Quattroruote.it

  • Smart EQ fortwo – Al volante del restyling
    on 25 Gennaio 2020 at 15:00

    un rinnovamento importante, quello della Smart EQ: non solo sancisce il passaggio definitivo (e irreversibile) al delicato mondo dell’elettrico, ma ha anche l’arduo compito di traghettare fortwo, cabrio e forfour fino alla concretizzazione del progetto in comune con Geely. Il quale, dal 2022, si affiancherà alle Smart attuali, per poi prendere definitivamente il sopravvento con diversi modelli ancora top secret. Tutti, rigorosamente, a emissioni zero. Autonomia e ricarica. Gli allestimenti per la gamma Smart EQ (Pure, Passion, Pulse, Prime) sono proposti con prezzi compresi fra i 25.000 euro della fortwo base e i 33.317 della cabrio Prime. A spingere la fortwo EQ c’è un powertrain elettrico da 82 CV e 160 Nm di coppia, in grado, assieme alla batteria agli ioni di litio da 17,6 kWh, di garantire un’autonomia dichiarata tra i 147 e i 159 km (poco più di 130 reali). Una quantità sufficiente, secondo la Casa, a coprire le esigenze del commuting urbano: questo, in buona sostanza, il lavoro per il quale questa Smart è stata pensata. L’accumulatore si ricarica in circa tre ore e mezzo con una presa da 230V: scegliendo, invece, il caricatore opzionale da 22 kW (1.014 euro), è possibile ripristinare l’80% in 40 minuti. Infine, sono disponibili anche tre pacchetti pensati con Enel X (E-go, E-go + e E-go turbo) per linstallazione di wallbox domestiche, rispettivamente da 3,7, 7,4 e 22 kW. Frena bene. La fortwo scatta da 0 a 100 km/h in 11,6 secondi e ha una velocità massima autolimitata a 130 km/h. Valori che devo tenere per buoni, perché la prova si è svolta in una Valencia allagata dalla tempesta Gloria. Fra viali, semafori e rotonde, la fortwo ha confermato grandi doti da cittadina: capacità di fare inversione in un fazzoletto d’asfalto, maneggevolezza, agilità, prontezza nelle ripartenze dal semaforo. E un pedale del freno modulabile, cosa affatto scontata su una citycar elettrica. Semmai, qualcuno potrebbe desiderare una frenata rigenerativa più gagliarda: comunque c’è la modalità Eco, che aiuta a risparmiare chilometri preziosi. Non troppo gentile la risposta delle sospensioni (neppure questa è una novità), mentre è singolare la presenza della chiave tradizionale, che va inserita e ruotata nel blocchetto per accendere il motore. Tecnologia a bordo. Cosa manca allappello? Il capitolo stile: il colpo d’occhio è quello di sempre, ma i designer sono intervenuti su diversi particolari, come la calandra (ora diversa fra fortwo e forfour, oltre che in tinta carrozzeria) e i fari, che a pagamento possono essere a Led. Poi l’abitacolo, dove compaiono un nuovo portaoggetti con chiusura a saracinesca alla base della console centrale e un sistema multimediale rivisto (di serie a partire dalla Passion): lo schermo touch è da 7 e c’è la connettività per smartphone Android, oltre al MirrorLink. Ridisegnata anche l’interfaccia dell’app smart EQ control, che permette, fra le altre cose, di conoscere l’autonomia residua e riscaldare o rinfrescare l’abitacolo a distanza.

  • Mondiale Endurance – Verso un regolamento comune con IMSA
    on 25 Gennaio 2020 at 14:13

    Accordo storico tra l’ACO (Automobile Club de l’Ouest) e l’IMSA (International Motor Sports Association): nasce un nuovo regolamento congiunto per permettere ai costruttori di partecipare alle più importanti competizioni endurance al mondo con la stessa vettura, limitando nettamente i costi. In altre parole, presto vedremo le stesse vetture competere sia alla 24 Ore di Le Mans che alla 24 Ore di Dayton.Nasce la LMDh. Laccordo tra lACO e la IMSA ha gettato le prime basi per il nuovo regolamento comune della categoria LMDh. I telai dei prototipi realizzati da Dalara, Ligier, Oreca e Multimatic disporranno di un sistema KERS standardizzato, che verrà posizionato sullasse posteriore delle vetture. Forme e design delle vetture saranno invece a discrezione del costruttore, adattando il tutto ai diversi propulsori utilizzati. Ulteriori dettagli sul nuovo regolamento saranno svelati a marzo, in occasione della gara di Sebring. Pierre Fillon, presidente dellACO, ha affermato: Questa è una giornata storica per gli amanti delle corse endurance, perché molto presto i costruttori potranno gareggiare sia nel WEC che nel WeatherTech Championship. I benefici di un tale accordo sono talmente grandi che risultano inestimabili al momento. Jim France, numero uno di IMSA, ha aggiunto: In poco tempo, vedremo competere i migliori piloti e i più grandi costruttori impegnati ai massimi livelli del motorsport. Vedere le stesse auto competere a Le Mans e Dayton sarà speciale.

  • Stati Uniti – Il gruppo FCA presenta un’istanza per contestare la denuncia della GM
    on 25 Gennaio 2020 at 10:38

    Nuovi sviluppi nella causa legale partita dalla denuncia della General Motors contro la Fiat Chrysler per le presunte tangenti al sindacato americano UAW. FCA, facendo seguito ai propositi “di avvalersi di tutte le tutele disponibili” per difendersi dall’iniziativa della Casa concorrente, ha depositato presso una corte federale del Michigan due mozioni per respingere tutte le accuse, in particolare quella di aver pagato somme per ottenere condizioni di favore nelle trattative di rinnovo dei contratti collettivi.Nessun requisito per il RICO Act. La Fiat Chrysler, citando “difetti determinanti” e “rivendicazioni iperboliche, sostiene, innanzitutto, che la GM non ha alcun motivo per ricorrere alle normative statunitensi su corruzione e tangenti. Infatti, per il gruppo italo-americano, la causa non soddisfa adeguatamente i requisiti per avviare un procedimento civile ai sensi della normativa Rico (acronimo per Racketeer Influenced and Corrupt Organizations): per esempio, la GM non è in grado di dimostrare alcun reato, a partite dalla presunta accusa di associazione criminale, perpetrato dalla FCA nei suoi rapporti con il sindacato. Inoltre, manca un ulteriore requisito per un procedimento giudiziario: la General Motors non può sostenere di essere la principale vittima dei reati di corruzione al centro della denuncia presentata alla fine di novembre.    I fatti. La Casa di Detroit, che ha tempo fino al 9 marzo per presentare delle controdeduzionia, ha citato in giudizio FCA con laccusa di aver corrotto i rappresentanti sindacali, pagando tangenti per diversi anni, sotto forma di denaro, regali o donazioni a organizzazioni non profit, pur di riuscire a mantenere basso il costo del lavoro e quindi a beneficiare di un fraudolento vantaggio competitivo. La causa, senza precedenti nella storia del settore automobilistico, è stata sin da subito bollata come “infondata” dalla Fiat Chrysler, che a sua volta ha lanciato dure accuse contro la concorrente: la denuncia è stata infatti definita come un “diversivo” senza basi solide per “distogliere l’attenzione dalle sfide” affrontate dalla GM e come un tentativo “sconcertante” di mettere i bastoni tra le ruote a un’azienda che “sta dimostrando di essere un concorrente sempre più forte negli Stati Uniti e sta portando avanti una strategia di lungo periodo che comprende una fusione con quella PSA che è stata capace, al contrario della stessa GM, di risanare la Opel.Le accuse a Marchionne. In molti hanno letto la denuncia anche come un tentativo dei vertici della General Motors per vendicarsi dello scomparso Sergio Marchionne. Del resto, nella causa il manager italo-canadese è stato accusato di aver orchestrato di persona il sistema di tangenti e corruzione per creare un danno all’azienda di Detroit e quindi spingerla ad avviare trattative per quella fusione da lui più volte auspicata e tentata nel 2015 e respinta da Mary Barra. Secondo la GM, sarebbe stato il rifiuto di Barra, nella primavera di quell’anno, a spingere Marchionne a ideare e organizzare il sistema per ottenere un contratto che è “costato miliardi” alla Casa denunciante (nei round negoziali quadriennali è previsto che la prima firma di una delle tre big di Detroit rappresenti la base per gli altri due costruttori). Le accuse sarebbero supportate da documenti giudiziari, frutto di una lunga indagine federale sugli atti di corruzione avvenuti tra alti funzionari dello Uaw e i responsabili statunitensi delle relazioni sindacali della FCA. L’indagine, iniziata nel 2017 e progressivamente estesa anche ai rappresentanti dei lavoratori della stessa GM e ai massimi vertici del sindacato, ha portato finora alla condanna di 11 persone, tra cui Alphons Iacobelli, ex vicepresidente FCA con delega ai rapporti con il personale, e alle dimissioni di numerosi dirigenti sindacali.  La richiesta danni. La GM ha anche paventato un risarcimento miliardario per “gli ingenti danni direttamente causati” dalla condotta della Fiat Chrysler. Per ora non è stato quantificato l’importo dell’eventuale richiesta, ma secondo diversi analisi la somma potrebbe aggirarsi tra i 6 e i 15 miliardi di dollari. Sempre sul tema dei danni, la FCA ha sollevato un ulteriore criticità legata alla RICO. La GM ha spiegato di aver presentato la denuncia per anticipare la scadenza dell’applicazione della normativa in casi di natura civile (è applicabile per un periodo di non oltre quattro anni). Tuttavia, per Auburn Hills, le accuse sono arrivate fuori tempo massimo: il ricorso alla RICO, “basato su danni presumibilmente subiti prima del 20 novembre 2015, è prescritto in base al vincolo dei quattro anni di applicazione perché la GM sapeva o avrebbe dovuto sapere che i suoi costi del lavoro erano superiori a quelli di FCA molto prima del 20 novembre 2015”. Il gruppo italo-americano ha anche chiesto al giudice di sospendere qualsiasi attività investigativa, fino a quando non ci sarà il parere di un tribunale federale sulla sua istanza di rigetto della causa, e infine sottolineato come le accuse siano materia per unindagine del National Labor Relations Board e non di un tribunale.    

  • Modelli speciali – Le auto dedicate ai grandi piloti FOTO GALLERY
    on 25 Gennaio 2020 at 10:00

    Per chi vende auto, non cè miglior testimonial di un campione del motorsport: vincente, dinamico e veloce, è il soggetto ideale per una perfetta campagna di marketing. E allora, perché non dedicargli una vettura in edizione limitata? Del resto, sono spesso i piloti a fare la storia di grandi Case automobilistiche, portando in trionfo vetture che vediamo tutti i giorni su strada e negli autosaloni, o veicoli ben diversi, come le monoposto di Formula 1, ma dai quali i big dellauto ottengono pur sempre un enorme ritorno dimmagine. Non a caso, sono numerose le automobili dedicate ai grandi piloti di ogni disciplina del motorsport, anche delle due ruote: ne raccogliamo alcuni esempi nella nostra galleria di immagini.

  • Audi Q5 – Test invernali per il facelift
    on 25 Gennaio 2020 at 9:30

    LAudi Q5 è pronta a sottoporsi al classico aggiornamento di metà carriera: come dimostrano le foto spia odierne, un muletto della Suv tedesca è stato immortalato durante una prima fase di messa a punto su strade innevate. Lupgrade, comera logico aspettarsi, non andrà a stravolgere lo stile attuale del modello, bensì affinerà il design con delle modifiche mirate a delle singole componenti della carrozzeria, per rimanere al passo coi tempi.Ritocchi mirati. Il frontale, per esempio, adotterà una calandra più grande, che ricorda limpostazione introdotta sui modelli di recente produzione, come la Q8. Al suo fianco, non mancheranno gruppi ottici con forme e grafiche aggiornate. Le fiancate potrebbero invece sfoggiare paraurti leggermente più bombati, mentre gli elementi stilistici di maggiore spicco al posteriore saranno i fanali, attualmente camuffati in maniera massiccia.Interni hi-tech. Allo stato attuale, purtroppo, non ci sono immagini che ci permettano di fare delle considerazioni sullabitacolo. Nonostante ciò, è lecito aspettarsi che allaggiornamento degli esterni si affianchino delle novità anche per glinterni, con una dotazione hi-tech dultima generazione abbinata a un corposo elenco di sistemi di assistenza alla guida. Per quanto concerne le motorizzazioni non dovrebbero esserci grandi sorprese, con la conferma dell’offerta attuale.

  • Caso Ghosn – Giappone e Libano hanno 40 giorni per decidere sul futuro dell’ex manager
    on 24 Gennaio 2020 at 15:30

    Il Libano e il Giappone hanno circa 40 giorni per decidere il futuro di Carlos Ghosn. Sul tavolo, secondo fonti della Reuters, ci sono due opzioni: l’estradizione in Giappone dell’ex manager oppure il processo direttamente in Libano.Le richieste di Tokyo. Tra i Due Paesi non esiste alcun accordo di estradizione e Beirut respinge sempre le istanze di estradizione per i suoi cittadini: Ghosn ha cittadinanza libanese, francese e brasiliana. Tuttavia, le autorità di Tokyo, oltre a emettere un mandato di arresto internazionale, si sono mosse comunque per riportare in territorio nipponico l’ex manager. Il Giappone ha inviato a Beirut una serie di richieste per capire quali documenti inviare per un’eventuale domanda ufficiale di estradizione. La risposta dei libanesi è stata inviata proprio oggi, facendo scattare una particolare disposizione legata ai rapporti con l’Interpol: entro circa 40 giorni Giappone e Libano dovranno stabilire dove e come avrà luogo il processo di Ghosn. Nel frattempo, Tokyo dovrà inviare una richiesta formale di estradizione, oppure tutta la documentazione giudiziaria per far svolgere il processo in Libano.Le speranze di Ghosn. Quest’ultima opzione è la preferita dei legali di Ghosn, convinti di poter sfruttare i legami profondi intrattenuti dall’ex manager nel Paese mediorientale per riuscire a ottenere una sentenza favorevole. L’ex plenipotenziario dell’alleanza Renault-Nissan è stato interrogato dalle autorità giudiziarie libanesi pochi giorni dopo il suo rocambolesco sbarco a Beirut e, nel quadro del mandato d’arresto internazionale, gli è stato sequestrato il passaporto e imposto il divieto di espatrio. Se il Giappone non rispetterà il termine dei 40 giorni, Ghosn potrà presentare un ricorso per ottenere la restituzione del passaporto e per far cadere il divieto. Ovviamente, i giapponesi sperano ancora di poter processare Ghosn in una loro aula giudiziaria e stanno facendo di tutto per raggiungere lo scopo.  

  • Formula 1 – Alfa Romeo: presentazione il 19 febbraio
    on 24 Gennaio 2020 at 14:54

    L’Alfa Romeo Racing ha annunciato che presenterà la nuova monoposto – la C39 – mercoledì 19 febbraio. L’evento si terrà direttamente nella corsia box del circuito di Barcellona, poco prima dell’inizio della prima giornata di test pre-stagione.Di buon mattino. Levento si terrà alle ore 8:15, davanti ai garage dellAlfa Romeo Racing. A togliere il velo dalla nuova C39 saranno i due piloti titolari, Kimi Räikkönen e Antonio Giovinazzi. Sarà presente anche il nuovo pilota di riserva, Robert Kubica, e il team principal, Fréderic Vasseur. La livrea della nuova vettura sarà caratterizzata dallarrivo del co-title sponsor Orlen che, di fatto, ribattezza il team in Alfa Romeo Racing Orlen. Il colosso petrolifero polacco avrà il suo marchio sulla vettura, oltre che sullabbigliamento da gara dei piloti e sulle divise del team.Le date di presentazione ufficializzate finoraScuderia Ferrari 11 FebbraioMcLaren 13 febbraioMercedes e Alpha Tauri 14 febbraioRacing Point 17 febbraioAlfa Romeo Racing 19 febbraio

  • Subaru XV – Al volante dell’ibrida e-Boxer
    on 24 Gennaio 2020 at 14:30

    Dopo lintroduzione dellibrido e-boxer sulla Forester, la Subaru ha inserito nella gamma della XV lo stesso 2.0 elettrificato da 150 CV e 194 Nm, proponendolo come unica alternativa all’1.6 da 114 CV. Prerogativa di entrambe le versioni sono la trazione integrale (un marchio di fabbrica per il costruttore, assieme ai propulsori boxer) e il cambio Lineartronic Cvt, nel quale è integrata lunità a elettroni del sistema ibrido. Su strada. Per percorrere qualche metro in modalità elettrica bisogna essere cauti con lacceleratore. Nella maggior parte delle situazioni di guida, il boxer rimane sempre acceso, col sistema ibrido che decide quando è necessario il supporto degli elettroni. I 16 CV e 66 Nm extra dellelettrico aiutano soprattutto negli spunti, ma il grosso del lavoro è svolto dal due litri aspirato, silenzioso fin quando il ritmo non sale: affondando il piede sullacceleratore, infatti, il cambio Cvt alza il regime di rotazione del quattro cilindri, influendo sui consumi e sul confort di marcia. Alle andature più rilassate, invece, è possibile apprezzare di più la fluidità di questa tipologia di trasmissione, senza cercare il massimo delle prestazioni che, per inciso, parlano di uno scatto da 0 a 100 km/h chiuso in 10,7 secondi e di 193 km/h di velocità massima, con un consumo medio pari 7,9 l/100 km nel ciclo Wltp. Nel misto emergono le buone doti del telaio, ben assecondate da un assetto rigido ma non per questo scomodo e da uno sterzo abbastanza comunicativo, preciso e rapido. Inoltre, larrivo dellibrido non ha intaccato le doti fuoristradistiche di questo modello: laltezza da terra è rimasta invariata (22 cm), così come gli angoli dattacco (18), di dosso (21,5) e duscita (28,6). Il sistema ibrido. Per elettrificare la gamma, la Subaru ha scelto di puntare su un powertrain full hybrid, senza passare dai più semplici sistemi mild. Gli ingegneri giapponesi hanno integrato allinterno del cambio Cvt un motore elettrico da 16 CV e 66 Nm, utilizzato per supportare il funzionamento del quattro cilindri alle basse velocità o per muovere la vettura per brevi tratti (fino a 1,6 km a 40 km/h di velocità massima) senza chiamare in causa lendotermico. Per meglio distribuire il peso, gli accumulatori e lelettronica di potenza sono stati collocati al posteriore, sotto il piano di carico del bagagliaio. Per ricaricare il pacco batterie agli ioni di litio da 0,57 kWh viene impiegata lunità elettrica integrata nella trasmissione: quest’ultima recupera lenergia in rilascio e in frenata, ma può essere azionata dal motore termico anche quando lauto è ferma (tra i motori e lalbero di trasmissione è presente una frizione, ndr). Come cambia l’XV. La sostanza è sempre quella che ha consentito alla XV di diventare il modello più venduto dalla Subaru in Italia, ma con larrivo dellibrido qualche dettaglio è cambiato. Partendo dal frontale, si possono notare la nuova calandra e i fendinebbia con cornice satinata, mentre al posteriore è presente uno spoiler color nero lucido sopra il lunotto. Tutti gli esemplari sono dotati, di serie, di diversi accessori, a partire dal pacchetto Eyesight 3: quest’ultimo utilizza due telecamere integrate dietro al parabrezza per garantire il funzionamento dei sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida, come il mantenimento della corsia, il cruise control adattivo e la frenata demergenza. Il lancio dellibrida è previsto per il prossimo mese di febbraio, con listini che partono dai 32.500 euro della versione Style: per avere una Navi, che offre in più altri sistemi come gli abbaglianti automatici, il navigatore e il controllo del traffico posteriore, servono 34.000 euro. La versione di punta, la Premium da 36.500 euro, propone anche la selleria di pelle, i sedili con le regolazioni elettriche e il tetto panoramico apribile.

  • Seat Leon 2020 – Una camuffatura artistica prima del debutto – VIDEO
    on 24 Gennaio 2020 at 14:15

    In attesa del debutto online del prossimo 28 gennaio, la Seat ha voluto mostrare nuovamente una anteprima della quarta generazione della Leon. Questa volta non siamo di fronte ai teaser dei particolari, ma a un esemplare wrappato con una speciale pellicola che rende omaggio alla tradizione del trencadís e alla città di Barcellona. Una pellicola colorata per l’ultima camuffatura. Utilizzando 20 metri quadrati di vinile applicato a caldo, la carrozzeria della Leon in versione cinque porte è stata completamente rivestita dagli esperti del reparto Colour & Trim della Casa spagnola. L’obiettivo, come già avviene per le pellicole dei muletti che si vedono nelle foto spia, è quello di confondere lo sguardo e nascondere le vere linee della carrozzeria, introducendo però l’elemento del colore. Elettrificata e connessa. Ormai della Leon sappiamo diverse cose: avrà infatti molto in comune con la ottava generazione della Golf, introdurrà novità molto importanti dal punto di vista della connettività e un design ancora più personalizzabile. Il modello segnerà inoltre l’esordio delle versioni elettrificate, che con ogni probabilità avranno le stesse caratteristiche della sorella tedesca.

  • Fiat Tipo – Dotazioni più ricche con le versioni More
    on 24 Gennaio 2020 at 14:00

    La Fiat presenta il pacchetto More dedicato alla Tipo. Disponibile per gli allestimenti Street, Mirror, Lounge, S-Design e Sport della media del Lingotto, offre in promozione una suite di accessori aggiuntivi con un sovrapprezzo forfettario di 500 euro.Le versioni More nel dettaglio. La Tipo Street More, per esempio, aggiunge i cerchi di lega da 16″, le luci diurne a Led, l’infotainment UConnect con display da 5 pollici e il volante rivestito di pelle a quello che è il suo normale equipaggiamento di serie. La Tipo Mirror More può contare invece sullo UConnect con schermo da 7″ completo di Apple CarPlay e Android Auto, sui cerchi di lega da 16″, sui fendinebbia, sul climatizzatore automatico, sui sensori di parcheggio posteriori e sui vetri posteriori oscurati. La Tipo Lounge More offre i cerchi di lega da 17″, l’adaptive cruise control, il climatizzatore automatico, i gruppi ottici Bixenon e il pacchetto Cmofort. Le varianti S-Design e Sport More aggiungono infine i fari Bixenon, la retrocamera, il tetto di colore nero, e i cerchi in lega Mopar da 18″ bicolore.

  • Col numero di febbraio – A richiesta il dossier con le migliori prove del 2019
    on 24 Gennaio 2020 at 13:48

    Torna in edicola il consueto appuntamento con la raccolta dei test più interessanti dell’anno appena concluso: con il Quattroruote di febbraio, a 2 euro in più, è infatti disponibile il dossier “Le migliori prove del 2019”. In 384 pagine, il volume riassume le prove su strada più interessanti dell’anno scorso, consentendo di confrontare in un colpo docchio pagelle e rilevazioni. Il dossier è proposto anche in digital edition al prezzo di 1,99 euro per gli acquirenti della singola copia e a titolo gratuito per gli abbonati dell’edizione digitale.

  • Autostrade – Terminati i controlli sui viadotti liguri
    on 24 Gennaio 2020 at 13:47

    LUfficio ispettivo territoriale del ministero delle Infrastrutture ha portato a termine i controlli condotti sulla rete autostradale ligure, verificando, in particolare, la funzionalità strutturale dei viadotti Nervia, Val Sorba e Sasso, tutti nel tratto dellA10 Genova-Ventimiglia in provincia dImperia gestito dallAutofiori (gruppo Gavio). I tecnici non hanno riscontrato nelle strutture criticità tali da imporre limitazioni al transito dei veicoli o variazioni della viabilità: il contenuto grado di deterioramento, infatti, non solleva particolari problematiche. Sempre in Liguria, ma nel tratto dellA12 Genova-Livorno, sono terminati i lavori di ripristino della parte centrale dellimpalcato del viadotto Veilino, che aveva imposto uno scambio di carreggiata notturno: resta, però, valido il piano di monitoraggio e di emergenza da attivare in caso di allerta meteo che potrebbero determinare movimenti del suolo.Gli altri viadotti dellA12. Le ispezioni dei tecnici ministeriali hanno riguardato anche altre strutture della Genova-La Spezia (in concessione ad Aspi), una delle quali (il viadotto Rovena, allo svincolo di Genova Est), pur avendo escluso problemi di staticità, ha imposto il restringimento delle corsie e il rispetto di una distanza minima di 50 metri tra le vetture in transito. Nessuna restrizione della circolazione, invece, è stata prevista per i viadotti Bisagno e Recco.I problemi dellA7. Sempre in Liguria, ma sulla Genova-Serravalle, sono terminate pure le ispezioni ai viadotti Scrivia Pietrafaccia e Scrivia Arnasso, entrambi del tratto genovese dellautostrada. Pur senza prevedere limitazioni di traffico, gli ispettori hanno rilevato la necessità di lavori di ripristino e suggerito ad Autostrade per lItalia un confronto tra i costi di manutenzione previsti per i prossimi trentanni e quelli di abbattimento e ricostruzione della struttura.

  • Volvo XC40 Recharge – La transizione verso l’elettrico secondo Björn Annwall
    on 24 Gennaio 2020 at 13:30

    Al Volvo Studio di Milano per il lancio europeo della XC40 Recharge, la prima full electric di Göteborg, Björn Annwall, svedese, 45 anni, dallaprile del 2019 capo di Emea e di Global commercial operations dellazienda svedese, si è ritrovato a parlare soprattutto di plug-in. Non a caso, visto che le ibride con la spina preparano la strada per le elettriche pure. Non solo: hanno cambiato anche il nostro modo di presentare la gamma, che ormai prevede una versione plug-in per ogni modello. Oggi, la prima domanda del dealer al cliente che entra in concessionaria è: la vuole con il cavo o senza?.Adottate la stessa strategia in tutti i mercati? Perché linteresse per la mobilità sostenibile in Italia è molto diversa da quella ormai maturata nei Paesi scandinavi  In Italia a ostacolare la diffusione delle elettriche è soprattutto la carenza delle infrastrutture. Non lo consideriamo, quindi, tra quei mercati in grado di registrare un boom delle vendite. Va anche considerato, però, che Volvo è un marchio premium relativamente piccolo (lanno scorso ha immatricolato nel nostro Paese poco meno di 21 mila vetture, con una crescita del 9% sullanno precedente e una quota di mercato dell1%, ndr). Non dobbiamo conquistare il mass market. Quindi la transizione potrebbe avvenire anche piuttosto velocemente, soprattutto per quanto riguarda le flotte aziendali. Inoltre, per le plug-in la diffusione delle colonnine di ricarica è meno importante che per le elettriche pure.Piuttosto velocemente è piuttosto vago. Quanti anni ci vorranno perché le auto con la spina abbiano una certa diffusione anche da noi? Risponde Michele Crisci, presidente di Volvo Italia. Lanno scorso, le vendite di plug-in sono state il 6-7% di quelle complessive (e non cera ancora una disponibilità completa). Questanno siamo già oltre il 10%. Spero di chiuderlo tra i 3 mila e i 4 mila esemplari, arrivando al 16-17% delle consegne. Ritengo che ci vorranno ancora due o tre anni perché le plug-in siano una realtà consolidata.Uno dei problemi legati alle Bev è il riciclo delle batterie. Qual è la vostra posizione in merito? Sulle Volvo le batterie avranno la stessa durata dellauto. In caso di guasti, si potrà procedere alla sostituzione dei moduli interessati. Alla fine del ciclo di vita della vettura, se gli accumulatori avranno una capacità residua, verranno utilizzati per il stationary energy storage. E, alla fine, saranno riciclati, facendo anche in modo di recuperare i metalli rari e comunque in maniera sostenibile.Quando le vendite delle plug-in e della XC40 Recharge basteranno per farvi rispettare i limiti europei sulle emissioni di CO? Secondo le nostre proiezioni, dovremmo riuscirci già questanno, anche se sono limiti molto severi. Certo, il ruolo principale spetta proprio alle plug-in, che in Europa rappresenteranno il 20-25% delle nostre consegne totali. Alle quali si aggiungerà qualche XC40 Recharge. Comunque, non è che ci stiamo preparando a non pagare multe. Ci stiamo preparando ad abbassare le emissioni della flotta Volvo. Il nostro obiettivo è di essere carbon neutral nel 2040, per quanto riguarda sia le emissioni allo scarico sia la produzione e la supply chain.Questo significa che il motore diesel è morto?  Credo che si possa dire che, prima o poi, il diesel uscirà di scena. Quanto tempo ci vorrà? Questo non lo so. Tutto dipende dagli sviluppi della tecnologia e da quanto verranno penalizzate le emissioni di particolato. Ma per la Volvo il futuro è chiaro: puntiamo a un futuro elettrico, senza gasolio.A microfoni spenti, Annwall comunque chiarisce che lazienda continuerà a produrre la più recente generazione di motori a gasolio (che ora rappresentano circa la metà delle consegne) fino a quando il mercato le chiederà. Semplicemente non intende svilupparne di nuovi.Come vi state preparando agli annunciati blocchi della circolazione per le auto alimentate a carburanti fossili?  Come ho detto, la tecnologia plug-in rappresenta unottima soluzione per la transizione, fino a quando non saranno realizzate le infrastrutture e in attesa di sensibilizzare la clientela. Ma è pur sempre una tecnologia di transizione. In vista dei divieti di circolazione, stiamo lavorando al geofencing: nel perimetro virtuale, le plug-in entrerebbero soltanto in modalità a emissioni zero. Bisogna che le amministrazioni possano considerare unibrida plug-in come unelettrica, perché in città si muove soltanto a emissioni zero. Penso che le normative in materia saranno adeguate. Certo, la mancanza di una posizione univoca e condivisa da parte delle amministrazioni ci complica parecchio la vita. Ma la nostra direzione rimane chiara e punta verso il full electric.Ritiene che i produttori dovrebbero fare pressioni sulla politica?  Il nostro focus è sul prodotto, anche se ovviamente siamo attenti allevolversi delle regole. Questo, e non la politica, ci garantirà il successo.Qual è il profilo del cliente ideale di una plug-in?  Uno come me. Tanti spostamenti corti in modalità elettrica durante la settimana, grazie alla possibilità di ricaricare a casa e al lavoro, e trasferimenti più lunghi nel weekend, senza lansia da autonomia. Secondo i nostri dati, in Svezia le plug-in vanno in elettrico per il 41% delle percorrenze.E quello di unelettrica?  Pensiamo soprattutto a nuclei familiari che hanno almeno due auto: una elettrica per la città e una con motore termico per i viaggi.La prima Bev Volvo è una Suv. Secondo lei, le sport utility avranno ancora vita lunga?  Non ho la sfera di cristallo. Oggi la gente vuole le Suv. Da quando è nata lautomobile, però, le nuove generazioni vogliono guidare qualcosa di diverso rispetto alle precedenti. Poi cè lesigenza di migliorare laerodinamica per ridurre le emissioni. Questi due fattori porteranno le Case a sviluppare qualcosa di diverso. Di completamente diverso e totalmente nuovo, per quanto ci riguarda. Poi, è anche vero che ogni generazione ritiene di star inventando il mondo da zero. E non sempre è così.

  • Skoda – Arriva la prima RS plug-in hybrid
    on 24 Gennaio 2020 at 13:18

    La Skoda ha annunciato l’arrivo di una variante RS realizzata sull’Octavia iV: nella dinastia delle edizioni sportive delle vetture boeme, sarà la prima elettrificata, e verrà presentata al prossimo Salone di Ginevra.Quattro generazioni ad alte prestazioni. Per la Octavia, il debutto della versione RS risale esattamente a vent’anni fa: la berlina sportiva, dotata di un 1.8 turbo da 180 CV, è stata venduta fino al 2005 in circa 17.600 unità. La seconda serie ha portato con sé la novità del motore diesel 2.0 TDI da 170 CV, che è andato ad affiancare il benzina 2.0 TFSI da 200 CV, mentre la terza generazione, lanciata nel 2013, poteva essere ordinata per la prima volta anche con la trazione integrale. Ora la Freccia Alata si prepara a lanciare il primo powertrain elettrificato della famiglia sportiva RS, che in passato ha accolto anche la declinazione pepata della Fabia, nel 2003, e che dal 2018 abbraccia la Kodiaq, prima Suv ad appuntarsi sulla calandra il badge corsaiolo. Con l’aiuto dell’elettrico, la nuova Octavia RS plug-in hybrid raggiungerà 245 CV di potenza massima. Origine dell’acronimo. L’acronimo RS (Rally Sport) è stato adottato per la prima volta nel 1974 per designare i prototipi 180 RS e 200 RS destinati alle corse. Durante gli anni 70 e 80, la 130 RS, una due porte coupé a trazione posteriore con motore 1.3 da 140 CV, ha conquistato importanti successi in questo ambito, inclusi il Rally di Monte Carlo il Rally dell’Acropoli del 1977, ma anche l’European Touring Car Championship del 1981.  anche grazie a questi traguardi che la Skoda ha deciso di arricchire la propria gamma di serie portando sul mercato i tre modelli Octavia, Fabia e Kodiaq nella variante ad alte prestazioni.

  • Mazda CX-30 – A listino la Skyactiv-G 2.0 litri da 150 CV
    on 24 Gennaio 2020 at 13:12

    La Mazda ha aggiornato la gamma della CX-30 introducendo la motorizzazione Skyactiv-G da 150 CV, appena lanciata anche sulla Mazda3. Si tratta del 2.0 aspirato a benzina già proposto nella versione da 122 CV, va a posizionarsi tra quest’ultima e il top di gamma Skyactiv-X da 180 CV. Oltre alla nuova variante del propulsore, il model year 2020 della Suv compatta offre anche lo Smart Cargo Box, un pannello ripiegabile che permette di organizzare il carico nel bagagliaio. 1.000 euro in più per 28 CV extra. Il 2.0 benzina da 150 CV adotta la tecnologia Mazda M Hybrid, come le altre due versioni, e dichiara una media di 6,2 l/100 km e 141 g/km di CO2 nel ciclo Wltp. Con questo motore, le prestazioni della CX-30 sono decisamente superiori rispetto a quelle della variante da 122 CV: 8,8 secondi per toccare i 100 km/h (contro 10,6) e 198 km/h di punta massima (contro 186). I clienti potranno scegliere tra cambio manuale e automatico sei marce e tra le versioni due e quattro ruote motrici. Con listini a partire da 25.750 euro, il rincaro nel prezzo rispetto alla versione meno potente è di 1.000 euro. 

  • Mondiale Rally – Gran botto di Tanak: vettura distrutta – VIDEO
    on 24 Gennaio 2020 at 11:53

    Il Rally di Montecarlo prima prova del Mondiale 2020 è ufficialmente entrato nel vivo. Linizio però non è dei migliori per il campione in carica, Ott Tanak: nel corso della PS4, lestone è finito rovinosamente fuori strada, capottando più volte, distruggendo la sua Hyundai i20 coupé.La dinamica. Al nono chilometro della prova speciale, Tanak taglia leggermente in una curva verso destra. Per effetto della neve sul ciglio della strada e di alcune forte compressioni in un tratto molto veloce, la sua i20 Coupé WRC esce larga dalla successiva piega verso sinistra e finisce fuori strada, capottandosi più volte, ad alta velocità. Un incidente pazzesco che ha letteralmente distrutto la vettura ma che, per fortuna, non ha avuto conseguenze sui piloti. La Hyundai ha reso noto che sia Tanak che il copilota Jarveoja sono stati trasportati in ospedali per dei controlli di routine, ma che i due stanno bene.

  • Dakar in lutto – morto Edwin Straver
    on 24 Gennaio 2020 at 11:13

    Un altro lutto per la Dakar: questa mattina è morto Edwin Straver, il motociclista olandese della KTM, protagonista di un terribile incidente avvenuto durante la penultima tappa del rally raid. Edwin è la seconda vittima delledizione 2020 della Dakar in Arabia Saudita, dopo la tragica scomparsa di Paulo Gonalves.Gravi danni cerebrali. Edwin Straver era in corsa alla Dakar a bordo della sua KTM 450 EXC. Durante la seconda parte della Marathon, la penultima prova della gara, è caduto rovinosamente. Il primo bollettino medico lasciava già intuire la gravita della situazione: il pilota è rimasto senza battito cardiaco per circa 10 minuti. Una condizione che gli ha generato irreversibili danni cerebrali. Nonostante la riuscita della rianimazione e il trasporto in ospedale, Edwin non ha mai potuto riprendere coscienza. La famiglia, alla luce della triste evidenza, ha chiesto allo staff medico di cessare la respirazione assistita. Edwin Straver, 48 anni, è deceduto ufficialmente questa mattina.

  • Jeep Wrangler – La Rubicon Recon sbarca negli Usa
    on 24 Gennaio 2020 at 11:00

    La Jeep torna a proporre negli Stati Uniti un allestimento della Wrangler già apprezzato in passato dagli appassionati. Si tratta della Rubicon Recon, che è di nuovo disponibile in combinazione con il solo propulsore benzina quattro cilindri ibrido 2.0 turbo eTorque da 270 CV.Tutto quello che serve per il fuoristrada. La versione Recon, disponibile con carrozzeria a due e a quattro porte, propone di serie gli accessori più importanti per chi vuole sfruttare le potenzialità della Wrangler lontano dall’asfalto. Troviamo infatti le protezioni laterali specifiche, i cerchi da 17″ di alluminio con pnematici da 33″ specifici, i paraurti tubolari, gli assali Dana rinforzati, il cambio con rapporto finale 4.0:1 con riduttore, i differenziali con blocco a comando elettrico e la barra antirollio anteriore scollegabile. La Recon è riconoscibile anche per i gruppi ottici anteriori e posteriori a Led, la griglia frontale verniciata in nero lucido, gli sfoghi d’aria sui parafanghi anteriori personalizzati, le stripes sul cofano motore e i loghi dedicati. La vettura è proposta nelle colorazioni Black, Granite Crystal, Sting-Gray, Billet Silver, Ocean Blue, Sarge, Bikini, Firecracker Red, Punkn, Hellayella e Bright White.  

  • Sul numero di febbraio – Assicurazioni, a chi conviene la scatola nera
    on 24 Gennaio 2020 at 10:15

    La legge sulla concorrenza del 2017 impone sconti “significativi” per i premi delle polizze RC auto che prevedano linstallazione sulla propria auto di una scatola nera. Ma nei fatti, è proprio così? E a quanto ammontano, in soldoni, questi “sconti significativi”? Per scoprirlo, abbiamo visitato in incognito le agenzie di quattro grandi città italiane, Milano, Roma, Napoli e Bari, utilizzando due diversi profili di cliente (con differenti classi di merito) e altrettante vetture da assicurare. In ogni agenzia, abbiamo chiesto di redigere due preventivi per la polizza RC, con e senza la presenza della scatola nera sulla nostra vettura. I risultati del confronto, che ha interessato cinque delle principali compagnie attive nel nostro Paese, sono stati sorprendenti, ma hanno anche fotografato unItalia con differenze territoriali ancora una volta marcate e tariffe, alcune volte, stratosferiche. L’inchiesta completa è su Quattroruote di febbraio.  

  • Jeep Wrangler – Primo teaser della Mopar Edition
    on 24 Gennaio 2020 at 10:06

    La Jeep ha in serbo una novità per il Salone di Chicago, in programma a partire dal 7 febbraio: si tratta della Wrangler Mopar Edition, della quale è stato rilasciato un teaser. La versione sembra quella due porte a passo corto, ma per il momento non sono ancora stati svelati dettagli di natura tecnica.Accessori Performance Parts. Non sappiamo se questa Wrangler sarà proposta come allestimento speciale o come semplice vetrina degli accessori della linea Jeep Performance Parts, ma dall’unica immagine disponibile emergono comunque alcuni elementi di riferimento, come il logo Mopar sul parafango posteriore, la portiera tubolare e il cerchio di lega con pneumatici dedicati all’off-road. Alcuni di questi accessori sono già stati presentati in passato, pertanto non si esclude che possa trattarsi di un’occasione per annunciarne l’effettiva messa in commercio. 

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