del 39,4%, con la componente di breve termine in flessione del 72,4% e quella di lungo in contrazione del 21,7%. Le società scendono del 44,3%, con le autoimmatricolazioni in discesa del 53,7%.L’usato. In consistente calo risulta anche il mercato dell’usato. A giugno i trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture, sono stati 247.655, il 23,25% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Nel primo semestre la flessione è del 40,46%, con 1.296.260 trasferimenti. Il commento dell’Unrae. “Nonostante la quasi completa riapertura delleconomia, continua a giugno lemorragia di immatricolazioni per la crisi senza precedenti innescata dal Covid-19, con una perdita che, senza il giorno lavorativo in più, sarebbe stata di quasi il 30%”, commenta Michele Crisci, Presidente dellUnrae. “Come atteso, la mera ripartenza delle attività economiche non basta a riavviare la domanda di autovetture da parte di famiglie e imprese, fiaccate dalla lunga chiusura e dalle fortissime preoccupazioni per un futuro altamente incerto”. Lassociazione prevede ora che, proiettando i dati di giugno sul secondo semestre, il mercato andrebbe incontro a una perdita di 200 mila immatricolazioni. Pertanto, con il mezzo milione perso nei primi sei mesi dellanno, il 2020 rischia di chiudersi con 1,2 milioni di immatricolazioni. “Daltra parte avverte Crisci il sistema della distribuzione auto è in grandissima sofferenza, stretto tra la debolezza della domanda e la grave crisi di liquidità che lattanaglia, appesantito da centinaia di migliaia di veicoli in stock e con le risorse messe a disposizione dal decreto Liquidità che faticano a essere erogate”. “Mentre negli altri paesi europei i rispettivi governi hanno già dato risposte chiare e forti, prosegue lassordante silenzio del Governo italiano”, aggiunge il numero uno dellassociazione chiedendo ancora una volta “ladozione di interventi a sostegno del settore auto” per evitare la “chiusura nei prossimi mesi di centinaia di imprese della filiera della distribuzione” e la “conseguente scomparsa di migliaia di posti di lavoro”. “Chiediamo quindi al governo un provvedimento ‘verticale’, con misure specifiche per il settore automotive, con lobiettivo di accelerare il rinnovo del vetusto parco circolante, pericoloso sia per lambiente sia per la sicurezza dei cittadini, e di sostenere il rilancio della domanda, nel rispetto della neutralità tecnologica e senza tetti di prezzo dellautovettura. Chiediamo inoltre lallineamento del regime fiscale sulle auto aziendali a quello degli altri Paesi europei, a partire dalla detrazione dellIva al 100%. vieppiù importante, inoltre, lerogazione alle imprese della filiera distributiva auto delle ingenti risorse messe a disposizione dal decreto Liquidità. Un serio, concreto e immediato piano di sostegno, adeguato nella misura all’estrema gravità della crisi, eviterebbe ulteriori perdite e potrebbe cercare di recuperare parte della domanda svanita, con un impatto positivo anche sullErario, che in assenza di tale intervento, perderebbe entrate da Iva per circa 3 miliardi di euro”, conclude Crisci.

  • Maserati Nettuno – Svelato il nuovo motore V6 per la MC20
    on 1 Luglio 2020 at 15:59

    Si chiama Nettuno il nuovo propulsore V6 della Maserati, destinato a equipaggiare la sportiva MC20 che riporterà il marchio del Tridente nelle corse dopo anni di assenza. Disegnato, progettato e sviluppato a Modena, questo V6 biturbo, che eredita alcune soluzioni progettuali dalla Formula 1, eroga 630 CV e 730 Nm di coppia. La sua potenza specifica raggiunge i 210 CV/litro.  Appuntamento a settembre. La nuova Maserati MC20, la cui presentazione è fissata per il 9 e 10 settembre, sarà la prima a montarlo. Nella due giorni dellevento MMXX: The time to be audacious, la Casa del Tridente svelerà anche altri modelli che “vedranno la luce nei prossimi anni”, i nuovi programmi sportivi e i futuri propulsori elettrificati.  L’eredità della Formula 1. Nettuno è un sei cilindri a V di 90: la cilindrata è di 3.0 litri, mentre la lubrificazione è a carter secco. Il V6 eroga la potenza massima a 7.500 giri/minuto e il picco di coppia a partire da 3.000 giri/minuto. Il rapporto di compressione è di 11 a 1, la corsa di 82 mm, lalesaggio di 88 mm ed è previsto un sistema di combustione a precamera con doppia candela di accensione. Il sistema è composto da tre principali componenti: una camera di combustione (la precamera, appunto) posizionata tra la candela centrale e la camera di combustione tradizionale, collegata attraverso una serie di fori dalla geometria appositamente studiata; la candela laterale, che funge da supporto e serve a garantire la regolare combustione quando il motore lavora in condizioni in cui lutilizzo della precamera non è necessario; un doppio sistema di iniezione indiretta e diretta: abbinato alla pressione di alimentazione a 350 bar, serve a diminuire il rumore ai bassi regimi e a renderlo più efficiente in termini di consumi ed emissioni.  Le specifiche del motore nel dettaglio:Architettura: V6 90Cilindrata: 3.0 litriAlesaggio per Corsa: 88 x 82 mmRapporto compressione: 11: 1Ordine di scoppio: 1-6-3-4-2-5Potenza massima: 630 cv @ 7.500 rpmCoppia massima: 730 Nm @ 3.000 5.500 rpmRegime massimo di rotazione: 8.000 rpmSovralimentazione: biturbo con valvole Wastegate attuate elettronicamenteSistema accensione: doppia candela con precamera passivaPompa di lubrificazione: pompa olio a cilindrata variabile in continuoSistema di lubrificazione: carter a secco con modulo di recupero e serbatoio olio esternoSistema iniezione: PDI (iniezione diretta 350bar + iniezione indiretta 6bar)Distribuzione: doppio asse a camme in testa con fasatura variabileLarghezza motore: 1.000 mmAltezza motore: 650 mmLunghezza motore: 600 mm

  • Garage Italia – All’asta per beneficenza la Ferrari GTC4 Lusso e la Abarth 595 Competizione
    on 1 Luglio 2020 at 15:45

    Due gioielli di Lapo Elkann in vendita per una buona causa. Il dipartimento Classic & Sports Cars di Wannenes, una casa d’aste di Milano, metterà infatti allincanto due vetture del nipote di Gianni Agnelli: parliamo di una Ferrari GTC4 Lusso “Azzurra” e di un’omonima versione Abarth 595 Competizione. Due one-off customizzate dalla Garage Italia, l’atelier dell’imprenditore italiano.In beneficenza. Le auto verranno vendute in un unico lotto, per un valore stimato tra i 375 mila e i 750 mila euro, il prossimo 16 luglio nellofficina chic di piazzale Accursio: l’evento sarà dedicato ad auto e moto classiche, youngtimer, oggetti e manufatti legati al mondo dellautomotive. Il ricavato della vendita delle due vetture, al quale non si applicheranno diritti dasta, verrà devoluto alla fondazione Laps e destinato ai progetti “Scelgo Giusto” e “Connessione Vitale”, rispettivamente dedicati a minori in difficoltà e affetti da dipendenza digitale.Le auto. Entrambi i gioielli in vendita presentano una livrea bicolore caratterizzata dalle nuance “Blue Garage Italia” e “Azzurro Lapo”, realizzate dalla Basf per il patron della Garage Italia. “Sono molto legato a queste autovetture perché entrambe presentano i miei due colori preferiti. Quando le ho acquistate ho seguito e curato in prima persona ogni minimo dettaglio della loro customizzazione perché volevo che fossero due esemplari totalmente unici e iconici”, ha spiegato il nipote di Gianni Agnelli. “Ora sono felice di mettere questi due esemplari allasta perché, con il ricavato, la Fondazione Laps svilupperà azioni volte a migliorare la vita di tanti minori che si trovano in condizioni di disagio psicologico o socioeconomico. Chi le acquisterà potrà, quindi, vivere delle emozioni uniche e al contempo contribuire a un nobile fine”.Le altre allasta. Tra le altre 42 vetture che veranno battute allasta nella stessa occasione spiccano una Dallara Stradale Limited Edition,  unAlfa Romeo 1900 Super Sprint Touring Superleggera del 1955, nonché una Mercedes-Benz 190 SL W121B II del 1956, una Porsche 2.7 da 210 CV Carrera Targa del 1974 e una Ferrari 488 Spider del 2018. Non mancheranno poi 12 esemplari tra moto e scooter depoca, come una Piaggio Vespa 125 del 1954 “Faro Basso”, una Lambretta 125 B del 1952 e una Piaggio Vespa 150 GL del 1964. A completare questi lotti, visibili nei locali della Garage Italia a partire dal 13 luglio, ci saranno pezzi di memorabilia come il fondo piatto della F1-2000 con cui Michael Schumacher si è laureato campione del mondo con la Ferrari, modelli in scala del Cavallino di Amalgam, ma anche una riproduzione con rapporto 1/5 della Ferrari F2003 GA e altri oggetti legati alla Casa di Maranello.

  • Dieselgate – Nuove ispezioni negli uffici della Volkswagen e della Continental
    on 1 Luglio 2020 at 15:30

    La procura di Hannover e la polizia tedesca hanno effettuato ispezioni in diverse sedi della Volkswagen e della Continental (quest’ultima in qualità di fornitore della Casa di Wolfsburg) per accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sui sistemi che alterano le emissioni dei motori diesel 1.6 TDI commercializzati dal costruttore tedesco.Nel mirino alcuni dipendenti della Continental. In base a quanto riferito da un portavoce della procura, i pubblici ministeri e gli agenti hanno perquisito le sedi delle due aziende ad Hannover, Regensburg, Wolfsburg, Gifhorn, Francoforte, Nuerberg e Berlino. In particolare – ha precisato il procuratore Oliver Eisehauer all’agenzia Reuters – le indagini sono indirizzate su alcuni dipendenti della Continental, accusati di aver “favorito la frode e fornito documentazioni false”: questi ultimi vanno ad aggiungersi ad alcuni ingegneri e ad altre figure aziendali già indagati.Corollari del dieselgate. In una nota, la Continental ha confermato le ispezioni in alcuni dei propri uffici, dichiarandosi disposta a collaborare con le autorità, ma non ha commentato l’inchiesta. Dal canto suo, la Volkswagen ha fatto sapere di essere coinvolta in qualità di testimone. Le ispezioni, ha spiegato la procura di Hannover, rappresentano un ampliamento delle indagini sullo scandalo emissioni che ha coinvolto la casa automobilistica tedesca.   

  • Volkswagen – Cancellato il progetto di una nuova fabbrica in Turchia
    on 1 Luglio 2020 at 11:14

    Il gruppo Volkswagen ha cancellato il progetto di un nuovo stabilimento produttivo in Turchia. La decisione è legata alle conseguenze della pandemia del coronavirus sull’andamento della domanda e dell’economia globale.Il progetto. L’anno scorso i vertici della Casa tedesca avevano deciso di realizzare un nuovo impianto a Manisa, sulla costa occidentale della Turchia (non lontano da Izmir), per sfruttare i bassi costi del lavoro, la collocazione geografica del Paese anatolico tra il Medio Oriente e l’Europa e le opportunità di crescita del mercato automobilistico locale. Il progetto prevedeva investimenti per 1,3 miliardi di euro e la destinazione della nuova struttura all’assemblaggio delle Volkswagen Passat e delle Skoda Superb, con volumi annuali di circa 300 mila unità. Il gruppo, intenzionato ad aumentare la sua capacità produttiva e a liberare spazi nei suoi siti europei per le nuove produzioni elettriche, si è però scontrato con l’opposizione dei sindacati e dei politici tedeschi, che avevano espresso forti critiche per la scelta della Turchia, in particolare dopo l’invasione della Siria da parte dell’esercito di Ankara, e che hanno spinto la dirigenza a sospendere il processo decisionale. Ora, invece, sono le conseguenze della pandemia ad aver posto fine al progetto. Il crollo della domanda e l’andamento incerto dell’economia a livello globale hanno, infatti, ridimensionato i piani per lo sviluppo di nuova capacità produttiva. 

  • E-bike – Abbiamo provato la Cannondale Mavaro Neo 1
    on 1 Luglio 2020 at 10:00

    Dopo Fantic Issimo Fun e Cannondale Treadwell Neo EQ, la protagonista del nostro nuovo test ride è la Mavaro Neo 1, altra moderna e-Bike della Casa americana, capace di porsi come valida alternativa all’auto o ai mezzi pubblici negli spostamenti metropolitani grazie all’efficacia del suo motore, al cambio, ma soprattutto alla capacità di assorbire al meglio tutte le imperfezioni del manto stradale. Com’è fatta. La Cannondale Mavaro Neo è equipaggiata con la quarta generazione del motore CX della Bosch da 250 W, batteria da 625 Wh, portapacchi, parafanghi e cavalletto. Dotata di trasmissione a cinghia con cambio Enviolo a variazione continua, monta freni a disco idraulici Shimano MT-400 da 180 mm all’anteriore e da 160 mm al posteriore. Ricco anche il comparto sospensioni, con il sistema Headshok davanti e reggisella a parallelogramma dietro, mentre i pneumatici sono da 28″ x 2.0″, con protezione anti foratura GreenGuard. Completa il quadro il display multifunzione a colori Bosch Kioxe.    Come va. Bastano pochi chilometri in sella alla Mavaro Neo 1 per apprezzarne le qualità. Alla prima vistosa sconnessione dell’asfalto, che si approccia sempre con circospezione pronti a sollevarsi per evitare contraccolpi… questa Cannondale non fa una piega. Stessa cosa su rotaie, sanpietrini e persino sui piccoli dossi rallentatori, che ogni tanto s’incrociano per le vie cittadine: la Mavaro assorbe al meglio gli ostacoli, praticamente senza scomporsi, quasi ci si spostasse sempre su asfalto appena rifatto. E grazie ai pneumatici con sistema anti foratura si possono affrontare senza problemi anche strade sterrate. Altro aspetto che colpisce è l’azione combinata del motore CX da 250 W e della nuova trasmissione a variazione continua (esattamente come quella delle auto ibride): fare fatica è praticamente impossibile. Sia in piano, sia nelle salite, è sufficiente ruotare la manopola di destra per pedalare quasi a vuoto e procedere spediti fino ai classici 25 km/h (sopra il sistema si disattiva in automatico). E anche qualora si rimanesse “a secco” (l’autonomia massima è di 120 km), non occorrono polpacci da ciclisti professionisti per pedalare in totale souplesse. Cinque i setup a disposizione, visualizzabili sull’ampio e ben leggibile display Kioxe: Off, Eco, Tour, Sport e Turbo. La gestione della spinta, così come il passaggio tra i vari menù, è facile e intuitivo e non mancano la connettività Bluetooth, la possibilità d’interfacciare il proprio smartphone con l’app dedicata e visualizzare informazioni relative alla batteria. Per quanto riguarda la sicurezza, infine, accanto alla frenata, di cui si apprezza molto la modulabilità, da segnalare la presenza dei sensori di prossimità per segnalare l’avvicinamento di altri veicoli. La Neo 1 è al top della gamma Mavaro e costa parecchio: per averla ci vogliono 5.999 euro, praticamente il prezzo di uno scooter. Ma per chi volesse eliminare le soste alla pompa, oltre a risparmiare su bollo e assicurazione, con questa e-bike ridurrebbe praticamente a zero anche i costi di manutenzione. CI PIACE: confort, motore e cambio, display multifunzioneNON CI PIACE: prezzoPrezzo di listino: 5.999 euroDATI TECNICI DICHIARATI DAL COSTRUTTORE Autonomia: fino a 120 kmTelaio: di lega Smartform C1Peso: 29 kgForcella: HeadShok ammortizzata 50 mmReggisella: con sospensione a parallelogramma da 300 mm (S), 350 mm (M) e 400 mm (L) Freni anteriori: a disco idraulici da 180 mmFreni posteriori: a disco idraulici da 160 mmDimensioni ruote: 700cDimensioni pneumatici: 28 x 2″(50-622), con protezione contro le forature GreenGuardMootore: Bosch 250 WBatteria: PowerTube da 625 WhCambio: manuale a variazione continua EnvioloTrasmissione: a cinghia

  • Volkswagen Tiguan – L’ibrida plug-in debutta con il restyling
    on 1 Luglio 2020 at 9:30

    Forte del primato europeo di vendite nel suo segmento, la Volkswagen Tiguan si aggiorna con un restyling di metà carriera. La Suv è stata migliorata sotto diversi punti di vista, dall’elettrificazione dei propulsori all’evoluzione della tecnologia e della connettività di bordo. Listini e tempi di consegna non sono ancora noti, mentre gli allestimenti prendono le denominazioni Tiguan, Life, Elegance, R-Line e R. La plug-in hybrid da 245 CV e la R da 320 CV. La rinnovata Tiguan mette in campo un’offerta di motorizzazioni mai vista in precedenza. Ai benzina e diesel, quest’ultimi dotati ora di doppia catalizzatore Scr, vengono infatti affiancate le versioni e-Hybrid da 245 CV e la R da 320 CV. La prima utilizza la tecnologia ibrida plug-in e può percorrere fino a 50 km a zero emissioni con una velocità massima di 130 km/h, mentre la seconda garantisce prestazioni elevate grazie al 2.0 TSI aggiornato. La versione più sportiva della Suv è proposta con cambio Dsg di serie e offre una nuova dinamica di guida grazie al sistema Torque Splitter, che ottimizza la ripartizione della coppia sull’asse posteriore del sistema di trazione integrale 4Motion, e all’assetto a controllo elettronico con cerchi da 21″. La versione R, che in opzione offre anche uno scarico firmato Akrapovic, dispone di diverse modalità di guida: Comfort, Sport, Race, Individual, Offroad, Snow e Offroad Individual. Sul volante è inoltre presente il comando rapido R per passare subito all’impostazione Race.  invece specifica della versione e-Hybrid la modalità GTE che consente di ottenere le massime prestazioni dal powertrain ibrido. Sul fronte tecnico è importante sottolineare anche l’evoluzione degli Adas. Grazie all’IQ.Drive con Travel Assist, in alcune situazioni di guida il sistema di Livello 2 è in grado ora di controllare sterzo, acceleratore e freni da 0 a 210 km/h per i modelli con cambio automatico e da 30 a 210 km/h per quelli manuali. Stile più muscoloso. Il design si evolve allineandosi ai modelli più recenti della Casa di Wolfsburg. Troviamo quindi gruppi ottici e paraurti ridisegnati e una nuova firma luminosa delle luci diurne a Led integrate nei proiettori principali Led Matrix IQ.Light disponibili per la prima volta in opzione. La mascherina più grande integra il logo Volkswagen aggiornato e sono previste anche modifiche al cofano. Infotainment connesso e nuovi comandi touch del clima. L’abitacolo mantiene l’impostazione già nota e le novità sono concentrate nella console centrale, dove troviamo l’infotainment basato sulla piattaforma Mib3 con Sim integrata, servizi We Connect e comandi digitali della climatizzazione. Nuovo anche il volante, ora dotato di superfici touch multifunzione. La climatizzazione viene gestita da cursori touch di grandi dimensioni, mentre altre superfici tattili attivano le funzioni relative al riscaldamento del lunotto, dei sedili e del parabrezza. 

  • BMW – Fino a 510 CV per le nuove M3 e M4 – VIDEO
    on 1 Luglio 2020 at 9:00

    La BMW mostra con un video e delle foto ufficiali i prototipi delle nuove M3 berlina e M4 coupé. Le due sportive, eredi di una stirpe di modelli iconici, sono ormai molto vicine alla presentazione al pubblico prevista a metà settembre. Annunciando i due modelli, la Casa di Monaco ha fornito anche i primi dettagli tecnici, confermando che sulla base della coupé sarà sviluppata la M4 GT3 per la stagione agonistica 2022. Il design separa nettamente le vetture. La separazione tra M3 e M4 era già avvenuta nella serie uscente, ma per i nuovi modelli sarà ancora più netta. La BMW ha infatti scelto di caratterizzare la Serie 4 Coupé in maniera unica rispetto alla Serie 3 introducendo un nuovo frontale con doppio rene allungato, che nelle immagini è ancora nascosto dalle protezioni. Elementi come i quattro scarichi posteriori, i cerchi di lega di grande diametro e il kit aerodinamico dedicato sono tipici dei modelli M, ma non sono ancora totalmente visibili sotto le camuffature. 480 CV manuale, 510 CV automatica e in futuro anche integrale. Anche la gamma viene rivoluzionata dalle scelte tecniche. Il propulsore è il nuovo sei cilindri 3.0 sovralimentato offerto in due versioni: la base da 480 CV con il solo cambio manuale e la Competition da 510 CV e 650 Nm con il cambio automatico M Steptronic a otto marce. Inizialmente le vetture offriranno solo la trazione posteriore, ma in un secondo momento sarà disponibile anche una versione con trazione integrale M xDrive dal funzionamento simile a quello della sorella maggiore M5: al momento non sappiamo se l’integrale sarà abbinata a entrambi i livelli di potenza. In attesa di rendere noti i dati prestazionali, la BMW ha fornito i dati preliminari sui consumi: 10,5-10,9 l/100 km con 239-249 g/km di emissioni di CO2 nel ciclo Wltp.

  • Lexus LC 500 Convertible – In Italia con prezzi a partire da 125.000 euro
    on 1 Luglio 2020 at 8:59

    La Lexus ha diffuso il listino per il mercato italiano della LC 500 Convertible. La sportiva scoperta è disponibile in due allestimenti denominati Luxury e Structural Blue, proposti rispettivamente a partire da 125.000 e 140.000 euro.Il design prima di tutto. La versione Convertible della LC deriva da quella coupé, rispetto alla quale è stata ridisegnata tutta la zona posteriore per far spazio alla capote di tela e al suo vano. I tecnici della Casa hanno fatto ricorso a materiali specifici per gli interni in modo da abbinarli alla capote e sono stati introdotti degli elementi di confort come il deflettore anti turbolenze. L’allestimento Luxury, in particolare, offre di serie i cerchi da 21″, i rivestimenti di pelle e Alcantara, i sedili ventilati e riscaldabili a regolazione elettrica, l’infotainment con display da 10,3 pollici e impianto audio Mark Levinson, il pacchetto di Adas Lexus Safety System+ e le finiture di fibra di carbonio.Ampia gamma colori. Gli unici optional riguardano la tinta esterna: alla variante di serie Arancio Nitro possono essere infatti preferite le colorazioni Nero, Bianco F Sport, Grigio Antracite, Argento, Sonic Titanium, Nero Grafite, Rosso, Giallo Race, Blu Oceano e Verde Cargo, da abbinare a quattro diversi colori degli interni e della capote. La versione Structural Blue offre invece di serie l’esclusiva combinazione tra la tinta esterna blu e gli interni e la capote bianchi, non disponibile sulla Luxury.464 CV per il V8 aspirato. Il motore è il noto V8 5.0 aspirato da 464 CV e 530 Nm abbinato alla trazione posteriore e al cambio Direct Sport-Shift a 10 marce. La Convertible può raggiungere così i 270 km/h e di passare da 0 a 100 km/h in cinque secondi netti con un consumo medio, nel ciclo Wltp, di 11,7 l/100 km e 275 g/km di emissioni CO2.

  • Alpine A110 – Aperti gli ordini delle varianti Légende GT e Color Edition 2020
    on 1 Luglio 2020 at 8:59

    La Alpine ha aperto gli ordini della A110 nelle varianti Légende GT e Color Edition 2020: la prima, che sarà prodotta a livello globale in sole 400 unità, è in vendita al prezzo di 71.000 euro; la seconda sarà invece disponibile solo fino alla fine dellanno al prezzo di 72.800 euro.Personalizzabile. La A110 Légende GT è caratterizzata da elementi stilistici esclusivi relativi sia agli esterni sia agli interni. In particolare, tale variante è disponibile nelle verniciature Argento Mercurio, Nero Profondo e Blu Abisso, tutte e tre abbinabili ai monogrammi Alpine di colore oro, ai pneumatici diamantati da 18 e alle luci posteriori a Led bianco traslucido. Gli interni presentano invece finiture di pelle (personalizzabili in tinta color ambra) ed elementi di fibra di carbonio, con i sedili Sabelt regolabili in sei diverse posizioni. Sulla console centrale, inoltre, è riportata la numerazione distintiva di ogni esemplare assemblato. La sportiva è proposta assieme a un set di tre bagagli esclusivi. Sul piano tecnico, la vettura a motore centrale, dotata della trazione posteriore e di un cambio a doppia frizione a sette rapporti, adotta un 1.8 turbobenzina da 252 CV capace di raggiungere una punta massima di circa 250 km/h e di passare da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi. Tra gli equipaggiamenti, non mancano lo scarico sportivo attivo, i freni Brembo potenziati e i sensori di parcheggio con telecamera posteriore e sistema Focal. Vestita di giallo. Con il programma A110 Color Edition, la Alpine prevede di offrire sul mercato, per un periodo limitato, delle versioni speciali della A110 attraverso un meccanismo di rotazione annuale: le vetture in vendita saranno proposte ogni volta con un diverso colore. La Color Edition 2020 sfrutta la base della A110S e, sul piano estetico, riprende in particolare liconico colore Giallo Girasole opaco adottato dal brand negli anni 60 e 70. Tale verniciatura, usata anche per gli interni, sarà abbinata a degli elementi neri di contrasto: dal logo ai monogrammi, dai cerchi di lega agli inserti nei fari anteriori a Led, passando anche per il tetto di fibra di carbonio opzionale (2.440 euro). La A110 Color Edition 2020 presenta gli stessi equipaggiamenti top di gamma della A110S, compreso lo stesso propulsore 1.8 da 292 CV, capace di raggiungere i 260 km/h di velocità massima e di passare da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi. Esemplari esclusivi. Per ultimo, la Casa ha avviato anche un programma di personalizzazione delle A110 denominato Atelier Alpine, orientato a offrire ai clienti fino a 29 tinte di carrozzeria denominate Storiche, nonché limitate a soli 110 esemplari a livello globale, tre nuove finiture dei cerchi (Bianco e Nero Lucido e Oro Brillante) e quattro colori aggiuntivi delle pinze dei freni (Grigio Chiaro, Rosso, Giallo e Oro Brillante). Le verniciature, che riprendono le tinte più iconiche del passato della Casa, sono proposte a 4.880 euro, mentre per i cerchi e le pinze dei freni i prezzi sono rispettivamente di 732 e 390 euro.

  • Audi e-tron S – Tre motori e 503 cavalli per la Suv elettrica
    on 1 Luglio 2020 at 7:49

    L’elettrico diventa sportivo in casa Audi. A listino entrano la e-tron S e la e-tron S Sportback, che portano al debutto un powertrain aggiornato e altre modifiche studiate in chiave prestazionale. L’arrivo sul mercato è previsto in autunno, ma i prezzi non sono stati ancora comunicati. Abbiamo però già guidato un prototipo della suv coupé in anteprima, ricavandone sensazioni positive. 503 CV con tre motori elettrici. Entrambe le varianti di carrozzeria della sport utility elettrica tedesca sfruttano un powertrain composto da tre motori elettrici, di cui due sull’asse posteriore. La potenza totale è di 503 CV e 973 Nm e le batterie da 95 kWh (ricaricabili a 150 kW) garantiscono un’autonomia di 360-365 km nel ciclo Wltp. La velocità massima è di 210 km/h, mentre i 100 km/h da fermo vengono raggiunti in 4,5 secondi. L’Audi ha utilizzato sull’asse anteriore il motore che la e-tron 55 quattro monta al retrotreno, mentre quello più piccolo è stato potenziato e montato su ognuna delle ruote posteriori, ottenendo così un effetto torque vectoring completamente gestito dall’elettronica di bordo. Il motore anteriore viene chiamato in causa quando si richiedono le massime prestazioni o quando viene percepita una perdita di grip: la sensazione, per chi guida, è quindi quella di avere una potente trazione posteriore: un effetto ulteriormente esaltato dalla modalità di guida Sport, che consente anche di far sovrasterzare la vettura in uscita di curva. Sportiva da guidare. Con una potenza e una coppia maggiori da gestire, le versioni S hanno ricevuto attenzioni particolari per quanto riguarda l’assetto pneumatico e il servosterzo progressivo, che prevedono regolazioni del software dedicate. Di serie sono inclusi cerchi da 20″ (22″ in opzione) e l’altezza da terra può variare di 76 mm in base alle modalità di guida, mentre l’impianto frenante adotta pinze arancio e dischi anteriori da 400 mm con pinze a sei pistoncini. L’Audi Drive Select propone sette modalità di guida da combinare con le quattro regolazioni dell’ESC. Stile e assetto sono specifici. Design e aerodinamica sono stati rivisti per queste e-tron S, che mantengono come optional gli specchietti esterni virtuali. Il Cx, in questa configurazione, scende fino a 0,26 sulla Sportback, nonostante le carreggiate più larghe di 46 mm e le modifiche alla carrozzeria, che adotta i parafanghi più larghi, gli air curtain dedicati, nuove prese d’aria frontali e l’estrattore posteriore. L’impianto frenante a sua volta è raffreddato da prese d’aria attive. Le finiture di alluminio del single frame, dello splitter e degli inserti laterali rendono subito riconoscibili le varianti S, che nell’abitacolo vedono dominare le tinte scure. L’allestimento degli interni prevede i sedili anteriori sportivi rivestiti di pelle e Alcantara, in opzione anche foderati di pelle e ventilati. 

  • Incentivi auto – Mercato in ripresa in Francia, ancora incertezza in Italia
    on 1 Luglio 2020 at 7:00

    Gli incentivi all’auto iniziano a fornire una spinta importante al mercato automobilistico francese. Mentre in Italia gli eventuali contributi alla rottamazione sono ancora oggetto di discussione, non senza il rischio di un rinvio, in Francia la domanda è ripartita a giugno proprio grazie ai sussidi voluti dal presidente Emmanuel Macron nel quadro del piano di sostegno e rilancio da oltre 8 miliardi di euro varato il mese scorso.I dati francesi. A Parigi hanno deciso diverse misure a favore del mercato, tra cui incentivi alla rottamazione in vigore già dall’1 giugno, e i risultati si vedono. Lo scorso mese, le immatricolazioni sono cresciute per la prima volta dall’inizio del 2020: i volumi si sono attestati a 233.818 unità, con un miglioramento dell’1,24% rispetto a un anno fa. Il tasso di crescita è comunque ancora insufficiente a invertire una situazione fortemente deficitaria, come dimostrato dal -38,63% del primo semestre, ma rappresenta comunque un segnale di speranza dopo diversi mesi di fortissima contrazione. Le misure di lockdown disposte dalle autorità francesi per contenere la diffusione del coronavirus hanno, infatti, determinato un crollo della domanda a partire da marzo, quando le immatricolazioni hanno subito una flessione del 72,2%. Peggiori si sono rivelati i dati di aprile, con un crollo dell’88,8%, mentre a maggio, grazie al graduale allentamento delle restrizioni, le registrazioni sono scese del 50,3%. Lo stallo italiano. La ripresa di giugno dimostra dunque come gli incentivi funzionino in Francia. In Italia, invece, regna ancora l’incertezza. Da diverse settimane si parla di un accordo all’interno della maggioranza per favorire l’approvazione dell’emendamento al Decreto Rilancio presentato da esponenti del PD, di Italia Viva e di Leu, i quali hanno proposto incentivi fino a 4 mila euro per l’acquisto di veicoli Euro 6 con contestuale rottamazione di vetture con almeno 10 anni di vita (solo 2 mila euro senza rottamazione). Il provvedimento ha trovato un ostacolo nel Movimento 5 Stelle, propenso a favorire solo i veicoli elettrici, ma negli ultimi giorni si sarebbe trovato un accordo che prevede anche un aumento degli attuali contributi per le auto a batteria e le ibride, con una revisione al ribasso dei sussidi alla rottamazione. L’emendamento, nella sua formulazione originaria, stanziava 2 mila euro di incentivi pubblici e altri 2 mila a carico dei concessionari. Ora si scenderebbe a 3.500 euro complessivi, di cui 1.500 di provenienza statale, in caso di rottamazione e a 1.750 senza rottamazione. Al contempo, aumenterebbero i contributi a favore delle elettriche (oggi fino a 6 mila euro) e delle ibride plug-in (fino a 4 mila euro). Nodo coperture. Per quanto sia stata raggiunta un’intesa, rimane un ostacolo forse insormontabile: il nodo delle coperture. Per sostenere le misure nel 2020 sarebbero reperibili 400 milioni di euro, una dote probabilmente insufficiente a dare una spinta alla domanda. Non solo: secondo alcune stime, l’intero provvedimento avrebbe bisogno di fondi per almeno 800 milioni di euro: uno stanziamento che farebbe sforare la capienza del Decreto Rilancio. Ecco perché circola da tempo l’ipotesi di un rinvio degli aiuti a un prossimo decreto, che dovrebbe disporre di nuove risorse a favore dell’economia grazie a un ulteriore scostamento del bilancio statale rispetto ai limiti imposti dall’Unione Europea. Anche per questo motivo l’emendamento non è stato ancora votato in Commissione Bilancio facendo, così, slittare la prima data di entrata in vigore degli incentivi indicata dalla stesura iniziale dell’emendamento: i contributi dovevano essere messi a disposizione già dall’1 luglio. A questo punto è probabile che si lasci alla Camera l’onere di discutere e votare l’emendamento. Di certo i tempi sono sempre più stretti: il 3 luglio deve iniziare il dibattito a Palazzo Montecitorio per la conversione in legge del Dl Rilancio. L’8 luglio toccherà poi al Senato discutere del provvedimento, mentre entro il 18 luglio il decreto deve tassativamente essere convertito per entrare in vigore entro i termini di legge.  

  • Volkswagen – Cresce la domanda: stop al part-time negli impianti tedeschi
    on 1 Luglio 2020 at 6:33

    Dal 1 luglio gli impianti tedeschi della Volkswagen hanno ripreso la turnazione normale, interrompendo il ricorso al lavoro part-time. Il provvedimento riguarda, in particolare, gli stabilimenti del marchio di Wolfsburg, della divisione dei veicoli commerciali e del settore della componentistica: Brunswick, Chemnitz, Emden, Hannover, Kassel, Osnabrück, Salzgitter e Wolfsburg (a Dresda e Zwickau non si ricorre al part-time già da alcune settimane).I motivi. La Casa tedesca ha attribuito la sua decisione al buon andamento della domanda: “Grazie all’apertura delle concessionarie e alle offerte promozionali, la situazione degli ordini si è recentemente sviluppata in modo positivo”. Tuttavia – aggiunge il responsabile delle risorse umane Arne Meiswinkel – è estremamente difficile prevedere ulteriori sviluppi. Pertanto, terremo d’occhio la situazione al fine di reagire in linea con la domanda”. Attualmente il tasso di utilizzo degli stabilimenti tedeschi del marchio Volkswagen si attesta tra il 75 e il 95% dei livelli produttivi pre-coronavirus. 

  • Volvo – Richiamo per due milioni di auto in tutto il mondo
    on 1 Luglio 2020 at 6:30

    La Volvo richiamerà 2,18 milioni di vetture in tutto il mondo. Si tratta dell’iniziativa più grande mai affrontata dalla Casa svedese e riguarda le cinture di sicurezza: la decisione è stata presa senza che ci fossero segnalazioni di incidenti o feriti. Il costruttore ha messo a punto insieme al fornitore Autoliv una procedura per la sostituzione di un cavo d’acciaio che, usurandosi, potrebbe ridurre la capacità di contenimento delle cinture in caso di impatto.I modelli coinvolti. I modelli coinvolti sono le Volvo Volvo S60, S60L, S60CC, V60, V60CC, XC60, V70, XC70, S80 ed S80L prodotte dal 2006 al 2019. La nazione con la più alta concentrazione di vetture interessate dal richiamo è proprio la Svezia (412.000 unità) seguita dagli Stati Uniti (308.000), dalla Cina (245.000), dalla Germania (178.000) e dall’Inghilterra (169.000). I clienti saranno contattati singolarmente per portare la vettura in un’officina autorizzata per la sostituzione dei componenti necessari.

  • Citroën C4 – Tutti i dettagli della crossover – VIDEO
    on 1 Luglio 2020 at 6:00

    La Citroën completa le informazioni relative alla C4 e alla versione elettrica ë-C4. Il modello sarà disponibile entro breve tempo sul mercato e affronta un segmento particolarmente affollato con una formula nuova, combinando gli elementi delle hatchback con quelli tipici delle Suv. I prezzi di listino saranno disponibili nelle prossime settimane: gli ordini saranno aperti a settembre, mentre le prime consegne sono previste per l’ultimo trimestre di quest’anno. Due volumi compatta e Suv si fondono. Con un’eredità di oltre 12,5 milioni di esemplari dei modelli precedenti, dalla Ami alla GS, dalla BX alla Xsara fino alle recenti C4 Cactus e SportTourer, la Citroën ha voluto sottolineare il proprio Dna anticonformista e innovativo realizzando un design che introduce stilemi nuovi, come il taglio delle luci led diurne e i le superfici scavate sul cofano e sul tetto. Le dimensioni della vettura consentono di comprendere meglio le particolari proporzioni: lunga 4,36 metri con un passo di 2,67 metri, la C4 è alta 1,52 metri e larga 1,8 metri. L’altezza minima da terra di 156 mm la pone a metà strada tra le attuali C3 e C5 Aircross. Nonostante la coda sfuggente e il lunotto inclinato, il bagagliaio offre una capacità di 380 litri con una soglia di carico ribassata, ma ribaltando gli schienali dei sedili posteriori è possibile arrivare a 1.250 litri. Ai clienti viene offerta la possibilità di combinare tinte bicolore e Pack Color di finitura per ottenere 31 diverse varianti, da combinare a sei ambienti interni e a diversi design dei cerchi di lega da 16, 17 e 18 pollici.  Confort prima di tutto. Il confort di marcia è uno degli obiettivi principali della vettura. Per questo la Citroën ha evoluto alcuni dei propri concetti come le sospensioni Progressive Hydraulic Cushions e i sedili Advanced Comfort con funzione massaggio e riscaldamento. La presenza di grandi superfici vetrate, la scelta di materiali chiari per la parte superiore degli interni e la presenza del tetto di vetro esaltano la luminosità dell’abitacolo e il benessere, mentre di notte sono previste luci a Led diffuse. Anche gli Adas di Livello 2, l’head-up display a colori, la ConnectedCam e l’infotainment dotato di schermo da 10″ e servizi connessi consentono alla C4 di essere al passo con i tempi e non mancano soluzioni originali, come lo Smart Pad Support, un elemento retrattile per tablet dedicato al passeggero anteriore. La e-C4 è dotata di uno specifico comando della trasmissione e di pulsanti retroilluminati, inoltre viene mantenuta la possibilità di scegliere tra tre diverse modalità di guida. Benzina, diesel ed elettrica da subito. La meccanica della C4 è comune a molti altri modelli di ultima generazione del gruppo PSA ed è quindi prevista da subito la scelta tra versioni benzina Puretech (da 100, 130 e 155 CV) e diesel BlueHDi (da 110 a 130 CV), oltre alla vera novità della gamma di powertrain, la versione elettrica ë-C4. Quest’ultima propone un motore da 136 CV e 260 Nm alimentato da una batteria da 50 kWh, per un’autonomia di circa 350 km nel ciclo Wltp. L’elettrica tocca una velocità massima di 150 km/h e raggiunge i 100 km/h da fermo in 9,7 secondi, mentre i tempi di ricarica variano dalle oltre 24 ore della presa domestica ai 30 minuti per l’80% dell’energia con colonnine da 100 kW. Di serie, la vettura viene proposta con una WallBox, mentre il caricabatteria di bordo da 11 kW è opzionale.

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