Quattroruote.it

  • Brembo – A Bombassei il premio “Barsanti e Matteucci”
    on 19 Ottobre 2021 at 8:24

    Dal 2000 il comune di Pietrasanta (Lu), con la collaborazione del Rotary Club Viareggio Versilia, assegna il premio “Barsanti e Matteucci” per ricordare Nicolò Barsanti, il concittadino che assieme all’ingegnere lucchese Felice Matteucci, nel 1853, presentò all’Accademia dei Georgofili di Firenze il motore a combustione interna. Il primo a ricevere il riconoscimento è stato Stefano Iacoponi, il tecnico della Fiat responsabile, tra l’altro, del progetto del motore Fire. Nell’albo d’oro del premio si leggono altri nomi illustri, tra cui il pluri campione iridato delle moto Giacomo Agostini (2001), i designer Giorgetto Giugiaro (2011) e Walter De Silva (2018) e gli ingegneri Gian Paolo Dallara (2012) e Gabriele Allievi, già presidente della filiale italiana della Bosch (2019).L’ultima edizione. Dopo la pausa forzata a causa della pandemia, l’edizione 2021 del premio Barsanti, che coincide con il bicentenario della nascita dell’inventore toscano, è stata assegnata sabato 16 ottobre all’ingegner Alberto Bombassei, presidente della Brembo, per i suoi meriti imprenditoriali. Nella motivazione si legge: ” un riconoscimento che va alla capacità della Brembo di portare ai massimi livelli il saper fare italiano, un’eccellenza che unisce creatività, design e tecnologia e che permette di realizzare prodotti non solo di grande qualità, ma anche di gusto estetico e di amore per la bellezza”.Uno sguardo al futuro. Nel corso della cerimonia di premiazione, cui hanno partecipato le autorità locali e il presidente della regione Toscana Eugenio Giani, si è poi tenuto un dibattito tra alcuni giornalisti dell’auto, moderato da Stefano Iacoponi, sul futuro della mobilità e del motore a combustione interna. Inoltre, è stato annunciato che dalla prossima edizione il premio Barsanti sarà affiancato da un altro riconoscimento, che andrà a un giovane o a una startup che abbiano presentato idee o prodotti innovativi per la mobilità del futuro.

  • Autobest – Le finaliste dell’edizione 2022
    on 19 Ottobre 2021 at 8:00

    La giuria del premio Best Buy Car di Autobest ha annunciato le sei finaliste dell’edizione 2022, la ventunesima. La vincitrice dell’evento sarà annunciata nel mese di dicembre e la cerimonia di premiazione si terrà a Strasburgo. Il titolo 2021, lo ricordiamo, è stato assegnato alla Seat Leon. Le finaliste. Le vetture selezionate per il 2022 sono la Dacia Spring, la Hyundai Bayon, la Opel Mokka, la Renault Arkana, la Skoda Fabia e la Toyota Yaris Cross.  interessante notare la percentuale di modelli elettrificati della lista: la Dacia Spring è l’unica ad essere unicamente prodotta in versione elettrica, mentre la Mokka prevede un allestimento a listino. La Arkana e la Yaris Cross, invece, offrono powertrain ibridi.

  • Porsche – Elettrico ed eFuel: la ricetta di Zuffenhausen per il futuro
    on 19 Ottobre 2021 at 7:40

    Lunga vita ai motori a combustione. questo, in somma sintesi, il progetto della Porsche, che con i carburanti sintetici punta a prolungare l’esistenza di cilindri e pistoni. Per svariati motivi. Il primo, legato agli accordi di Parigi sul clima, è quello di affiancare le auto elettriche nei prossimi decenni, in quanto da sole, secondo i calcoli dei tedeschi, non potranno completare la transizione verso le zero emissioni nette a livello globale. Il secondo è quello della passione: gli eFuel non solo potranno alimentare in maniera sostenibile le storiche e i modelli attuali, ma anche nuove, emozionanti, sportive. Anche col flat six. Si parte dal vento. Per questo motivo a Zuffenhausen credono molto nei carburanti sintetici, tanto da effettuare investimenti milionari per realizzare un impianto che produrrà, già dal prossimo anno, combustibili con zero emissioni nette di CO2. Come? Utilizzando il vento, l’aria e l’acqua. Detta così può sembrare facile, ma il concetto alla base di questi nuovi carburanti è estremamente complesso. Il luogo dove sorgerà la nuova raffineria (se ancora la si può chiamare così), è uno dei più ventosi al mondo, la provincia di Magallanes, nel sud del Cile: sfruttando pale eoliche l’impianto utilizzerà l’energia per sintetizzare degli eFuel con costi che diventeranno man mano sempre più contenuti. Per il primo anno di attività il consorzio guidato dalla Porsche prevede di produrre circa 130 mila litri di eFuel (saliranno a 55 milioni nel 2024 e a 550 milioni nel 2026), che la Casa ha già preventivamente acquistato per effettuare test di sviluppo delle proprie vetture, anche nel nuovo Experience Center Franciacorta, in provincia di Brescia.  Questione di chimica. Il progetto – a cui partecipano svariate aziende, compresa l’italiana Enel prevede l’utilizzo del processo Mtg, da metanolo a benzina (Methanol-to-Gasoline), che combina idrogeno e CO2 per creare eMethanol (CH3OH), che a sua volta viene convertito in benzina sintetica tramite distillazione primaria. Le materie prime sono soltanto due: la prima è l’anidride carbonica, che viene catturata dall’atmosfera utilizzando grandi ventilatori dotati di filtri specifici, pulendo sostanzialmente l’aria e compensando il diossido di carbonio che verrà emesso dalle auto che utilizzeranno questi eFuel. La seconda è l’acqua, nella quale viene fatta passare della corrente continua per separare l’ossigeno dall’idrogeno. In seguito alla scissione, quest’ultimo viene raccolto da un catodo prima di essere fatto reagire con la CO2 per creare la base del carburante sintetico. Ciò che ne deriva è un eFuel conforme con l’attuale norma Din En 228 che può quindi essere utilizzato senza alcuna modifica su qualsiasi veicolo a benzina, in forma pura oppure combinandolo con carburanti fossili.   Sulle Ev meno peso non sempre significa più prestazioni. I carburanti sintetici, però, non saranno l’unica via verso un mondo il più possibile carbon neutral. Come tutti i costruttori, anche la Porsche crede nell’elettrico e lo sta sviluppando a modo suo. Fin dal lancio della sua prima Ev, la Taycan, la Casa tedesca ha sempre sottolineato come gli elettroni non le strapperanno la sua anima sportiva. E così è stato, come hanno dimostrato i rilevamenti svolti dal nostro Centro prove. Ma come sono riusciti a trovare il giusto mix tra efficienza e prestazioni? Usando algoritmi e simulazioni virtuali. Gli ingegneri tedeschi hanno ricreato un modello elettronico della berlina per calcolare quale fosse il migliore taglio di batteria da utilizzare. Le simulazioni condotte al Nürburgring hanno consentito di trovare il miglior rapporto kWh/peso per la Taycan di produzione: ridurre il numero di celle per contenere la massa potrebbe sembrare la scelta più semplice per migliorare le prestazioni, ma in realtà il discorso è più complesso. Oltre a non garantire un’autonomia idonea al segmento, un accumulatore troppo piccolo influisce anche sulla potenza del propulsore. Con batterie da 85,1 kWh, per esempio, la Taycan Turbo S virtuale arriva a pesare 2.419 kg e gira al vecchio Ring in 7 minuti e 39 secondi. Mettendole un accumulatore da 70 kWh il peso scende di oltre 100 kg (2.310), ma il tempo sul giro sale di 7 decimi. Questo perché la maggiore leggerezza riduce di 0,02 secondi lo 0-100 km/h (2,9 secondi), ma la minore potenza di picco erogabile alza lo 0-200 km/h di 8 decimi, per un totale di 9,51 secondi. Con batterie da 100 kWh il peso sale di 107 kg rispetto alle 85 kWh e per un giro sul Nordschleife servono 3 secondi in più (0-100 in 3,04 secondi e 0-200 in 9,71), svantaggio che cresce con l’aumentare del peso: ipotizzando l’utilizzo di batterie da 130 kWh, la Taycan arriverebbe a 2.743 kg e girerebbe al Ring in 7:48.2, quasi dieci secondi in più rispetto alla 85 kWh. Meglio puntare su un taglio medio, dunque, così da garantire un buon bilanciamento tra prestazioni e autonomia. Videogame per la guida autonoma. Le simulazioni svolte dai supercomputer, però, non servono solo per questo. I tecnici della Porsche hanno già avviato da tempo dei test sulla guida autonoma e puntano a incrementare il livello di assistenza alla guida sulle vetture di serie già nei prossimi anni. Ma perché usare dei computer quando il miglior banco di prova sarebbe il mondo reale? Per questioni di tempo (e di soldi). Secondo la think tank statunitense Rand Corporation, per ridurre del 20% il rischio di un incidente mortale causato da un veicolo driverless rispetto a uno guidato da un umano la flotta di prototipi dovrebbe percorrere almeno 17,7 miliardi di chilometri. Ipotizzando di usare 100 prototipi, per raggiungere un dato simile bisognerebbe guidare 24 ore al giorno a una media di 40 km/h per 500 anni. Con le tecnologie di simulazione, invece, bastano poche settimane per ottenere gli stessi dati dal Porsche Engineering Virtual ADAS Testing Centre, il nuovo hub specializzato nei sistemi di assistenza alla guida della Casa tedesca. I sistemi utilizzati si basano su simulatori di guida derivati dai motori grafici (Unreal e Unity) di videogiochi attualmente disponibili, ma migliorati sotto diversi aspetti: i tecnici creano delle ambientazioni fotorealistiche corrette anche dal punto di vista della fisica, all’interno delle quali è possibile ripetere infinite volte i test. Ciò consente di individuare più rapidamente i problemi del sistema di guida assistita senza dover attendere che si verifichi nuovamente la stessa situazione che li ha generati. Tutto molto bello, ma voi vi starete chiedendo chi potrebbe desiderare un’auto sportiva a guida autonoma. In realtà se lo sono chiesto anche a Zuffenhausen prima di investire in queste nuove tecnologie, scoprendo che il 25% degli attuali clienti prenderebbe in considerazione l’acquisto di una Porsche con sistemi d’assistenza alla guida avanzati. E se già oggi, agli albori di queste tecnologie, un cliente su quattro le vorrebbe, figuriamoci tra cinque o dieci anni, quando verranno migliorate e inizieranno a diffondersi a macchia d’olio. Gemella predittiva. Oltre al software e alle nuove tecnologie, la Porsche ha alzato l’asticella anche sulla meccanica dei suoi modelli di serie, soprattutto quelli elettrici. Per la Taycan, per esempio, è stata sviluppata una gemella digitale che, raccogliendo i dati dalle vetture dei clienti, è in grado di calcolare l’usura delle componenti e di prevedere eventuali malfunzionamenti, così da consentire al cliente di andare in officina a far controllare l’auto prima ancora che un problema si sia effettivamente verificato. Questo sistema viene utilizzato sfruttando un cloud che raccoglie informazioni dai clienti di tutto il mondo, facilitando anche gli interventi di manutenzione: l’intelligenza artificiale, infatti, comunica in officina quali parti potrebbero essere a rischio rottura, così da ridurre i tempi per la ricerca di un eventuale guasto e, conseguentemente, anche i costi a carico del cliente. Batterie pensate per essere riparate. Sulle Ev i tempi di ricarica sono fondamentali e per questo la Taycan utilizza un sistema a 800 volt che sulla carta le consente di ripristinare 100 km d’autonomia in cinque minuti. Ma l’utilizzo di una tecnologia così avanzata richiede anche una rete d’assistenza altamente qualificata: intervenire su batterie ad alto voltaggio necessita una specifica formazione a livello di sicurezza. Per questo molte Case preferiscono evitare che la propria rete d’assistenza intervenga direttamente sulle batterie, ma la Porsche ha sviluppato un sistema modulare che consente a tutte le officine autorizzate di riparare gli accumulatori aprendoli e sostituendo i componenti danneggiati o usurati. Una scelta che consente non solo di contenere i costi a carico del cliente in caso di problemi con garanzia scaduta, ma anche di ridurre l’impatto ambientale delle batterie che, invece che essere trasportate in fabbrica per poi essere smembrate, possono essere riparate in loco.Hub d’innovazione. Ma da dove vengono tutte queste idee? Semplice, dalle menti di tutti i dipendenti della Porsche, che ogni anno sottopongono le proprie proposte ai dirigenti che poi selezionano le migliori e forniscono il supporto per svilupparle. Si spazia dalla semplificazione dei processi produttivi ai nuovi servizi digitali, fino ad arrivare a soluzioni tecniche che vengono poi sviluppate anche con il supporto di aziende esterne e startup. Gli unici tre requisiti sono che l’idea deve essere inedita, economicamente attuabile e deve portare un vantaggio sensibile per i clienti. Ogni anno vengono sottoposte dalle 80 alle 100 idee, alcune delle quali trovano spazio anche sulle Porsche attualmente in commercio.

  • Auto elettriche – I modelli più venduti in Italia da gennaio a settembre 2021 FOTO GALLERY
    on 19 Ottobre 2021 at 7:00

    Sebbene non si parli ancora di immatricolazioni a sei cifre, continua a crescere il mercato italiano delle auto elettriche, con 47.242 unità registrate da gennaio a settembre 2021, addirittura il 512,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2019, quando le consegne erano ferme a 7.712 vetture. Il merito del boom va a un’offerta di modelli sempre più ampia, a prezzi più bassi e, ovviamente, ai generosi incentivi. Non a caso, la top 10 dei veicoli a batterie più venduti nei primi nove mesi del 2021 è occupata da modelli che possono beneficiare del ricco ecobonus, poiché proposti nelle versioni con prezzi di listino non superiori ai 50 mila euro più Iva. Li trovate nella nostra galleria d’immagini, dalla decima alla prima posizione, in cui spicca un’italiana, ma non nel mese di settembre, quando la Dacia Spring è balzata in testa alla classifica.

  • Porsche Taycan – Targa Florio alla (ri)scossa
    on 18 Ottobre 2021 at 19:15

    Anche il mondo dell’auto ha il suo Green pass: l’auto elettrica. E i sondaggi parlano chiaro. Esiste una curiosità nei suoi confronti, ma la resistenza (spesso estremista) della vecchia guardia nei confronti delle Bev è tutta da leggere nei commenti, specie sui social. Catene di Sant’Antonio della verbosità. La verità è che siamo all’inizio di una rivoluzione che cambierà il nostro muoverci. Un po’ come a inizio 900: quando i cavalli furono staccati dalle carrozze per finire nei motori delle auto. In quella fase storica nacquero banchi di prova itineranti, il nuovo mondo (meccanico) aveva voglia di farsi vedere. Ecco il perché di quelle gare corse su strada per la gioia di piazze e balconi. Nuovi palii di Siena per petrolhead in erba. In quegli anni, anche l’Italia non fu da meno. Anzi. Vincenzo Florio s’inventò il suo premio (Brescia, 1905) e poi la Targa (1906), per ricordare al mondo che la sua Sicilia era ancora al centro di tutto. Delle rotte di tonni, piroscafi e, perché no, motorismo. Uno stress test nella sua natura rigogliosa: chi vinceva poteva vincere ovunque. Oggi la Targa Florio (qui tutte le foto dell’edizione 2021) è un rally e una corsa di regolarità firmata Aci Sport (qui i risultati). Che abbiamo deciso di seguire con lo spirito pionieristico delle origini. Un’auto elettrica, poche colonnine a disposizione e ritmi serrati per non sfigurare con le anteguerra. Insomma, siamo tornati nel cuore del Mediterraneo per fare quello per cui Don Vincenzo inventò la sua gara. E testare questo nuovo paradigma della mobilità. Project 11. La Targa Florio è stata uno dei fiori all’occhiello della carriera sportiva della Porsche: su quelle strade ha vinto 11 volte. Record che abbiamo voluto celebrare coi numeri sulla fiancata, da qui il nome della nostra missione: Project 11 (il secondo, dell’anno: vedi Alfa Romeo GTAm @1000Miglia). Il nostro scopo – per la verità – era quello di verificare lo stato di salute delle colonnine di ricarica in Sicilia. Per la cronaca ce ne sono circa 300, quasi tutte da 22 kW. Ma considerando che la nostra Taycan ha una batteria (che presto sarà anche in cloud, per diventare più efficiente) da 79,2 kWh, questo avrebbe significato perdere’ almeno quattro ore a ricarica. Ci sono anche sei Ionity, di cui due a Palermo. E questo ha fatto la differenza: in 45/50 minuti siamo riusciti a fare tutti i pieni di elettricità necessari a seguire la gara (anche perché: A) l’evento ruotava attorno a Palermo; B) non abbiamo mai trovato coda alle colonnine).  Bene, la Taycan. Intanto: stiamo parlando di un modello base, fatto di pura essenza elettrica. Quella da purista’, per intenderci. Nel nostro viaggio abbiamo incontrato un altro proprietario di Taycan alle colonnine Ionity: lui stesso ha scelto di non prendere una versione straripante (Turbo o Turbo S) preferendo una 4S (la voleva integrale) perché qualche decimo di vantaggio sullo 0-100 non intacca l’esperienza d’uso che la Taycan offre. Una considerazione non banale perché mette l’accento su una cosa: quella offerta da questa Porsche è soprattutto un’esperienza. Fatta di silenzio, in primis. Ma anche di allineamento a quel sentimento di sostenibilità che sempre più sta entrando nella consapevolezza collettiva. In Sicilia, dove i siciliani incrociati per strada ad assistere alla Targa Florio non rappresentavano del tutto il campione ideale dei clienti Taycan, la maggior parte degli intervistati non si è detta contraria al mondo delle auto elettriche. Semmai non lo vede compatibile con le esigenze della quotidianità, ma questo è un fatto oggettivo che solo un’implementazione seria dell’infrastruttura potrà risolvere. L’esperienza della Taycan sulle strade di questa antica Sicilia, tra saline e Madonie, racconta di un mondo nuovo potenzialmente allineato alla bellezza della natura. Di un modo nuovo di guidare, fatto di nuove attenzioni, trucchi e furbizie da applicare per risparmiare energia dove non serve sprecare (e i saliscendi di quest’isola – varia sì, ma mai schizofrenica – aiutano). Per tenere la tensione giusta dove le strade ti faranno divertire di più. Questa guida parla di recupero di energia in discesa. Col piede destro fai ancora miracoli e se prima erano solo cavalli e consumi, oggi, con la dovuta attenzione, può anche ricaricare. Ma questo, per chi conosce le auto elettriche, è cosa nota. Più importante sapere che una nuova forma di piacere di guida può esistere; come testimonia l’impegno di aziende come Bosch (nostro partner dell’iniziativa) che stanno investendo perché il mondo nuovo sia più efficiente e sicuro di quello che progressivamente abbandoneremo. E che portare le auto elettriche nei luoghi della passione vera’ potrebbe aiutare a scardinare alcuni luoghi comuni di cui i social amano impestarsi.Essere alla Targa, che per le oldtimer è una gara di regolarità fatta di pressostati, tempi rispettati e andature poco rispettose di vecchie glorie nate per andare, be’, ti fa venire un pensiero stupendo, quello di immaginare la ‘Cursa’ di domani come una festa a base di elettriche e classiche. Spunto, prontezza e frenata delle auto 3.0 si sposano perfettamente con questo sport giocato in punta di fioretto, come una partita a scacchi con l’acceleratore. E finita la prova speciale, a emissioni zero, solo piacere di guida. Tra panorami, mangiate e selfie vista mare. Come Targa comanda.

  • Gare di regolarità – Targa Florio Classica: ecco i vincitori
    on 18 Ottobre 2021 at 18:37

    Targa Florio Classica: ecco i vincitori dell’edizione 20211 Giovanni Moceri, Valeria Dicembre / Fiat 508 C 1939 (alla sua sesta vittoria della Targa classica)2 Mario Passanante, Dario Moretti / Fiat 508 C 1937 (che così vince il Campionato Italiano Grandi Eventi Acisport)3 Angelo Accardo, Filippo Becchina / Fiat 508 C del 1938 (tutti e tre i piloti sono di Campobello di Mazara, la culla della regolarità made in Sicily).La Targa Florio, inventata da Vincenzo Florio nel 1906, dal 1955 al 1973 fa parte del Campionato del mondo Sport Prototipi. Sulle tortuose strade delle Madonie hanno vinto tutti i grandi, da Ascari a Villoresi. Passando per Bandini, Elford, Merzario, Munari e, ovviamente, l’eroe di casa, Nino Vaccarella. Al ‘Preside Volante’, scomparso a settembre, è dedicata l’edizione 2021. Preside palermitano durante la settimana, nei weekend era di casa a Le Mans. “Un uomo da prendere a esempio, una persona normale che ha vissuto una vita eccezionale”, ricorda Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci. E anche quest’anno, la Targa e la sua terra, fanno breccia nel cuore degli appassionati, soprattutto stranieri. Come afferma Daniele Settimo, delegato/fiduciario Aci Sport per la Regione Sicilia, “ancora una volta, grazie al presidente e alla sua organizzazione, torniamo a far parlare di Sicilia in giro per il mondo…”. Qualche numero: oltre 200 concorrenti, 18 nazioni, 27 marchi automobilistici in corsa e una Porsche Taycan al seguito.

  • Concessionarie – By My Car acquisisce BMW Milano
    on 18 Ottobre 2021 at 15:30

    La francese By My Car ha acquisito BMW Milano nell’ambito di una nuova partnership per le concessionarie siglata BMW Italia. Già legato da un rapporto di collaborazione con la filiale transalpina della Casa dell’Elica, il gruppo entra nella rete ufficiale italiana mantenendo tutte le attuali sedi di proprietà del dealer meneghino (le strutture di via dei Missaglia, lo showroom di via De Amicis e il centro dell’usato di via Zavattini a San Donato Milanese) e l’intero organico attualmente in forza all’azienda, circa 200 addetti. La riorganizzazione dei punti vendita sarà completata entro i primi dicembre.Le dichiarazioni. In By my Car’ abbiamo trovato un gruppo di grande respiro internazionale e fortemente interessato a espandere il business di BMW Milano, investendo nel futuro della filiale ha detto Massimiliano Di Silvestre, presidente e ad di BMW Italia. Anche Carlos Gomes, amministratore delegato di By My Car, ha espresso soddisfazione per l’operazione: La partnership di fiducia che sviluppiamo da oltre dieci anni con BMW sta dando i suoi frutti e oggi ci permette di affermarci nella città più internazionale d’Italia.Il presidio dello Stivale. Il passaggio di BMW Milano a By My Car precisa la divisione italiana in una nota – non modifica il quadro di presenza del gruppo bavarese nel Paese. BMW Italia, infatti, manterrà il proprio quartier generale di San Donato Milanese, la struttura retail di BMW Roma e il centro logistico di Volargne. Il territorio è presidiato anche attraverso le due filiali di BMW Bank e di Alphabet Italia: a seguito della cessione delle concessionarie ufficiali di Milano, l’organico complessivo conta ora 900 collaboratori circa.

  • Garage Italia – Lapo Elkann lascia l’atelier
    on 18 Ottobre 2021 at 15:01

    Lapo Elkann dice addio a Garage Italia. lo stesso nipote di Gianni Agnelli ad annunciarlo in un tweet: “In disaccordo con i nuovi soci, con effetto immediato mi dimetto da presidente onorario e membro del Cda della società che controlla Garage Italia”. Com’è noto, Lapo Elkann ha di recente ceduto il celebre atelier di car tailoring alla svizzera Youngtimers, di cui lui stesso è diventato uno dei principali azionisti.  La sua creatura. Ideato dal rampollo della famiglia Agnelli nel 2014, il progetto Garage Italia Customs è diventato ben presto celebre per l’esclusiva sede di piazzale Accursio a Milano, nata da un intervento di riqualificazione della storica area di servizio Eni, disegnata dall’architetto Mario Bacciocchi. Proprio in questi locali sono state svelate molte creazioni dell’atelier, come la 500 Spiaggina e l’esclusiva Pagani Huayra Lampo, ispirata alla Fiat Turbina, e, tra i vari progetti, non sono finora mancati restomod elettrici come la recente Panda Integral-e e la 500 Jolly Icon-e, oggi noleggiabile con Hertz.I ringraziamenti. L’annuncio è accompagnato da un secondo tweet in cui esprime gratitudine a chi lo ha finora accompagnato in questa avventura: “Grazie ai dipendenti, soci fondatori e partner con i quali abbiamo condiviso e creato progetti unici e indimenticabili insieme. Ci tengo a ringraziarvi uno ad uno dal profondo del cuore”.

  • Garage Italia – I progetti reali e virtuali dellatelier di Lapo Elkann – FOTO GALLERY
    on 18 Ottobre 2021 at 15:00

    Una parola d’ordine: personalizzazione. Garage Italia, noto atelier di Lapo Elkann dedicato soprattutto alle auto, ha lanciato in questi giorni un configuratore online per mostrare ai potenziali clienti alcuni dei servizi offerti dall’hub milanese e avvicinare al contempo i più giovani. Si inizia dalla coupé Datsun 240Z, che i visitatori del sito possono modificare a piacimento, scegliendo tra le varie opzioni offerte dal pannello di configurazione, in attesa delle Fiat 500 Jolly e Panda Integral-e, che saranno configurabili a breve. Due modelli, questi, che rientrano in una lunga carrellata di idee di Garage Italia, tra vetture reali, opere digitali basate sulla blockchain e rendering: abbiamo raccolto diversi esempi nella nostra galleria d’immagini.

  • Garage Italia – Con l’elettrico la Panda 4×4 diventa… Integral-e
    on 18 Ottobre 2021 at 14:59

    Con Garage Italia Customs la Fiat Panda prima serie ha trovato una seconda giovinezza, grazie alle personalizzazioni e alla trasformazione a propulsione elettrica che hanno dato vita alla linea Icon-e: la versione 4×4 della piccola torinese rinasce ora con il nome Integral-e e viene proposta in serie limitata grazie alla collaborazione di Newtron Group, partner tecnico nell’elettrificazione ed omologazione dei veicoli della gamma Icon-e. Due motori e altrettanti livelli di ripartizione della coppia. La base di partenza è la Fiat Panda 4×4 prima serie, ma la trazione integrale è ottenuta installando due motori elettrici a bordo per fornire coppia ai due assali. La trasmissione manuale ovviamente è stata eliminata e al guidatore resta soltanto la possibilità di scegliere tra le modalità di guida Sport ed Eco: la prima ripartisce al 50% la coppia tra gli assi, mentre la seconda ne invia l’80% sull’anteriore: i dati relativi a potenza e autonomia della vettura, però, non sono stati resi noti. I classici comandi D, N, R per la marcia sono stati integrati in una piccola plancia con tre pulsanti posizionata tra i sedili, mentre la presa di ricarica si trova dove originariamente era previsto il bocchettone di rifornimento di benzina. La disposizione degli elementi del powertrain, infine, ha permesso di mantenere nel cofano originale la ruota di scorta. I partner tecnici. Per realizzare la Panda Integral-e sono stati coinvolti anche i partner che hanno contribuito alla realizzazione di altre serie speciali: la JBL, per esempio, ha sviluppato l’impianto audio con diffusori su misura, mentre i rivestimenti interni sono di Alcantara e i pneumatici sono forniti dalla BF Goodrich. La plancia, infine, è impreziosita dal volante Nardi privo di airbag e dalla strumentazione digitale inserita nel cockpit originale. 

  • Abbonamento auto – Sempre più flessibilità per le big del breve termine
    on 18 Ottobre 2021 at 14:01

    Se Sixt ha di recente lanciato anche in Italia la sua soluzione di abbonamento auto a medio/lungo termine Sixt+, gli altri colossi dell’autonoleggio non stanno a guardare e al loro core business, il noleggio a breve termine, hanno aggiunto diversi prodotti nel solco della massima flessibilità, per privati e aziende. Dal Minilease di Hertz a Start Now di Avis per arrivare alle proposte aziendali di Europcar Mobility Group con ben tre offerte di abbonamento mensile: Flex, Superflex e DuoFlex. Partendo da un periodo di noleggio di 1 mese, ogni azienda può modulare il suo abbonamento secondo le proprie esigenze, senza impegno, senza pagamento anticipato e senza spese di uscita, con termini e condizioni altamente flessibili; dall’assicurazione al chilometraggio. Manutenzione, assicurazione e pneumatici sono naturalmente inclusi nel prezzo.Innovazione DuoFlex. La società di Nbt francese in procinto di (ri)entrare nel gruppo Volkswagen sottolinea come DuoFlex in particolare sia un prodotto, attivo ora anche in Italia, particolarmente innovativo, grazie alla sua estrema flessibilità. Permette un “mix” di veicoli diversi all’interno della stessa formula di abbonamento, offrendo un accesso a un altro veicolo per 4 giorni al mese (2 noleggi di 2 giorni ogni mese). Ideale anche per “testare” la nuova mobilità elettrica. “Alle origini del nostro Gruppo, c’era la visione del suo fondatore Raoul-Louis Mattei: Perché possedere un’auto, quando puoi noleggiarla quando ne hai bisogno? Oggi, questa visione su cui è stato fondato Europcar Mobility Group è più rilevante che mai, soprattutto per le aziende. Crediamo che la flessibilità offerta dall’abbonamento sia una chiave per il successo e sarà un must have nella nuova normalità”, afferma José Blanco, direttore commerciale del gruppo. Le altre Flex già attive da tempo anche in Italia sono Il noleggio mensile Superflex e quello almeno trimestrale, a canone decrescente, Flex.

  • Evergrande – Ufficiale: la ex Saab è in vendita
    on 18 Ottobre 2021 at 13:15

    La Evergrande sta attraversando, ormai da settimane, una grave crisi di liquidità: oberato da debiti per l’equivalente di oltre 300 miliardi di dollari e incapace di rispettare le scadenze sui pagamenti delle cedole dei prestiti obbligazionari, il colosso immobiliare cinese ha iniziato a dismettere diverse sue attività. In vendita, stando ad alcune indiscrezioni di stampa, sono finite anche aziende del campo automobilistico, e in particolare la Nevs (National Electric Vehicle Sweden), che aveva rilevato le linee di assemblaggio e i diritti di produzione di vecchi modelli della Saab, in particolare la 9-3, ma non il marchio della Casa svedese, rimasto di proprietà della divisione aeronautica. La società con sede a Trollhättan aveva vanamente tentato di rilanciare la 9-3 in chiave elettrica. Ora, la conferma della possibile cessione è arrivata dal presidente della stessa Nevs, Stefan Tilk. Interessi americani ed europei. In particolare, Tilk ha parlato di colloqui in corso con diverse controparti interessate, per individuare il miglior acquirente possibile per la Nevs. Al tavolo si sarebbero sedute realtà industriali e società di venture capital, per lo più statunitensi ed europee. Tilk non ha menzionato la Xiaomi, colosso cinese della telefonia mobile finito al centro di alcune indiscrezioni per il suo presunto interesse a rilevare le attività automobilistiche della Evergrande per rafforzare le proprie ambizioni sul mercato dei veicoli elettrici.Le opzioni sul tavolo. A ogni modo, la società immobiliare sta anche valutando la possibilità di raccogliere nuovi capitali o finanziamenti per la Nevs: pertanto non è da escludere l’ipotesi che mantenga le relative attività all’interno del proprio perimetro aziendale. Del resto, la situazione della Nevs non è critica, grazie alla liquidità attualmente in cassa. La Evergrande ha comunque un impellente bisogno di reperire capitali freschi per evitare il fallimento e la vendita del costruttore di auto elettriche potrebbe fruttare fino a 1 miliardo di dollari. La valutazione sembra elevata, a prima vista, ma Tilk ha spiegato che diversi investitori avrebbero già dimostrato il loro interesse e la disponibilità a sborsare una simile cifra per accedere alle tecnologie nell’auto a batteria sviluppate dall’azienda scandinava. Non sono state fornite indicazioni sui tempi della possibile cessione. 

  • Constellation – Con CarNext si rafforza nel mercato digitale dellusato
    on 18 Ottobre 2021 at 12:56

    CarNext, ex divisione remarketing del colosso del noleggio LeasePlan (protagonista di uno spin-off proprio la scorsa estate) porterà in dote il suo accordo esclusivo con la precedente casa madre, che prevede la fornitura di circa 300.000 auto usate provenienti dal noleggio a lungo termine, al Constellation Automotive Group. In sostanza, si rafforza il più grande marketplace digitale di auto usate integrato verticalmente nel Continente. CarNext, da parte sua, vende attraverso i suoi marketplace B2C, in sette Paesi europei, e B2B, presenti in 22 mercati. L’unione di CarNext e Constellation, si legge in una nota del gruppo, dà vita al più grande marketplace digitale di auto usate in Europa. Obiettivo leadership. I numeri parlano chiaro: 2,5 milioni di auto usate vendute all’anno, per un valore lordo di 21 miliardi di euro. Constellation è già oggi leader nel mercato digitale europeo dell’usato, operando attraverso tre marketplace completamente digitali: BCA, Cinch e WeBuyAnyCar. Il primo, BCA, marketplace B2B di auto usate completamente digitale, commercializza ogni anno quasi 1,7 milioni di auto in 14 Paesi europei attraverso la piattaforma d’asta online e l’app per conto di concessionari, produttori di auto, società di leasing, banche e altri clienti corporate. Gli altri due sono attivi nel Regno Unito. Cinch è il principale marketplace online Business-to-Consumer (B2C) di auto usate d’Oltremanica e nell’ultimo anno è diventato il più grande operatore esclusivamente online del Paese. WeBuyAnyCar (alla lettera: “acquistiamo qualsiasi auto”), da parte sua, è la principale piattaforma Consumer-to-Business (C2B) di acquisto di auto online nel Regno Unito, e fornisce ogni anno oltre 16 milioni di valutazioni di auto usate, permettendo a circa 600.000 consumatori ogni anno di vendere la propria macchina online.”CarNext è un’ottima scelta per Constellation e sono entusiasta di unirmi al Gruppo. Il margine di crescita nei nostri principali mercati europei è eccezionale e far parte di Constellation ci permetterà di accelerare il nostro sviluppo e costruire il leader nel mercato”, ha commentato Sophie Krishnan, chief executive officer di CarNext, che prosegue “L’acquisizione di CarNext permetterà a Constellation di combinare gli analitycs di CarNext e i dati storici sulle transazioni di auto usate in Europa con quelli di Constellation, costituendo il database principale sulle auto usate in Europa”.

  • Decreto Infrastrutture – Stretta sui monopattini e sull’uso di smartphone alla guida: al via l’iter parlamentare
    on 18 Ottobre 2021 at 12:51

    Modificare il Codice della strada senza intervenire sul Codice della strada: sembra ormai questa la strada adottata dai nostri legislatori che, non riuscendo a mettere mano a una riforma organica della disciplina sulla circolazione stradale da ormai troppo tempo, approfittano di altri provvedimenti per introdurre innovazioni legislative di vario genere. Così, tra gli oltre 400 emendamenti al decreto Infrastrutture che le Commissioni Ambiente e Trasporti inizieranno a esaminare da domani, molti affrontano argomenti che, in teoria, dovrebbero essere regolati dal Codice.Micromobilità. Il tema della sicurezza della circolazione nelle città si è fatto scottante, a seguito del numero elevato d’incidenti che vedono coinvolti soprattutto gli utilizzatori di monopattini elettrici, di proprietà o a noleggio. Le ipotesi in discussione, com’è noto, riguardano l’introduzione dell’obbligo di assicurazione per i conducenti e di una targa analoga a quelli dei ciclomotori per i veicoli, nonché la possibilità d’individuazione, da parte dei Comuni, di aree di sosta definite, per evitare il caos cittadino determinato dall’abbandono dei monopattini noleggiati con i sistemi “free floating” in ogni angolo. In discussione ci sono pure l’estensione dell’obbligo di utilizzo del casco anche ai maggiorenni, già introdotta da qualche Comune con ordinanze di valore locale (peraltro contestate dalle società di noleggio dei veicoli) e la riduzione da 25 a 20 km/h del limite di velocità.Di tutto, di più. C’è, poi, una vasta congerie di proposte, che riguardano un po’ di tutto, dall’improbabile innalzamento dei limiti di velocità su alcuni tratti autostradali (sui quali, in teoria, già oggi si potrebbe arrivare a 150 km/h, se le società di gestione applicassero gli articoli del Codice esistenti) al divieto di fumare mentre si è al volante (oggi è in vigore se a bordo ci sono dei minori), dalla sparizione dalle città dei veicoli a trazione animale con servizio di piazza (le carrozzelle turistiche trainate da cavalli a Roma e Firenze, per esempio) a sanzioni più pesanti per chi getta oggetti dagli automezzi. Più rilevante sarebbe, invece, il forte inasprimento delle sanzioni previsto in caso di utilizzo di smartphone e affini (tablet, notebook e persino computer portatili) da parte di chi guida: oltre all’aumento della parte pecuniaria (da 167/661 euro a 422/1.697), verrebbe introdotta la sospensione della patente da 7 giorni a due mesi, più la decurtazione di 5 punti (in caso di recidiva, i valori passerebbero a 644 e 2.588 euro, la sospensione durerebbe da 1 a 3 mesi e i punti decurtati diverrebbero 10). Ancora: altri emendamenti riguardano modifiche alla disciplina sull’utilizzo di auto con targa straniera, l’introduzione delle cinture di sicurezza sugli scuolabus e l’obbligo per tutte le forze di polizia di lasciare il preavviso di contravvenzione in caso di divieto di sosta (cosa che oggi avviene solo in alcune località), in modo da favorire il pagamento della sanzione in misura ridotta. 

  • Stati Uniti – Nuovo stop dei giudici alla causa di GM contro FCA
    on 18 Ottobre 2021 at 12:01

    La General Motors subisce un’altra sconfitta nella disputa che, ormai da alcuni anni, la vede contrapposta alla filiale americana della Fiat Chrysler Automobiles. La controversia legale è nata dal caso delle tangenti pagate da FCA, oggi confluita nel gruppo Stellantis, ad alcuni sindacalisti dello Uaw. David Allen, giudice della corte statale della contea di Wayne, ha respinto tutte le accuse mosse dal costruttore guidato da Mary Barra. Nessuna prova. “Anche il dramma più avvincente deve alla fine raggiungere una conclusione”, ha scritto Allen nella sentenza emessa il 15 ottobre, sottolineando come la General Motors non sia riuscita a dimostrare il nesso di causalità e i danni subiti dalle pratiche illegali perpetrate dalla controparte e da alcuni suoi dirigenti. Ciò, spiega il giudice, nonostante il costruttore abbia presentato alla corte un resoconto accattivante sulle azioni condotte da oltre una dozzina di persone per oltre un decennio”. La causa. La disputa tra le due Case automobilistiche è legata a un’indagine condotta dalle autorità federali su tangenti pagate, a partire dal 2009, ai sindacalisti americani per ottenere una serie di vantaggi durante le trattative di rinnovo dei contratti di lavoro collettivi. La Fiat Chrysler si è già dichiarata colpevole per l’accusa di cospirazione e ha ammesso in un tribunale federale di aver fornito ai leader sindacali milioni di dollari in tangenti in sette anni. Tra gli imputati nella causa, ora archiviata, figurano gli ex manager Al Iacobelli e Jerome Durden, entrambi condannati al carcere. A sua volta, GM aveva promosso, a livello federale, una causa contro FCA, affermando che la corruzione aveva determinato una serie di vantaggi indebiti e condizioni favorevoli nei contratti di lavoro per il gruppo italoamericano.Le archiviazioni. Anche in questo primo caso, associato a una richiesta di risarcimento danni multimiliardaria, un giudice aveva respinto tutte le accuse e disposto l’archiviazione, ma l’azienda di Detroit non si era data per vinta e ha cercato di ottenere ragione nelle aule delle corte statali di Detroit e Cincinnati, sebbene nella prassi giuridica americana sia quasi impossibile ottenere parere favorevole su un procedimento archiviato. In ogni caso, GM non pare intenzionata ad arrendersi, neanche di fronte all’ultima sentenza: “Siamo rispettosamente in disaccordo e stiamo considerando le nostre opzioni legali”. “Come abbiamo già detto – ha invece replicato FCA – la causa originale è infondata. Continueremo a difenderci con forza”.

  • Maserati Grecale – Il lancio della Suv slitta al 2022
    on 18 Ottobre 2021 at 10:09

    Per vedere la nuova Maserati Grecale bisognerà aspettare fino al 2022. La seconda Suv del marchio modenese avrebbe dovuto debuttare il prossimo 16 novembre, ma la Casa ha deciso di posticiparne la presentazione alla primavera del prossimo anno a causa della crisi dei chip e delle interruzioni della catena di fornitura di alcuni componenti chiave per la produzione. La sorella minore della Levante sarà dunque svelata tra la fine di marzo e le prime settimane di giugno. Mancano i semiconduttori. Nella nota stampa che annuncia il rinvio della presentazione, la Casa sottolinea come la decisione sia stata presa conseguentemente alla scarsità di semiconduttori, che non consentirebbe di “rispondere adeguatamente alla domanda globale attesa”. La Grecale, infatti, adotterà una serie di tecnologie inedite per la Casa, soprattutto a livello di interfaccia uomo-macchina (infotainment e quadro strumenti in primis) e di connettività. Ci si aspetta, infatti, che la Suv possa proporre una compatibilità wireless con Android Auto e Apple CarPlay, oltre a una serie di servizi digitali avanzati, compresa la gestione remota del veicolo.Appuntamento al 16 novembre. Pur avendo posticipato la data del debutto, il Tridente svelerà comunque i primi dettagli sulla Suv il prossimo 16 novembre, data inizialmente fissata per la presentazione globale del modello. Non è ancora chiaro se verrà mostrato il design completo della vettura, oppure se si tratterà di un primo sguardo ad alcuni particolari. Di certo, prima di vedere la Suv su strada, bisognerà aspettare almeno sei mesi.

  • Pneumatici – Buone per tutte le stagioni
    on 18 Ottobre 2021 at 9:53

    Con l’inverno alle porte, in tanti si preparano al fatidico pit stop dal gommista per il consueto cambio pneumatici estivi-invernali, operazione che, poi, si ripeterà in primavera. Ma sono sempre di più gli automobilisti che optano per le cosiddette coperture all season, che promettono di offrire il giusto compromesso in tutte le condizioni climatiche.La sicurezza. Non c’è dubbio che il doppio treno di gomme rappresenti la soluzione migliore per affrontare in sicurezza il freddo intenso e gli asfalti innevati, così come per sopportare le più severe sollecitazioni causate da un clima torrido. In questo senso, a livello costruttivo e prestazionale, i pneumatici quattro stagioni rappresentano un compromesso fra le diverse esigenze, anche in base alle scelte delle singole aziende produttrici.Sono fatte così. Le attuali coperture estive hanno maggiori prestazioni rispetto a quelle di un tempo: il battistrada ha perso quasi del tutto gli intagli dei tasselli, la mescola è pensata per resistere alle alte temperature e le loro caratteristiche puntano a offrire spazi di frenata ridotti. Al contrario, i pneumatici invernali hanno mescole speciali, studiate per non indurirsi al freddo, e numerose lamelle sui battistrada, per incrementare il grip sulla neve. Alla ricerca del giusto compromesso, la maggior parte dei costruttori di gomme all season opta per realizzare una sorta di copertura invernale depotenziata (che, oltre alla sigla M+S, deve riportare il simbolo Snowflake, garanzia di prestazioni adeguate sulla neve): il battistrada, infatti, riprende elementi delle gomme winter, con qualche lamella in meno nei tasselli, specie sulle spalle, in modo che possa resistere meglio alle sollecitazioni in curva sull’asciutto. La mescola, poi, è una via di mezzo: rimane elastica e aderente fino a qualche grado sottozero, pur senza avere le prestazioni di un’invernale pura alle temperature più basse.La prova su strada. Dai nostri test è emerso che i pneumatici all season si comportano generalmente bene in accelerazione e frenata sulla neve, mentre nella guida sono meno efficaci rispetto alle invernali pure. In genere, il loro punto debole è costituito dai fondi bagnati con temperature alte, situazioni in cui offrono prestazioni inferiori nel confronto diretto con le gomme estive e winter: sull’asciutto, invece, anche con clima estivo le performance si mantengono grosso modo in linea con quelle delle coperture specializzate.

  • Diesel e tasse – Gasolio a rischio stangata
    on 18 Ottobre 2021 at 9:45

    Prende sempre più corpo l’ipotesi di una penalizzazione fiscale del gasolio, il quale godrebbe di facilitazioni “indebite” nel momento in cui si vuole favorire la transazione verso forme di mobilità meno dipendenti dall’energia fossile. L’intento del governo e, in particolare, del ministro Roberto Cingolani, sarebbe quello di dare attuazione a un progetto che aleggia da tempo nel mondo della politica e che consiste nell’abolizione di tutte le agevolazioni (considerate “sussidi ambientalmente dannosi”) che, in qualche modo, favoriscono l’utilizzo di prodotti energetici consideranti inquinanti, a partire proprio dal gasolio per autotrazione. Quest’ultimo, infatti, ha un costo più basso alla pompa grazie a un’accisa inferiore: attualmente il suo valore è di 0,617 euro al litro, contro gli 0,728 che gravano sulla benzina. L’intento è, dunque, di eliminare questo trattamento preferenziale, allineando i due importi: a quel punto, sarebbe solo il mercato dei prodotti petroliferi a definire eventuali differenze di costo (del resto, già da tempo in alcuni Paesi come la Francia il gasolio costa più della benzina).Inflazione in crescita. L’attuazione di un provvedimento simile costituirebbe un ulteriore colpo alle vendite delle auto diesel, la cui quota di mercato si è già ridotta in un anno dal 35% a poco più del 21% (dati riferiti ad agosto 2021, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente). L’incremento fiscale, tuttavia, si profila in un momento già delicato per l’aumento generalizzato dei costi dei prodotti petroliferi, delle materie prime e dei trasporti, che stanno facendo crescere l’inflazione e infieriscono sui consumatori. ovvio che una scelta di questo genere penalizzerebbe anche il mondo delle auto aziendali, ancora in prevalenza orientato sull’utilizzo di auto a gasolio per le lunghe percorrenze, incidendo negativamente sui costi della mobilità a fini professionali.

  • Pneumatici – Quando arriva l’inverno
    on 18 Ottobre 2021 at 9:43

    Le gomme invernali si distinguono da quelle estive fin da una prima occhiata dal battistrada. Nelle seconde, infatti, i tasselli sono pieni; le prime, invece, presentano numerose lamelle, ossia sottili intagli che consentono al pneumatico, grazie alla moltiplicazione degli spigoli, di fare molta più presa sulla neve. Ma non è solo questione di scolpitura: a fare la differenza è anche il materiale. Nelle invernali, la mescola della gomma è più morbida così da conferire elasticità, quindi aderenza, anche alle basse temperature. Ecco perché questo tipo di pneumatico è detto anche termico. Il combinato di un battistrada ricco di lamelle e più spesso (nelle invernali si può arrivare a quasi 10 millimetri, contro i 7-8 delle gomme estive) con una mescola più morbida fa sì che i pneumatici invernali siano più efficaci non solo sulla neve, ma in tutte le condizioni in cui la temperatura ambientale è bassa (sotto i 7C) e l’asfalto umido o bagnato. Si riconoscono così. I pneumatici invernali sono siglati M+S, MS, M-S o M&S, sigle cui la M sta per Mud (fango) e la S per Snow (neve). Tutte le gomme termiche riportano una di queste indicazioni sui fianchi. Tuttavia, non essendo richieste prove che certifichino il livello di prestazioni del pneumatico M+S, i produttori possono decidere di adottare liberamente tale marcatura, che, infatti, si trova pure su coperture “tuttofare”, come quelle montate in primo equipaggiamento su molte Suv. Tali pneumatici, dunque, pur permettendo la circolazione sulle strade in cui vige l’obbligo di dotazioni invernali, non sempre garantiscono le migliori prestazioni sulla neve e, quindi, non costituiscono una soluzione ideale per l’inverno. Solo la presenza del fiocco di neve o snowflake (più correttamente, 3PMSF – Three Peak Mountain Snow Flake), il simbolo di un fiocco di neve racchiuso nel profilo di una montagna con tre picchi, certifica che il pneumatico ha superato specifici test invernali. Le date fatidiche. Gli enti proprietari della strada possono, con specifiche ordinanze, imporre la circolazione, in determinati periodi dell’anno, solo con dotazioni invernali. Ciò significa che, a partire da uno specifico segnale stradale se l’ordinanza del proprietario della strada riguarda una singola strada oppure su un intero territorio se l’ordinanza ha carattere generale, è obbligatorio avere a bordo catene da neve adatte ai pneumatici montati sulla vettura oppure, in alternativa, essere dotati di specifiche gomme invernali. Ciò a prescindere dal fatto che sulla strada vi sia neve o che stia nevicando o meno. Nel 2013, a causa della confusione generata da una quantità enorme di ordinanze diverse sul territorio nazionale, il ministero delle Infrastrutture ha fissato tra il 15 novembre e il 15 aprile il periodo in cui vanno prescritte le gomme invernali o la presenza delle catene a bordo. A questo periodo si aggiunge un mese di tolleranza prima e dopo, spostando quindi le date al 15 ottobre e 15 maggio. Nulla vieta, però, che in specifiche situazioni gli enti proprietari delle strade possano prevedere periodi diversi.Le invernali d’estate. Ciò premesso, nessuna norma vieta l’utilizzo di una gomma invernale al di fuori del periodo 15 ottobre-15 maggio, a patto che la copertura abbia le caratteristiche tecniche indicate sulla carta di circolazione. Se, invece, il pneumatico invernale ha un indice di velocità inferiore (la norma lo permette, solo sulle coperture invernali, a condizione che non sia mai inferiore a Q, pari a 160 km/h) deve essere sostituito entro il 15 maggio. Va detto che nessuna norma vieta l’utilizzo di una gomma estiva nel periodo invernale, a condizione che si abbiano a bordo, quando si marcia sulle strade in cui vige l’obbligo di dotazioni invernali, catene da neve specifiche per le dimensioni delle gomme montate sull’auto. In ogni caso, per motivi di sicurezza è consigliabile montare sempre i pneumatici più adatti al periodo in cui li si sta utilizzando. Infine, ricordiamo che la norma sulle dotazioni invernali non riguarda ciclomotori e motoveicoli, che però in caso di presenza di neve o ghiaccio sulla strada o in caso di precipitazioni nevose non possono circolare. La scelta. Negli ultimi anni, la possibilità di scelta delle gomme invernali è aumentata a dismisura. Trattandosi di componenti fondamentali per la sicurezza, sui pneumatici non conviene mai lesinare: basta una frenata “lunga” a causa di una gomma inadeguata per essere costretti a sborsare una somma ben più importante del risparmio ottenuto scegliendo una copertura economica. quindi consigliabile evitare i prodotti di marchi sconosciuti, di cui non si conoscano le prestazioni. Se la propria auto è dotata di gomme di grosse dimensioni, può essere più conveniente scegliere pneumatici invernali di misura più piccola (ma sempre presente nella carta di circolazione dell’auto) e montarli su cerchi dedicati. La spesa per l’acquisto può risultare inferiore a quella delle sole gomme invernali di pari dimensioni delle estive e il cambio stagionale è più rapido ed economico. Misure & co. Le misure riportate sulla carta di circolazione valgono per tutte le coperture, estive e invernali. Può accadere, però, che alcune misure siano espressamente riservate (in questo caso c’è l’indicazione M+S) alle sole coperture invernali. Nessuna norma vieta l’utilizzo di gomme con indice di carico o di velocità superiori a quelli riportati sulla carta di circolazione, che sono minimi e non possono essere derogati per difetto. L’unica deroga a questa disposizione riguarda il codice di velocità delle gomme invernali, che può essere inferiore (ma mai al di sotto della lettera Q, pari a 160 km/h) soltanto se la copertura termica è utilizzata nel periodo 15-novembre-15 aprile (più le rispettive tolleranze, quindi, di fatto, tra il 15 ottobre e il 15 maggio). La norma prescrive, in questa situazione, che nel campo visivo del conducente sia posta un’etichetta che lo avvisi di tale limitazione (oppure che si imposti nella strumentazione la segnalazione di superamento del limite di velocità, se la macchina è dotata di questa funzione). In teoria, comunque, il problema non dovrebbe porsi, visto che in Italia il limite massimo di velocità è di 130 km/h. Al di fuori del periodo 15 ottobre-15 maggio una gomma invernale con codice velocità inferiore non può essere utilizzata. Tutte le gomme invernali montate su un’auto devono avere le stesse caratteristiche tecniche: sono ammesse misure diverse sui due assi solo se ciò è specificamente indicato sulla carta di circolazione.Dove le metto? Le norme non prevedono l’installazione di pneumatici invernali su tutte le ruote, ma si consiglia di farlo per garantirsi condizioni uniformi di aderenza. In ogni caso, le gomme devono essere dello stesso tipo sullo stesso asse e di pneumatici invernali devono essere equipaggiate almeno le ruote motrici. L’obbligo di dotazioni invernali, ove e quando previsto, vale anche per i veicoli a trazione integrale. Le catene. In alternativa alle gomme invernali, l’obbligo di dotazioni invernali è soddisfatto se si hanno a bordo dell’auto catene da neve o altri dispositivi, come i cosiddetti ragni, specifici per le gomme montate. Le catene devono riportare il marchio di conformità UNI 11313. Possono essere usati anche altri dispositivi privi di questo marchio di conformità, a condizione che siano dotati di documentazione atta a garantire un’equivalente affidabilità (per esempio, i dispositivi conformi alla norma austriaca -Norm-V5117). Le calze da neve. Non è mai stato chiarito, infine, se rispondano alla normativa anche le cosiddette calze da neve di tipo Autosock, inizialmente vietate dal ministero delle Infrastrutture, ma sulle quali ancora pende il giudizio del Consiglio di Stato, a cui fece ricorso nel 2013 il produttore. In questa situazione di incertezza, fino a un definitivo chiarimento da parte delle istituzioni coinvolte, il ministero dell’Interno ha deciso di non sanzionarne l’utilizzo.Le sanzioni. La circolazione senza pneumatici da neve o catene compatibili con i pneumatici del veicolo fuori dai centri abitati, ove prevista, è sanzionata con una multa da 87 euro (60,90 con lo sconto). Il conducente, inoltre, non può proseguire la marcia. In autostrada o sulle strade extraurbane principali il veicolo deve immediatamente abbandonare la sede stradale a bordo di un carro attrezzi. La circolazione senza pneumatici da neve o catene compatibili con gli pneumatici del veicolo nei centri abitati prevede, invece, una multa di 42 euro (29,40 con lo sconto; anche in questo caso, l’accertamento della violazione comporta l’impossibilità di proseguire la macia). L’inosservanza dell’ordine di non proseguire la marcia per mancanza di mezzi antisdrucciolevoli comporta una sanzione ulteriore di 87 euro (60,90 con lo sconto) e la perdita di 3 punti dalla patente.

  • Pneumatici – Attenzione ai problemi nascosti
    on 18 Ottobre 2021 at 9:14

    Una volta montati, in assenza di difetti, dei pneumatici spesso ci si dimentica fino al momento della loro sostituzione, che di solito avviene quando il battistrada è consumato. Durante la vita della gomma, tuttavia, possono verificarsi eventi in grado di compromettere in maniera più o meno seria la sicurezza di marcia. Per questa ragione non bisogna mai abbassare la guardia e prevedere un esame più approfondito a ogni tagliando, oppure quando si opera la rotazione delle ruote. Ecco i casi più frequenti in cui è opportuno ricorrere alle cure del gommista di fiducia.I danni. I pneumatici non sono del tutto immuni da problemi. Periodicamente è opportuno ispezionarli per scoprire se ci sono tagli e rigonfiamenti (soprattutto sui fianchi) e verificare la presenza di un’usura irregolare del battistrada. I rigonfiamenti, in particolar modo, sono il sintomo di un cedimento della tela interna che compone la carcassa e costituiscono un serio campanello d’allarme che non va mai, davvero mai, trascurato. In città, per quanto possibile, bisognerebbe evitare di parcheggiare salendo sui marciapiedi: se proprio non se ne può fare a meno, si cerchi di evitare il più possibile un approccio ad angolo acuto. La ruota va accostata al bordo da superare con delicatezza e con altrettanta cura va dosata la frizione, per evitare di stressare troppo la copertura. In caso di foratura, per non danneggiare la carcassa, è sempre opportuno fermarsi immediatamente o, al massimo, percorrere soltanto i pochi metri necessari per mettersi in posizione di sicurezza. Non cercate di guidare con la ruota a terra (a meno che non disponiate di gomme runflat), perché una semplice foratura, che si può far riparare con pochi euro, potrebbe trasformarsi in un salasso per la necessità di dover cambiare il pneumatico irrimediabilmente danneggiato.L’invecchiamento della gomma. Il consumo del battistrada è influenzato da diversi fattori: stile di guida, percorsi effettuati e pressione di gonfiaggio. Quanto all’età delle gomme, la bontà di una copertura dipende da come è stata immagazzinata e da come viene impiegata, ragion per cui non è possibile indicare una data di scadenza. A vantaggio del consumatore, tuttavia, gioca il fattore silice. Essendo questa sostanza presente in misura variabile nei pneumatici attuali, grazie a essa il prodotto soffre meno l’invecchiamento anagrafico rispetto a quelli di vecchia generazione. Molti automobilisti si lamentano, quando comprano gomme con data (rilevabile dal Dot, il codice presente sul fianco della gomma che indica la settimana e l’anno di produzione) risalente a oltre 12 mesi prima: in realtà, numerose prove hanno dimostrato che, se la gomma è stata correttamente conservata nel suo deposito, non si avverte alcun calo di prestazioni rispetto a un prodotto uscito dalla fabbrica qualche settimana prima. Tuttavia, coperture in esercizio da almeno sei anni devono essere fatte verificare da un esperto.Se l’auto non va dritta. Dopo aver acquistato un treno di gomme nuove, può succedere che la vettura non ne voglia sapere di procedere dritta. Il fenomeno, che può essere più o meno accentuato, talvolta non sparisce nemmeno dopo aver fatto verificare e regolare gli angoli caratteristici delle sospensioni. In altri casi, compaiono vibrazioni al volante, prima assenti. Nella prima eventualità, bisogna distinguere se lo scarto rispetto alla marcia rettilinea avviene in tiro o in rilascio del motore oppure a velocità costante. Il primo sintomo può essere dovuto a qualche organo della trasmissione o delle sospensioni; il secondo, invece, può essere attribuito anche alle nuove coperture montate. Una ruota che gira sotto carico, infatti, genera una forza laterale, il cui verso (direzione esterna o interna) dipende dal senso di montaggio sul cerchio. Se le gomme sono montate in modo da equilibrare le forze laterali (a coppia sullo stesso asse), l’auto viaggia dritta. Se, invece, la forza sviluppata da un pneumatico prevale su quella dell’altra montata sullo stesso asse (o si somma nello stesso verso), l’auto tenderà a spostarsi da un lato. Se ciò avviene, è opportuno rivolgersi al gommista che, qualora non fosse in grado d’intervenire con i correttivi a sua disposizione, dovrà chiedere la sostituzione del penumatico (o dei penumatici) risultati difettosi.Caccia al colpevole. Le vibrazioni del volante possono essere causate dalle giunte dei semilavorati che costituiscono il pneumatico, che creano disomogeneità nella copertura e che si possono manifestare anche sotto forma di rumorosità cicliche. All’atto dell’equilibratura, inoltre, possono sorgere difficoltà per la necessità di usare contrappesi in misura maggiore rispetto all’ordinario, segno dell’esistenza di qualche problema sulla copertura. Molte volte la situazione si risolve ruotando di mezzo giro la gomma sul cerchio. Ma se ciò non dovesse essere sufficiente, oppure se la gomma, pur risultando equilibrata alla prova dell’equilibratrice, generasse comunque vibrazioni, è il caso di chiedere l’applicazione della garanzia e la sostituzione del pneumatico. Al riguardo, bisogna precisare che ciò deve essere richiesto al venditore della copertura e non al suo produttore: quindi, per esempi, in caso di acquisto online, al sito di e-commerce al quale ci si è rivolti e non al suo fornitore. Ci sono, infine, anche casi in cui la vibrazione, pur essendo di natura simile a quella generata da una gomma, potrebbe essere causata da altri componenti, come cerchi, dischi, tamburi dei freni o elementi della sospensione.

  • CATEGORIE

  • Newsletter

    Subscribe to our mailing list

    * indicates required

    Email Format


  • Social

    Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On LinkedinVisit Us On PinterestCheck Our FeedVisit Us On Youtube
  • motorsbreakingnews

  • Find us on Facebook