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  • F.1, GP Russia – Libere 1: Bottas il più veloce, incidente per Sainz
    on 25 Settembre 2020 at 10:20

    Con la prima sessione di prove libere, il weekend del Gran Premio di Russia è entrato nel vivo. Il più veloce, nei primi novanta minuti, è stato Valtteri Bottas. Il finlandese della Mercedes si è lasciato tutti alle spalle grazie a un tempo di 1:34.923, staccando di mezzo secondo la Renault di Daniel Ricciardo e la Red Bull di Max Verstappen. Solamente diciannovesimo Lewis Hamilton che, alla luce di una pista ancora sporca e con poco grip, ha preferito concentrarsi più sul passo gara senza tirare troppo, evitando di prendersi rischi come è invece successo ad altri suoi colleghi.Pista sporca e tanti errori. L’asfalto liscio è ancora molto sporco e questo ha portato a vedere diversi errori da parte di alcuni piloti. Carlos Sainz è stato il primo a perdere la sua MCL35, andando a sbattere – per fortuna a bassa velocità – contro le barriere. Il pilota spagnolo è riuscito a riportare ai box la vettura con evidenti danni al retrotreno che non gli hanno consentito di terminare la sessione. In qualche modo è andata ancora peggio a Nicholas Latifi che è andato a sbattere nello stesso punto di Sainz, ma a una velocità maggiore: tanti i danni alla sua Williams che costringeranno i meccanici del team di Grove a un lavoro extra. Più fortunato, invece, Romain Grosjean: il francese è finito in testacoda sempre allaltezza di Curva 7, ma è riuscito fortunosamente a non riportare danni alla sua Haas.La Top 10. A parte il diciannovesimo tempo di Hamilton, la classifica non riserva grandi sorprese e ci dà comunque un primo spaccato dei valori in campo, nonostante i tempi siano ancora da prendere con le pinze. La Renault sicuramente conferma il suo grande passo avanti, con Ricciardo secondo e Ocon sesto, ma anche la Racing Point si conferma in gran forma, con Perez e Stroll rispettivamente in quarta e quinta posizione. Il team di Silverstone ha validato al Mugello, due settimane fa, una serie di novità di chiara ispirazione Mercedes e oggi ha introdotto altre piccole chicche aerodinamiche. Inizio positivo anche per le due AT01 della Scuderia AlphaTauri, con Kvyat settimo e Gasly decimo. Tra loro, troviamo la Red Bull di Albon e la Ferrari di Vettel.Guarda i risultati completi delle Libere 1 a Sochi

  • Ferrari
    – Omologata, la nuova one-off di Maranello
    on 25 Settembre 2020 at 9:36

    Omologata. Un aggettivo che a Maranello assume una connotazione estremamente particolare. Nella storia del Cavallino molte auto da corsa sono state targate e messe su strada e l’idea alla base della nuova one-off Ferrari Omologata è proprio questa: portare le tecnologie della pista sulle strade di tutti i giorni. Il decimo esemplare unico basato su una piattaforma a dodici cilindri sfrutta la meccanica della 812 Superfast per garantire prestazioni elevatissime, come dimostrato durante il debutto tra i cordoli del circuito di Fiorano. Cuore a dodici cilindri. “Una Ferrari come nessun’altra”: la nota di presentazione della nuova sportiva si apre con questa frase e, viste le caratteristiche di questo modello, la Casa di Maranello non poteva trovare parole migliori. Realizzata su richiesta di un collezionista europeo, la Omologata è spinta dal dodici cilindri aspirato di 6.5 litri della gamma 812: sui modelli di serie questo V12 a 65 gradi eroga 800 CV a 8.500 giri/min e una coppia massima di 718 Nm a 7.000 giri/min, arrivando a un regime di rotazione massimo di ben 8.900 giri. Dal Cavallino non sono arrivate notizie relative a modifiche al propulsore che, nella sua versione di serie, permette uno 0-100 km/h in 2,9 secondi e una velocità massima di 340 km/h. Carrozzeria d’alluminio realizzata a mano. Della veste estetica della 812 Superfast sono stati conservati solo due dettagli: il parabrezza e i fari anteriori. Tutto il resto è stato sviluppato appositamente dal Centro Stile di Maranello sotto la guida di Flavio Manzoni e realizzato a mano dagli artigiani del Cavallino con fogli d’alluminio per assecondare le richieste del cliente. Richiami al passato si abbinano a soluzioni stilistiche proiettate verso il futuro. Tutto questo cercando di sottolineare le proporzioni dell’architettura con motore anteriore centrale e “modellare forme agili, definite da volumi fluidi e riflessi ondulati”. Sovrastata e affiancata da quattro prese d’aria, la calandra anteriore si protrae visivamente verso la fiancata, collegandosi con le sezioni arrotondate sopra i passaruota anteriori, che vengono messe in risalto da una fascia a contrasto che avvolge l’intero cofano motore con una tinta amaranto che spicca sul Rosso Magma tristrato della carrozzeria. Lateralmente, la Omologata presenta muscolose fiancate che si fondono senza soluzione di continuità alla coda: eliminando il finestrino laterale fisso, i designer hanno reso più aggressiva la silhouette della vettura. Al posteriore il lunotto è protetto da una copertura con tre feritoie pensate per abbassare visivamente il volume da fastback, mentre un nuovo spoiler rende il lato B della vettura ancor più grintoso, oltre ad aggiungere carico aerodinamico. I gruppi ottici posteriori a Led circolari sono posizionati all’interno di due profondi incavi per creare una firma luminosa ispirata al passato ma proiettata al futuro. Interni da corsa. Il legame del Cavallino con il mondo del motorsport traspare ancor di più all’interno dell’abitacolo. I due sedili rivestiti di pelle e tessuto Jeans Aunde con cinture a quattro punti color blu elettrico spiccano sulla finitura total black dell’ambiente, mentre l’assenza del finestrino fisso posteriore crea un’atmosfera dal sapore rétro. Volante e plancia presentano degli inserti metallici impreziositi da una particolare finitura ispirata alle Gran Turismo degli anni Cinquanta e Sessanta. Anche altre componenti di fibra di carbonio, come il bridge centrale con i pulsanti del cambio e le maniglie interne delle portiere, sono caratterizzati da una particolare verniciatura a effetto martellato ispirata a modelli leggendari di Maranello come la 250 GTO e la 250 LM.

  • Jeep – Negli Usa debuttano le versioni 80th Anniversary
    on 25 Settembre 2020 at 8:18

    La Jeep ha presentato negli Stati Uniti l’allestimento speciale 80th Anniversary dedicato a tutti i modelli e disponibile sui Model Year 2021 in consegna nei prossimi mesi. Con questa serie limitata verrà proposto anche il Jeep Wave Customer Care Program, un pacchetto che include tre anni di manutenzione gratuita, supporto 24 su 24 e accesso ad aventi esclusivi organizzati dalla Casa. Colori e accessori dedicati. Per celebrare l’importante ricorrenza, l’edizione speciale 80th Anniversary punta su un look distintivo e sulla ricchezza delle dotazioni. Per le Wrangler e Gladiator sono previsti cerchi di lega da 18″ in tinta Granite Crystal, griglie e cornici dei gruppi ottici Neutral Grey, parafanghi in tinta, interni rivestiti di tessuto con cuciture Light Tungsten, finiture Anodized Gunmetal per la plancia, tappetini personalizzati e infotainment Uconnect da 8,4 pollici. Su Cherokee, Compass e Renegade troviamo le stesse combinazioni di accessori e livree abbinate a cerchi da 19″ e a interni rivestiti di pelle (quest’ultimi non disponibili sulla Renegade). La Grand Cherokee, infine, monta i cerchi da 20″, ha gli interni con rivestimento di pelle e adotta il pacchetto di Adas Protech II. 

  • Stati Uniti – Manipolazione dei dati di vendita: BMW concorda una multa da 18 milioni di dollari
    on 25 Settembre 2020 at 6:50

    La BMW AG e due sue filiali statunitensi hanno patteggiato una multa da circa 18 milioni di dollari (15,4 milioni di euro) per archiviare le accuse di manipolazione dei dati di vendita mosse dalla Securities Exchange Commission. I numeri gonfiati avrebbero permesso alla Casa dellElica di raccogliere circa 18 miliardi di dollari (15,4 miliardi di euro) in offerte di obbligazioni societarie da parte degli investitori.L’accusa. Secondo la SEC, la BMW avrebbe aumentato artificialmente il dato delle vetture consegnate facendo registrare alle concessionarie delle compravendite per vetture ancora in giacenza a magazzino. Questo dice lente federale statunitense al fine di colmare il divario tra le vendite effettive e gli obiettivi fissati dalla compagnia, allo scopo di mantenere pubblicamente una posizione di leadership nelle vendite al dettaglio tra i marchi premium.La raccolta di fondi. Ma cè di più. Per la Securities Exchange Commission, la filiale nordamericana della BMW avrebbe mantenuto una riserva di vendite di veicoli al dettaglio non dichiarata, internamente definita banca, da utilizzare per raggiungere gli obiettivi mensili qualora si fossero registrate vendite al di sotto dei target. La SEC ha poi affermato che la Casa tedesca avrebbe pagato i concessionari per immatricolare alcune auto, designate ai test-drive dei clienti oppure date in prestito, affinché venissero conteggiate nelle vendite. In sostanza, afferma la SEC, la BMW ha indotto in errore gli investitori nella valutazione delle sue performance di vendita al dettaglio e della domanda di vetture da parte dei clienti nel mercato americano mentre stava raccogliendo capitali negli Usa.La replica dell’Elica. Lindagine della SEC è iniziata alla fine dello scorso anno, ma per lente federale le pratiche scorrette del costruttore tedesco sarebbero durate dal 2015 al 2019. La BMW, dal canto suo, ha replicato in una nota che non esiste alcuna prova che la Casa abbia tenuto un comportamento scorretto intenzionalmente aggiungendo che la BMW attribuisce grande importanza alla correttezza dei dati di vendita e che continuerà a focalizzarsi sul fornire report sulle vendite completi e coerenti.  

  • Rc auto – Solo due italiani su dieci hanno fatto ricorso all’opzione familiare
    on 25 Settembre 2020 at 6:00

    Solo due italiani su dieci hanno approfittato della nuova Rc auto familiare e quindi della possibilità di ottenere la classe di merito migliore per tutti i componenti di una famiglia.  quanto emerge da un’indagine condotta dalla Nielsen per conto di Prima Assicurazioni sulla base di interviste a una campione di possibili beneficiari. In particolare, dal 16 febbraio, quando è entrata in vigore la nuova disposizione, appena il 21,3% è ricorso ai vantaggi della polizza. Pesa il lockdown. Tale risultato è legato alle misure del lockdown, che hanno spinto il 60,7% degli italiani a rinviare l’acquisto di una nuova auto o di una nuova moto. Di questi, il 43,4% ha posticipato l’acquisto per le conseguenze economiche della pandemia da coronavirus. Tra gli altri motivi per il mancato utilizzo della formula familiare spicca la scarsa informazione e comprensione della norma (31,7%), mentre il 16% degli intervistati non ha stipulato nuove polizze negli ultimi sei mesi. Inoltre, il 25,9% non ha beneficiato dellopzione perché ha un solo veicolo nel proprio nucleo familiare e il 22,7% degli intervistati ha tutti i componenti della famiglia nella prima classe di merito. Solo il 2,4% non ha potuto accedere ai benefici della norma perché al momento della stipula della polizza aveva alle spalle un sinistro con colpa negli ultimi cinque anni. Il commento. “L’Rc auto familiare costituisce senza dubbio un vantaggio per i consumatori che possono allineare tutti i componenti della propria famiglia alla prima classe di merito, tuttavia finora è apparsa poco efficace anche a causa del lockdown che ha frenato il mercato auto, spiega Giacomo Testa, Head of Analytics di Prima Assicurazioni. Si parla spesso della necessità di una maggiore educazione finanziaria per gli italiani, ma lo scarso ricorso allopportunità offerta dalla nuova norma da parte dei possessori di veicoli dimostra che sia il pubblico sia gli attori del settore devono lavorare ancora molto anche sulla formazione di una cultura assicurativa, per permettere alle persone di beneficiare dei vantaggi  normativi e di mercato.

  • Volkswagen-Uber – La e-Golf al centro di un progetto di ride hailing sostenibile
    on 25 Settembre 2020 at 5:00

    La Volkswagen e Uber hanno lanciato un progetto finalizzato a favorire lutilizzo dei veicoli elettrici nellambito di Uber Green, il servizio di ride hailing sostenibile avviato dallazienda statunitense. In particolare, i partner di autonoleggio della piattaforma californiana potranno ora contare sulla e-Golf come alternativa a emissioni zero ai vari modelli Volkswagen disponibili a Berlino. La Casa tedesca ha già utilizzato questo modello dal 2018 per il proprio servizio di car sharing We Share.Obiettivi a medio e lungo termine. La collaborazione tra le due società segna un ulteriore passo avanti nelle rispettive strategie di elettrificazione. Il gruppo Volkswagen prevede infatti di introdurre, entro il 2022, veicoli elettrici in tutti i principali segmenti di mercato, prevedendo investimenti pari a 33 miliardi di euro da qui al 2024 (di cui 11 a livello di singolo brand). Nelle intenzioni della Casa, in particolare, vi è la volontà di arrivare a produrre, entro il 2025, fino a 1,5 milioni di auto a emissioni zero. Uber, dal canto suo, ha recentemente annunciato lintenzione di trasformarsi, entro il 2040, in una piattaforma interamente dedicata alla mobilità elettrica.

  • Iniziativa green – Mazda MX-30, la prima elettrica “mette radici” a Roma
    on 24 Settembre 2020 at 21:00

    Dal sughero al sughero. Mazda torna – è proprio il caso di dirlo – alle sue radici e, a 100 anni dalla sua fondazione – cioè quando nacque da un’azienda che si occupava della produzione di sughero – promuove la creazione di un bosco di querce allinterno del Parco Regionale dellAppia Antica, a Roma. Liniziativa, varata in coincidenza con linizio della commercializzazione della MX-30, prima automobile elettrica della Casa di Hiroshima, prevede la piantagione di 68 alberi da sughero (uno per ogni concessionario e riparatore italiano, più uno per Mazda Italia) a testimonianza dellimpegno sul fronte dell’ecosostenibilità. Radici nel futuro. Il claim Radici nel Futuro per non cambiare il volto del pianeta riassume lapproccio che lazienda ha scelto in campo ambientale. In genere, le radici appartengono al passato; in questo caso, quelle di Mazda, simboleggiate dal sughero, rappresentano il futuro e si concretizzano nella nuova MX-30, vettura elettrica per cui la filiale italiana ha già raccolto un centinaio di prenotazioni. Nell’area in cui sorgerà il bosco della Mazda, i guardaparco potranno muoversi con la MX-30 che la Mazda ha consegnato al gestore e che potrà essere ricaricata tramite pannelli fotovoltaici. Con la collaborazione di Sunerg Solar Energy, saranno installati pannelli fotovoltaici allinterno della Ex-Cartiera Latina, sede dellEnte Parco Regionale dellAppia Antica: la struttura fornirà lenergia elettrica necessaria per ricaricare la MX-30.Green anche nei materiali. La sport utility di Hiroshima sposa la filosofia dell’ecosostenibilità a tutto tondo, non solo nella propulsione: è realizzata con materiali ecosostenibili ed è lunica auto al mondo ad utilizzare, per i propri interni, il sughero. Questo materiale si estrae dalla corteccia della quercia senza abbatterla e, ogni volta che viene raccolto, si fa in modo che lalbero assorba una quantità maggiore di anidride carbonica per favorire il processo di rigenerazione della corteccia. Si calcola che le querce da sughero regolarmente scortecciate assrobano un quantitativo di anidride carbonica da tre a cinque volte superiore alla norma: nel caso della MX-30, la quantità di CO2 assorbita dal sughero utilizzato per produrre ciascun esemplare è pari a soli 1,2 kg.

  • Formula 1 – GP di Russia: Hamilton può entrare nella storia
    on 24 Settembre 2020 at 16:17

    La Formula 1 torna a essere la grande protagonista del weekend: da domani, le monoposto della classe regina del motorsport scendono in pista a Sochi, dove domenica si terrà il Gran Premio di Russia, decimo round del Mondiale 2020.Russia da record. Lewis Hamilton si presenta a Sochi come leader indiscusso della classifica piloti, con 55 punti di vantaggio sul suo diretto rivale e compagno di squadra, Valtteri Bottas. Per l’inglese della Mercedes, la tappa in Russia rappresenta un momento molto particolare della carriera, poiché se Lewis andasse a vincere, metterebbe in bacheca il successo numero 91 e potrebbe così eguagliare Michael Schumacher nella classifica dei piloti più vincenti di tutti i tempi. Non è un caso che nei garage della Mercedes, questo fine settimana, si segnala la presenza della troupe di Netflix che seguirà il team di Stoccarda e il suo pilota pronto a entrare nella storia.Kimi il più longevo. A proposito di statistiche: Kimi Raikkonen eguaglia in Russia il primato di presenze in Formula 1 appartenente a Rubens Barrichello. In conferenza stampa qualcuno glielo ha fatto notare, ma lui serafico ha commentato: un record che non vale nulla per me, non fa alcuna differenza, ma chissà che in futuro non guarderò queste cose da un punto di vista differente. Ma questo weekend sarà uguale a tutti gli altri”. Tra l’altro, il finlandese ha regalato qualche sorriso sui social qualche giorno fa, postando su Instagram una foto dal titolo “l’evoluzione di un pilota di Formula 1”, mettendo a paragone lo stile hardcore di James Hunt a quello eccentrico e modaiolo di Lewis Hamilton. A tal proposito, Kimi ha detto: “La F.1 è un po’ diversa da quando ho cominciato, anche se da qualche anno è sempre la stessa”. Poi, sull’ipotesi del ritiro per le scarse prestazioni della vettura, ha sviato dicendo: “Oggi la gente tende a innervosirsi per tutto. Purtroppo, adesso è così che va e so benissimo che sarà così anche il prossimo anno, ma non mi crea problemi”.Primi aggiornamenti per la Ferrari. Le difficoltà dell’Alfa Romeo Racing sono legate a quella della Scuderia Ferrari, con la power unit del Cavallino fortemente ridimensionata rispetto allo scorso anno, a causa dell’accordo siglato con la Federazione in merito ad alcune soluzioni tecnologiche considerate borderline. Eppure, in casa Ferrari si sta lavorando giorno e notte per risollevare le sorti di una stagione negativa e in Russia arriveranno i primi aggiornamenti “correttivi” della SF1000. A confermarlo è stato lo stesso direttore sportivo della Ferrari, Laurent Mekies, che ha detto: “In Russia inizia la seconda parte della stagione. Finora abbiamo vissuto momenti molto difficili, ma fa parte del nostro DNA non mollare la presa e anche a Sochi daremo il massimo. Avremo piccoli aggiornamenti aerodinamici che fanno parte di un percorso che punta a correggere le carenze di questa vettura, soprattutto in ottica 2021″.Si allarga la forbice delle strategie. Da domani, dunque, si scenderà in pista per valutare nuove componenti e, soprattutto, capire qualcosa in più sul comportamento delle gomme. La Pirelli, infatti, ha nominato mescole più morbide per Sochi rispetto al GP di Russia dello scorso anno. Il fornitore unico di pneumatici metterà a disposizione la gamma più morbida del 2020, sfruttando anche le caratteristiche di un asfalto poco abrasivo. Mario Isola, responsabile car Racing di Pirelli, ha spiegato: Abbiamo scelto gomme più morbide per consentire velocità più elevate e aggiungere unulteriore sfida in termini di strategia. Grazie alle specifiche attuali, diverse rispetto al 2018, la scelta più morbida con C3, C4 e C5 nominate per questa gara dovrebbe incoraggiare lutilizzo di tutte e tre le mescole, senza il rischio di dover ricorrere a unelevata gestione dei pneumatici in gara”.Come seguire il GP di Russia in tv. Levento di Sochi sarà trasmesso in diretta esclusiva sulla pay-tv Sky ma, come di consueto, chi non è abbonato potrà seguire ugualmente qualifiche e gara con qualche ora di differita sul digitale terrestre. Come di consueto, durante il weekend potrete seguire tutte le fasi salienti con il nostro Speciale F.1, con notizie, commenti e le classifiche in tempo reale.Venerdì 25 settembreProve Libere 1 | dalle 10 in diretta su Sky Sport F1Prove Libere 2 | dalle 14 in diretta su Sky Sport F1Sabato 26 settembreProve Libere 3 | dalle 11 in diretta su Sky Sport F1Qualifiche | dalle 14 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 dalle 18Domenica 27 settembreGara | dalle 13:10 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 dalle 18

  • Hyundai i30 N – Ecco il restyling della sportiva
    on 24 Settembre 2020 at 14:54

    La Hyundai presenta la versione restyling della i30 N. La sportiva, venduta in Europa in 25.000 esemplari, torna con modifiche di carattere stilistico allineate a quelle delle altre varianti della i30, ma anche con una importante novità tecnica: l’introduzione del cambio automatico doppia frizione N DCT in alternativa a quello manuale sei marce. Performance Blue. Lo stile rimane quello aggressivo della i30 N uscente, impreziosito dal nuovo design dei gruppi ottici e dei paraurti. La griglia anteriore è specifica, così come le finiture rosse e in nero lucido: la vettura sfoggia elementi aerodinamici dedicati. Inedito è anche il diffusore posteriore, che integra le due uscite dell’impianto di scarico. Oltre all’esclusiva tinta Performance Blue, sarà possibile ordinare la vettura in altre sei cromie: Polar White, Engine Red, Sunset Red, Shadow Gray, Dark Knight e Phantom Black. La dotazione dei due allestimenti. La dotazione di serie include i cerchi di lega da 18″ con pneumatici Michelin Super Sport, il pacchetto di Adas SmartSense, ulteriormente arricchito rispetto a quello in dote al modello uscente, e le sospensioni a controllo elettronico con software ritarato, mentre la versione Performance adotta i cerchi da 19″ forgiati (più leggeri di 14,4 kg totali rispetto a quelli della i30 N pre-restyling), i pneumatici Pirelli P Zero, l’impianto frenante anteriore maggiorato con dischi da 360 mm e il differenziale autobloccante a controllo elettronico N Corner Carving. Per tutte le varianti è inoltre prevista la strumentazione analogica con Led del limite di giri variabile in base alla temperatura del propulsore e l’indicatore di cambiata, oltre alla funzione Rev Matching per il cambio manuale e il Launch Control. Le finiture interne sono caratterizzate dalle cuciture a contrasto Performance Blue. I nuovi sedili alleggeriti. Tra gli optional figurano gli interni in pelle, il volante e i sedili riscaldabili, l’infotainment con schermo da 10,25 pollici e i nuovi sedili N Light Seats. Ogni seduta è più leggera di 2,2 kg rispetto ai modelli standard ed offre un maggior supporto in curva. Il rivestimento è di pelle e Alcantara, impreziosito da cuciture blu, mentre nella zona superiore è previsto un logo N illuminato. 250 o 280 CV con cambio manuale o automatico. I clienti potranno scegliere la i30 N in due varianti di potenza del 2.0 litri turbo benzina. La versione da 250 CV e 353 Nm sarà offerta solo con cambio manuale, mentre la Performance da 280 CV e 392 Nm proporrà la scelta tra il cambio manuale e il nuovo automatico doppia frizione otto marce N DCT. La velocità massima è, per entrambe limitata, a 250 km/h, mentre la Performance tocca i 100 km/h da fermo in 5,9 secondi (2 decimi in meno della precedente). Il motore da 280 CV offre prestazioni superiori anche grazie all’erogazione particolarmente generosa, che garantisce la coppia massima in un intervallo compreso tra 1.950 e 4.600 giri. Con l’automatico anche nuovi software votati alla prestazione. La i30 N Performance con cambio N DCT implica alcune funzioni di guida specifiche. Il cambio automatico con frizioni a bagno d’olio, con paddles al volante per la gestione manuale dei rapporti, offre tre funzioni uniche del powertrain: l’N Grin Shift, che attiva per 20 secondi le massime prestazioni attraverso un pulsante sul volante, l’N Power Shift che si attiva oltre il 90% dell’acceleratore per ridurre al minimo la perdita di coppia salendo di marcia, mentre l’N Track Sense si attiva automaticamente durante la guida sportiva con il cambio in modalità automatica per selezionare sempre il rapporto ottimale in relazione alle prestazioni. Il guidatore, inoltre, può contare sull’N Grin Control System con le modalità di guida Eco, Normal, Sport, N ed N custom che intervengono su assetto, ESC, differenziale, impianto di scarico, servosterzo e powertrain. 

  • Termini Imerese – Presentato un nuovo progetto di rilancio con investimenti per 200 milioni
    on 24 Settembre 2020 at 13:51

    Nuova speranza di rilancio per Termini Imerese. Dopo il fallimento della BlueTec, il futuro dell’ex area industriale della Fiat passa per l’iniziativa del consorzio Smart City Group con il progetto S.U.D. (Smart Utility District) e la promessa di investimenti per 200 milioni di euro per ridare un lavoro a oltre 600 lavoratori ancora in cassa integrazione.Le tappe. La nuova proposta si basa, come quella di BlueTec, su un accordo di programma tra Mise, Regione Siciliana ed Invitalia e punta a riconvertire l’area industriale in un sito a vocazione green e ad alta innovazione tecnologica. Formalizzata a maggio con la partecipazione alla manifestazione d’interesse bandita dai commissari straordinari, ha già superato la fase preliminare e ora è entrata nel processo di definizione dei vari progetti, che dovranno essere consegnati ufficialmente nel mese di ottobre. I proponenti hanno anche avviato confronti istituzionali a livello nazionale, regionale e locale per aprire i tavoli di lavoro sui business plan e le relative ricadute occupazionali. Ora si attende solo il parere definivo da parte dei commissari responsabili dell’amministrazione straordinaria della Blutec. Gli obiettivi. “Il modello industriale che vogliamo realizzare a Termini Imerese – spiega Giancarlo Longhi, presidente di Smart City Group – è un progetto innovativo e inedito per il nostro Paese, che mira ad un duraturo sviluppo, capace di affrontare con successo qualunque crisi del mercato. positivo che il numero dei progetti e delle imprese che aderiscono al distretto S.U.D. continui ad aumentare, va però ricordato che il tempo stringe”. I progetti dell’ecodistretto sono principalmente di tipo ambientale e tecnologico. Al green fanno riferimento quelli incentrati sui cicli delle materie prime seconde, sul recupero energetico da gas tecnici, sul trattamento e pulizia delle acque e il progetto per l’agricoltura sostenibile. All’innovazione guardano i progetti per la produzione di materiali hi-tech (grafene, batterie al litio), la mobilità elettrica, la produzione elettrica da fonti rinnovabili, l’intelligenza artificiale e la ricerca scientifica applicata. Tra le aziende figurano startup, atenei e società tra cui The Graphene Company, Danisi Engineering, SGR Biomethane , EcoEnergy, Sicilgrassi, Elettra Investimenti, Sistem-Evo, Sis.Ter.Pomos e il consorzio interuniversitario Nitel.

  • Tesla Battery Day – Confermato un nuovo modello d’ingresso da 25 mila dollari
    on 24 Settembre 2020 at 13:15

    Il tanto atteso Battery Day della Tesla è partito con il piede sbagliato. Non appena il live streaming della presentazione è iniziato, molti dei 180 mila utenti collegati a YouTube per seguire la diretta hanno subito iniziato a lamentarsi per l’assenza dell’audio. Un errore talmente eclatante da sembrare quasi studiato, in modo da scatenare commenti sui social. Sistemati i problemi tecnici, l’evento è partito con il classico ritardo accademico: a dare il benvenuto ai pochi invitati, sistemati in una sorta di drive-in composto da decine di vetture del marchio, è stato Alan Prescott, Vice President of Legal and Acting General Counsel, che ha dato il via alla giornata più importante dell’anno per la Casa californiana: già, perché durante l’evento sono state annunciate inedite tecnologie per le batterie e, soprattutto, una nuova auto elettrica da 25 mila dollari. In arrivo un’entry level. Per quanto riguarda i nuovi prodotti, l’annuncio più importante è stato quello dell’arrivo di un modello d’ingresso gamma che avrà un prezzo di partenza di 25 mila dollari, 10 mila in meno rispetto a quanto inizialmente previsto per la Model 3. Secondo quanto annunciato da Elon Musk, la nuova compatta, della quale non è stato comunicato il nome, disporrà di avanzate tecnologie di guida assistita e dovrebbe arrivare sul mercato entro i prossimi tre anni. Confermata la Model S Plaid. Entro la fine del 2021 arriverà sul mercato anche la Model S Plaid, una versione ad alte performance della berlina di Palo Alto. La tre volumi sarà in grado di scattare da 0 a 60 miglia orarie (96 km/h) in meno di due secondi e di coprire il quarto di miglio in meno di nove secondi. Ciò sarà reso possibile da un powertrain a tre motori in grado di erogare più di 1.100 CV: l’autonomia sarà superiore alle 520 miglia, equivalenti a 837 km. Musk sul palco. Come previsto, la prima parte della presentazione è stata riservata alle comunicazioni rivolte agli azionisti. Musk, co-fondatore del marchio, ha iniziato il suo intervento mostrando alcune immagini della costruzione della Gigafactory cinese, completata in soli 15 mesi dall’inizio dei lavori nel gennaio del 2019 all’inaugurazione dello scorso marzo. Dopo aver parlato brevemente della produzione della Model Y e dei pannelli solari per applicazioni domestiche, Musk ha mostrato un grafico con l’andamento finanziario dell’azienda, evidenziando gli ultimi quattro trimestri chiusi in positivo. L’intervento è continuato con un’analisi del mercato automobilistico mondiale e delle performance del marchio. Passando ai prodotti attualmente in commercio, il ceo ha mostrato i risultati dei crash test effettuati da vari enti, affermando che “l’auto più sicura che potete guidare è una Tesla”. Nuovo Autopilot tra un mese. Successivamente, l’imprenditore ha iniziato a parlare del nuovo Autopilot, che ha richiesto una totale riscrittura degli algoritmi di gestione della vettura per proporre prestazioni ancor più elevate. Attualmente in fase prototipale, il sistema di guida assistita sarà lanciato sul mercato statunitense tra circa un mese.Batterie rivoluzionarie. Terminati gli annunci di mercato, Musk ha parlato delle tecnologie per il futuro, affermando che le nuove batterie sviluppate dalla Tesla consentiranno di migliorare drasticamente le prestazioni degli attuali accumulatori. Senza fornire ulteriori spiegazioni, il ceo ha lasciato la parola ad Alan Prescott che, annunciando una breve pausa, ha invitato gli ospiti a sgranchirsi le gambe senza allontanarsi troppo dalle loro vetture. Obiettivo energia sostenibile. Tornato sul palco, Elon Musk è stato affiancato da Drew Bagley, Senior Vice President of Powertrain and Energy. I due hanno iniziato a parlare dell’importanza di produrre energia sostenibile a livello globale: la Tesla ha contribuito al contenimento delle emissioni nocive vendendo più di un milione di vetture che, a oggi, hanno percorso complessivamente più di 42 miliardi di chilometri.Goal One: 20 terawatt. Il primo obiettivo presentato durante il Battery Day è quello di raggiungere 20 terawatt di capacità produttiva di batterie. Attualmente una Gigafactory può produrre batterie per 0,15 terawatt all’anno: per raggiungere i 20 TW a livello teorico servirebbero così 135 fabbriche, ma la Tesla ha in serbo diverse novità che le permetteranno di realizzare un numero maggiore di batterie all’interno dei propri stabilimenti.Elettriche più economiche. Musk ha poi parlato dell’importanza di contenere i costi della produzione di batterie per auto elettriche. La Tesla punterà così a ridurre progressivamente da oggi al 2025 il costo di nuovi modelli per rendere più accessibili le vetture a zero emissioni. Per questo motivo, il costruttore ha deciso di sviluppare delle batterie partendo da un foglio bianco. Dimezzare il costo per kWh. La Casa di Palo Alto ha sviluppato un piano industriale pensato per dimezzare il costo per kWh delle batterie. Bagley ha così iniziato a spiegare come sono composte e come funzionano gli attuali accumulatori, mostrando come il passaggio dalle celle 1865 del 2008 alle 2170 del 2017 abbia permesso di aumentarne la capacità del 50%. I tecnici della Tesla hanno analizzato i problemi delle batterie sviluppando delle unità “tabless” pensate per essere più facili da produrre, più affidabili e per non avere problemi di surriscaldamento. Le nuove celle, chiamate 4680 per il diametro di 46 mm e l’altezza di 80 mm, potranno così garantire una potenza sei volte superiore rispetto alle attuali, contenere cinque volte più energia e garantire un’autonomia maggiore del 16% costando il 14% in meno. La produzione in serie è già partita su una linea pilota in California, ma il lancio sul mercato non sarà immediato.Elettrodi a secco. Le batterie attualmente utilizzate dalle auto elettriche sfruttano processi produttivi che richiedono grandi impianti dedicati alla realizzazione degli elettrodi. Le nuove celle della Tesla utilizzano degli elettrodi realizzati a secco che permetteranno, una volta implementati i processi produttivi su larga scala, di realizzare batterie più rapidamente “saltando” alcuni dei passaggi attualmente necessari. Gli accumulatori saranno realizzati su linee di montaggio continue che garantiranno volumi produttivi sette volte maggiori rispetto agli attuali. Ciò permetterà di abbattere il costo produttivo per GWh del 75%: la Tesla punta così ad arrivare a produrre batterie per un totale di 100 GWh all’anno entro il 2022, per poi arrivare a 3 TWh nel 2030.Spazio al silicio. La Casa californiana ha inoltre pensato di modificare l’approccio nell’utilizzo del silicio per la produzione di batterie: una volta abbandonati i processi attualmente utilizzati, i tecnici hanno ideato un sistema scalabile che permette di evitare costose lavorazioni delle materie prime. Il risultato è un aumento dell’autonomia del 20% e una riduzione dei costi del 5% che va a sommarsi ai risparmi garantiti dalle altre tecnologie sopracitate. Addio cobalto. I nuovi catodi della Tesla sono stati sviluppati per non utilizzare il cobalto, sostituito dal nickel. La Casa ha pensato di utilizzare differenti tipologie di catodi a seconda del modello: le vetture con un ciclo di vita più lungo, come la Model 3 e il nuovo modello d’ingresso gamma utilizzeranno catodi a base di ferro, mentre modelli come le Model Y, S e X impiegheranno un mix di nickel e manganese. I veicoli che dovranno trainare carichi pesanti, come il Semi e il Cybertruck, utilizzeranno invece catodi con alta concentrazione di nickel. Il costruttore ha inoltre annunciato che, grazie a nuovi metodi di estrazione, nel Nevada ci sarebbe abbastanza litio per elettrificare tutte le auto degli Stati Uniti.Nuove presse per abbattere i costi. Per contenere i costi di produzione la Tesla ha sviluppato anche nuovi processi produttivi per i telai delle vetture. Utilizzando nuove presse il costruttore potrà realizzare componenti di metallo più facilmente e in tempi più brevi. Pacco batterie strutturale. Ispirandosi al mondo dell’aviazione, il costruttore realizzerà delle batterie strutturali per le auto del futuro. Ciò permetterà di ampliare del 14% l’autonomia, rendendo il telaio della vettura più rigido e leggero del 10%. I nuovi accumulatori permeteranno inoltre di risparmiare spazio sul fondo della vettura, a tutto vantaggio dell’abitabilità interna. Questa soluzione utilizzerà inoltre 370 parti in meno rispetto ai pacchi batteria odierni. Tutte queste novità garantiranno alla Tesla di risparmiare complessivamente il 56% a kWh per ciascuna batteria. 

  • Abi Research – Telematica, Geotab e Verizon ai vertici del settore
    on 24 Settembre 2020 at 12:57

    Sono Geotab (al vertice per il secondo anno consecutivo) e Verizon (seconda nella classifica assoluta e prima per linnovazione) le società di telematica che guidano la classifica Commercial Telematics Competitive Ranking, compilata dalla società di consulenza sul mercato tecnologico globale ABI Research: l’analisi ha coinvolto 11 provider globali, ovvero Arvento, Geotab, Gurtam, G7, MiX Telematics, Omnitracs, Teletrac Navman, Trimble, Webfleet Solutions (ex TomTom Telematics), Verizon e Zonar. Numeri e vantaggi. Maggior sicurezza, risparmi sui costi e una migliore operatività della flotta, grazie anche alla manutenzione predittiva, con in più la capacità di gestire le nuove flotte elettrificate: sono questi, secondo ABI, i vantaggi della telematica applicata ai parchi auto aziendali, settore in grande crescita negli ultimi anni. Tornando alla classifica, per Geotab ABI certifica i 2,1 milioni di apparati installati a livello globale, ponendo così la società canadese ai vertici del settore, grazie anche alle diverse collaborazioni avviate con le Case costruttrici. Verizon è invece al primo posto per linnovazione, grazie alla recente soluzione video integrata che sfrutta l’intelligenza artificiale e il machine learning per classificare gli incidenti e analizzare le valutazioni degli utenti, in modo da aumentare la precisione. La multinazionale belga Trimble, la quale ha una piccola presenza italiana a Vimercate, si è classificata al terzo posto assoluto con soluzioni ad ampio spettro e una significativa quota di mercato. Seguono Omnitracs, Zonar e MiX.  “L’industria della telematica vede un ulteriore consolidamento e la necessità di importanti investimenti per finanziare lo sviluppo tecnologico”, spiega Susan Beardslee, Principal Analyst di ABI Research. “I fornitori che contano almeno due milioni di abbonati e sono due e ben cinque sono quelli  con almeno un milione”. Secondo l’analista, gli ultimi mesi e il periodo di lockdown in particolare hanno dimostrato quanto la telematica sia fondamentale per la gestione delle flotte e la loro corretta operatività.

  • Micromobilità – Boom della condivisione: in Italia 86 servizi attivi e 67 mila mezzi
    on 24 Settembre 2020 at 12:30

    la fotografia di un vero e proprio boom quella scattata dallOsservatorio nazionale sulla sharing mobility nellambito del 4 rapporto sulla mobilità in condivisione. A oggi sono 86 i servizi di micromobilità in Italia, presenti in uno su tre dei 110 capoluoghi di provincia. Milano primeggia con 14 servizi davanti a Roma con 11 e a Torino con 7.Bici presenti in 26 città. Nel ventaglio della micromobilità condivisa, rivela lOsservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, il servizio più diffuso è il bikesharing station-based, presente in 26 città, seguito dai monopattini in sharing con 38 servizi in 17 città, dal bikesharing free-floating (13 servizi in 12 città) e dallo scootersharing che è presente solamente in 4 città.Il 95% degli scooter è elettrico. Per questultimo servizio, in particolare, i veicoli in condivisione sono passati da 150 nel 2015 a oltre 5 mila nel 2019, di cui oltre il 95% è elettrico. Nel 2019 sono attivi 10 servizi gestiti da cinque operatori, quattro dei quali hanno flotte totalmente elettriche. I noleggi dei motorini in condivisione raggiungono quota 3 milioni triplicando il valore registrato nellanno precedente. Anche le iscrizioni aumentano del 174% rispetto al 2018.Più di 27 mila monopattini… Per quanto riguarda i monopattini, tra dicembre 2019 e settembre 2020 i mezzi in condivisione sono passati da 4.900 a 27.150 e i servizi attivi sono passati da 12 a 38. Il monopattino-sharing, al pari con il bikesharing è il servizio di micromobilità più in crescita nel periodo post lockdown….e di 35 mila bici. Il bikesharing, infine, è il servizio più diffuso in Italia e la flotta a disposizione è di quasi 35 mila bici, di cui il 15% elettriche. Rispetto al 2018, le iscrizioni sono cresciute del 60%.Orsini: integrazione con Tpl. L’aspetto più interessante, ha commentato Raimondo Orsini, dellOsservatorio Sharing mobility, è la possibilità di integrazione di scooter elettrici , bici condivise e monopattini con il trasporto pubblico e la ciclopedonalità, con un conseguente minor ricorso all’auto di proprietà per gli spostamenti urbani che può ridurre l inquinamento dal trasporti del 20-30%.De Gouveia: servono regole. Le città, ha sottolineato, Pedro de Gouveia, Senior Policy & Project Manager di Polis, il network delle città e delle regioni europee per lo sviluppo di tecnologie e politiche di trasporto locale, devono integrare la micromobilità condivisa allinterno della propria pianificazione strategica sui trasporti e gestirne loperatività. A questo scopo, ha proseguito De Gouveia, gli strumenti che proponiamo alle città di adottare per la regolazione dei monopattini, sono: limiti al numero di operatori, limiti alle flotte, ridistribuzione e bilanciamento delle flotte in zone meno servite, estensione geografica del servizio, linee guida sul parcheggio e aree dedicate, servizio di rimozione dei veicoli dintralcio, limiti di velocità, assicurazioni, manutenzione dei veicoli, corse incentivate da e verso zone strategiche (zone a bassa offerta di TPL, etc.), tariffe obiettivo per gli operatori, obblighi sulle dismissioni.

  • Alex Zanardi – “Progressi significativi, ma il quadro generale resta complesso”
    on 24 Settembre 2020 at 12:15

    L’ospedale San Raffaele di Milano ha comunicato gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni di Alex Zanardi dopo il grave incidente dello scorso giugno: il campione paralimpico, trasferito nella struttura il 24 luglio, verrà sottoposto nelle prossime settimane a un nuovo intervento chirurgico. Nel frattempo, i medici hanno registrato dei “progressi significativi” nelle sedute di riabilitazione cognitiva e motoria alle quali Zanardi è stato sottoposto, anche se persiste un quadro generale “complesso”. Il percorso chirurgico. Nella nota ufficiale, l’ospedale spiega che Zanardi “sta affrontando un percorso di cure sub-intensive, predisposto da una équipe multidisciplinare coordinata dai professori Luigi Beretta (direttore della Neurorianimazione), Mario Bussi (direttore dell’Otorinolaringoiatria), Sandro Iannaccone (responsabile della Neuroriabilitazione) e Pietro Mortini (direttore della Neurochirurgia). Contemporaneamente, è iniziato un ulteriore percorso chirurgico volto alla ricostruzione cranio-facciale. Un primo intervento è già stato eseguito con successo, alcuni giorni fa, dal professor Mario Bussi ed è già in programmazione, per le prossime settimane, una seconda operazione che sarà eseguita dal professor Pietro Mortini”.Piccoli progressi. Come accennato, in questi giorni l’ex pilota è stato “sottoposto a sedute di riabilitazione cognitiva e motoria, con somministrazione di stimoli visivi e acustici, ai quali il paziente risponde con transitori e iniziali segni di interazione con l’ambiente. A fronte di questi progressi significativi”, spiega il San Raffaele, “i medici ribadiscono il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi”.L’incidente. Il 19 giugno, Alex Zanardi si è scontrato con un camion mentre prendeva parte a una tappa della staffetta Obiettivo Tricolore. Lincidente è avvenuto lungo la statale 146 a Pienza, vicino a Siena: latleta avrebbe perso il controllo della propria handbike, invadendo la corsia in cui viaggiava il mezzo pesante. Dopo il tempestivo ricovero al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, l’ex pilota è stato trasferito prima presso la clinica specialistica Villa Beretta di Costa Masnaga (Lecco), dove avrebbe dovuto intraprendere un percorso di riabilitazione dedicato, quindi al San Raffaele.

  • Dieselgate – Martin Winterkorn è accusato anche di manipolazione dei mercati
    on 24 Settembre 2020 at 11:41

    L’ex presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, dovrà rispondere a un nuovo capo d’imputazione nell’ambito del processo sul dieselgate in Germania. Il tribunale di Braunschweig ha, infatti, avviato un procedimento contro l’ex numero uno del costruttore tedesco per manipolazione dei mercati.Non ha avvisato gli investitori. Winterkorn dovrà difendersi anche dalle accuse di frode commerciale organizzata e altri capi d’imputazione precedentemente formulati. Secondo i pubblici ministeri, insieme ad altri dirigenti della Volkswagen, l’ex presidente avrebbe avallato l’utilizzo dei defeat device illegali su alcune vetture diesel del gruppo senza informare gli investitori della portata della frode sulle emissioni, per la quale la Casa automobilistica ha pagato più di 30 miliardi di euro in penali. Il tribunale sta valutando se la Volkswagen avesse il dovere di informare in anticipo gli investitori sull’entità delle potenziali multe. La Casa, dal canto suo, ha obiettato che l’ammontare delle sanzioni non era prevedibile. 

  • Motorsport – Ecco la nuova Opel Corsa Rally4
    on 24 Settembre 2020 at 11:29

    Cresce bene la nuova Opel Corsa Rally4, progettata da Opel Motorsport per i suoi clienti rally: prenderà il posto della Adam R2 che in questi anni ha conquistato in totale 220 vittorie di classe, 530 podi e 32 titoli nei vari campionati nazionali, oltre che quattro titoli europei junior tra il 2015 e il 2018.Caratteristiche tecniche. La nuova Corsa Rally4, comè facile intuire dal nome, è stata progettata proprio per competere nella categoria Rally4 che andrà a sostituire la classe R2. equipaggiata da un efficiente motore a benzina 1.2 litri a tre cilindri, turbocompresso, basato sul propulsore di serie. Nella versione rally, però, è dotato di una centralina ECU Magneti Marelli che contribuisce a produrre una potenza massima di 208 cavalli e una coppia massima di 290 Nm. La vettura è a trazione anteriore ed è dotata di un differenziale a slittamento limitato, regolabile a tre vie, oltre che un cambio sequenziale a cinque rapporti.Il commento del pilota. In queste ultime settimane, il test team ha potuto condurre oltre mille chilometri di test su sterrato e asfalto, in condizioni mutevoli, che si aggiungono a quelli effettuati nei mesi scorsi. Tra i collaudatori, anche Marijan Gabriel, che si è detto notevolmente colpito da questa nuova vettura: “La Opel Corsa Rally4 è molto facile da guidare e reagisce bene ai cambiamenti di configurazione. Ho avuto subito fiducia nella vettura. Grazie al passo più lungo è più stabile nelle curve veloci rispetto alla ADAM R2 e tuttavia molto agile. Il motore turbo è fantastico e si sente molto la potenza, soprattutto in salita. Grazie alla maggiore coppia e alla più ampia gamma di giri disponibili, il pilota deve effettuare meno cambi marcia rispetto a una versione comparabile ma non turbo. Anche la trazione è molto buona. Complessivamente, la Opel Corsa Rally4 è una vettura da rally capace e veloce. I test drive sono stati molto produttivi e mi sono divertito molto.” Lomologazione è prevista per il prossimo primo dicembre e, poco dopo, si apriranno ufficialmente gli ordini.

  • Peugeot 508 – Al volante della versione Peugeot Sport Engineered
    on 24 Settembre 2020 at 11:00

    Prestazioni elevate, piacere di guida e divertimento, uniti allattenzione per i consumi e per le emissioni inquinanti: è questa la mission del nuovo reparto sportivo del Leone, che cambia nome e diventa Peugeot Sport Engineered. Una premessa doverosa per inquadrare la versione più pepata della 508, il primo modello della Casa francese a beneficiare del lavoro della nuova divisione, sia sulla variante berlina sia sulla wagon.  Si ricarica alla spina. La 508 Peugeot Sport Engineered sfrutta la tecnologia plug-in hybrid per mettere in campo un totale di 360 cavalli e ben 520 Nm di coppia. Numeri da sportiva, che le permettono di arrivare da 0 a 100 km/h in appena 5,2 secondi e, dove possibile, di accarezzare i 250 orari, emettendo appena 46 grammi di CO2 per chilometro. Risultati, questi, conseguiti grazie alla batteria agli ioni di litio da 11,8 kWh che alimenta due motori elettrici, posizionati sui due assi. Alloccorrenza è una 4×4 che, volendo, può marciare a zero emissioni per 42 chilometri e sino a 135 orari, prima di risvegliare, per proseguire la marcia, il 1.6 turbo benzina da 200 cavalli che è dentro il cofano.La riconosci per il giallo. Che non sia la solita 508 te ne accorgi subito, perché è più larga di 24 mm davanti, ma lo è anche dietro (di 12 mm) ed è più vicina al suolo di ulteriori 4 mm rispetto allo standard. Tuttavia, rimane sobria e poco appariscente. Fatta eccezione per quei dettagli in giallo fluo (che la Peugeot chiama Kryptonite Yellow), identificativi del reparto sportivo. Piacciano o meno, non si possono eliminare. Decisamente più appaganti i nuovi cerchi che, per la prima volta sulla 508, toccano i 20 pollici di diametro con pneumatici ultraribassati misura 245/35. Nuovi anche i freni, ma solo quelli anteriori, con generosi dischi dalla campana in alluminio e pinza a sei pistoncini, ovviamente gialla. Di alto livello la dotazione di serie che, di fatto, la pone ai vertici della gamma 508. Tra le curve diverte. Laumento delle prestazioni ha richiesto un attento studio di ricalibrazione delle sospensioni (a controllo elettronico), dello sterzo e dei sistemi elettronici, Esp in primis. La 508 Peugeot Sport Engineered punta tutto sul piacere di guida, ma lo fa a modo suo, mixando la sportività alla comodità di interni ben fatti, lussuosi e moderni. ll volante piccolo dellormai noto i-Cockpit di seconda generazione gioca un ruolo fondamentale nella ricerca del piacere di guida: diretto e progressivo, necessita di poco angolo tra le curve. Il muso mira il punto di corda e in un attimo ci si trova a guardare il tornante successivo. Non è leggera, siamo vicinissimi alle due tonnellate di peso, ma sfoggia unagilità invidiabile e lassetto, sostenuto e ben tarato, concede poco rollio: si può alzare il ritmo nel misto, assecondando la potenza del sistema plug-in. Anche perché i motori elettrici sui due assi, di fatto, realizzano un torque vectoring preciso e puntuale, che aiuta a scaricare a terra tutta la potenza nel migliore dei modi.Confortevole in viaggio. Il cambio automatico a 8 rapporti con paddle al volante si comporta bene anche se chiamato in causa senza troppi complimenti: è svelto e reagisce prontamente ai desideri del guidatore. Insomma, questa 508 è una gran turismo, ama le curve ma anche i lunghi trasferimenti autostradali, durante i quali ripaga con un confort di alto livello. Una sportiva vellutata, capace di consumare, secondo quanto dichiarato dalla Casa, poco più di due litri ogni 100 km (partendo con le batterie cariche). Ancora sconosciuto il prezzo di listino. Confermata, invece, la data di lancio: febbraio 2021.

  • Jeep – In arrivo una serie speciale per gli 80 anni del marchio
    on 24 Settembre 2020 at 10:00

    Nel 2021 il marchio Jeep compirà 80 anni. Per celebrare tale traguardo, la Casa ha annunciato una serie di eventi che, a partire dal prossimo gennaio, si protrarranno per tutta la durata dellanno solare, accompagnati dal lancio delle versioni 80th Anniversary della propria gamma modelli.Prime informazioni sullallestimento. I modelli della serie speciale si caratterizzeranno per alcuni elementi esclusivi che riguarderanno sia gli esterni sia gli interni, come i sedili, i cerchi e gli speciali badge celebrativi. Le vetture saranno inoltre dotate delle principali tecnologie e sistemi di sicurezza di ultima generazione lanciati dalla Casa, nonché disponibili anche con il recente sistema ibrido plug-in 4xe.Date diverse. Le serie 80th Anniversary disponibili nella regione Emea arriveranno negli showroom tra la fine del 2020 e linizio del nuovo anno, con le date di introduzione che potrebbero variare a seconda dei singoli mercati. Negli Usa, invece, il lancio è previsto già nel corso del quarto trimestre di questanno, anche se la Jeep ha dichiarato che tali modelli potrebbero presentare caratteristiche diverse rispetto a quelli destinati a Europa, Medio Oriente e Africa.

  • Auto elettriche – Motori, batterie, ricarica: ecco cosa cè da sapere
    on 24 Settembre 2020 at 8:47

    Ne parlano tutti e le loro vendite sono in forte crescita, nonostante lemergenza coronavirus. Per molti, le auto elettriche rappresentano il futuro, sebbene siano ancora lontane dalla diffusione delle tradizionali vetture a motore termico: in Italia, per esempio, hanno rappresentato l1,6% del mercato nei primi otto mesi del 2020, ma con un incremento del 108,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (dati Unrae). Nei prossimi paragrafi ripercorreremo un po di storia delle emissioni zero, spiegheremo come sono fatte e le caratteristiche delle loro batterie, oltre alle modalità di ricarica, ai connettori e ai prezzi.Nata nellOttocento. Sembra unidea recente, eppure quella dellauto elettrica è una storia decisamente lunga. Basti pensare che tra le vetture che hanno finora fatto parte della Collezione Quattroruote cè persino una curiosa Ohio M del 1912 (video) con carrozzeria di alluminio e parafanghi di cuoio; e, soprattutto, con un motore a emissioni zero sviluppato dalla General Electric. Del resto, i primi veicoli alimentati a batteria vengono addirittura collocati nella prima metà del XIX secolo: già nel 1828, lungherese nyos Jedlik costruì unauto in scala mossa da ununità elettrica da lui progettata. La prima carrozza con tale propulsore, del tutto spoglia, risale invece al decennio successivo ed è opera dello scozzese Robert Anderson. Non solo: nel 1899, la celebre Jamais Contente a forma di siluro (una copia in dimensioni reali è esposta al Museo dellAuto di Torino), è stata la prima automobile a superare la soglia dei 100 km/h. Poco successo. Allepoca, gli ordini di questo tipo di alimentazione erano persino superiori a quello delle auto con motore a combustione interna, prima che questultime si imponessero sul mercato qualche anno dopo. Da allora e fino alla fine del secolo scorso, le apparizioni significative di auto elettriche sono state sporadiche, se non con qualche flop negli anni 90, in Europa e oltreoceano (come la GM EV1, nella foto qui sopra). Nel nuovo millennio, tuttavia, batterie più efficienti e normative antinquinamento sempre più severe, ma anche prezzi di listino più bassi, incentivi allacquisto e una generale presa di coscienza ecologista, hanno invertito la rotta.         Lelettrica oggi. Ma comè fatta unauto a emissioni zero? Rispetto alle auto tradizionali a motore termico, unelettrica è costituita da un minor numero di componenti e, pertanto, ha una struttura abbastanza semplice. Cuore pulsante del veicolo è il powertrain in cui lo statore, ovvero la parte fissa del meccanismo costituita da conduttori di rame isolati collocati attorno a un elemento ferromagnetico, deve creare un campo magnetico rotante. Il movimento di questultimo è seguito dal rotore (nella tipologia più comune dotato di magneti permanenti) che, tramite un riduttore, il differenziale e i semiassi, eroga potenza meccanica trasmessa alle ruote del veicolo. Piccoli ingombri. Semplice, ma anche piccolo: il motore elettrico è ben più compatto di quello a combustione interna, a tutto vantaggio dellabitabilità se la vettura viene progettata per ospitare esclusivamente delle unità elettriche (diversi modelli, come sappiamo, affiancano alle versioni a emissioni zero quelle a motore termico). Se poi è necessaria una maggiore potenza, i motori possono essere più di uno: per esempio, quando viene installata ununità per ogni asse, ottenendo peraltro la trazione integrale. Ma i propulsori a emissioni zero possono essere persino più di due, come accade con la Lotus Evija, che ne adotta quattro, uno per ogni ruota, per oltre 2.000 CV. A tal proposito, molti avranno notato cifre iperboliche quando si parla della potenza di alcune elettriche: in realtà, il riferimento è spesso al valore di picco e non a quello domologazione, di norma ben inferiore. Se la prima è quella istantanea, ossia il picco raggiungibile dal veicolo in un breve lasso di tempo, la potenza che risulta sul libretto di circolazione è invece erogata in media nellarco di 30 minuti, secondo la normativa ECE R85. Per fare un esempio, la Jaguar I-Pace può erogare fino a 400 CV, ma quelli omologati sono 234.   Batterie essenziali. Il motore rappresenta sempre il cuore della vettura elettrica, ma è la batteria la sua parte fondamentale: tale componente rappresenta il serbatoio denergia dellauto a emissioni zero, ma è ben più pesante e costoso di quelli dei normali combustibili; peraltro, rispetto a questi ultimi, i tempi per il rifornimento sono ancora piuttosto lunghi, nonostante gli importanti (e continui) progressi tecnologici. Comè noto, le batterie sono basate sul principio della pila elettrochimica: gli elettroni vengono scambiati tra due elementi, detti anodo e catodo, mentre un terzo elemento, detto elettrolito, assume la funzione di tramite ed è di norma allo stato liquido (è il caso delle batterie necessarie allavviamento delle vetture tradizionali) o gelificato. Negli ultimi anni si stanno studiando accumulatori alternativi, come quelli con elettroliti allo stato solido o gli ultracondensatori, che non richiedono reazioni chimiche per immagazzinare energia, promettendo tempi di ricarica molto rapidi. Del resto, superata la scarsa autonomia delle vecchie batterie al piombo, la sfida di oggi è ridurre drasticamente i tempi per un pieno. Non va dimenticato che la densità di energia degli accumulatori al litio è assai più ridotta di quella dei combustibili: per dare un ordine di grandezza, tenendo anche conto del diverso rendimento dei motori (circa il 90% quello degli elettrici, contro il 30% di quelli a combustione), servono circa 30 kg di batterie per ottenere lo stesso lavoro offerto da un kg di benzina. La ricarica domestica. Nelle elettriche, i sistemi di recupero di energia in fase di rallentamento influiscono positivamente sullautonomia residua del veicolo, incrementandola fino al 30% nei migliori dei casi. Nonostante ciò, la ricarica esterna rimane, ovviamente, la principale fonte di approvvigionamento dellenergia, con tempi e costi diversi a seconda della modalità adottata. Quella più lenta (ma economica) avviene da casa avvalendosi di un cavo di collegamento dotato di control box, da collegare a una presa domestica a 230 Volt: la quantità di energia erogata è modesta, limitata per legge con corrente a 10 Ampere e, quindi, potenza di 2,3 kW. Con tale modalità, una batteria da 40 kWh può richiedere più di 17 ore per un pieno. Per questo, se le ricariche dalla propria abitazione sono frequenti, è consigliabile ladozione di una wallbox, più rapida e più sicura grazie alladozione al suo interno di dispositivi di controllo (come la JuiceBox di Enel X, che ha appena vinto il Compasso dOro 2020 per il suo design): alla wallbox, lauto viene collegata mediante un connettore dedicato a sette poli. Va ricordato, inoltre, che le infrastrutture per le ricariche domestiche o condominiali godono di una detrazione del 50% delle spese sostenute per lacquisto e la posa in opera, che sale al 110% se questultime sono effettuate congiuntamente con gli interventi previsti dallart. 119, comma 1, del decreto Rilancio (isolamento termico e sostituzione degli impianti di riscaldamento).   La ricarica fuori casa. Lo stesso connettore a sette poli, di Tipo 2 e comunemente denominato Mennekes, viene utilizzato anche con la maggior parte delle colonnine pubbliche e permette dinviare allauto fino a 43 kW, sempre che lauto sia in grado di accettarli. Infatti, il caricatore interno del veicolo, che converte la corrente alternata in continua, ha una capacità ridotta, in genere variabile tra 3,6 e 11 kW. Con il più comune caricatore da 7,4 kW, la ricarica di un accumulatore da 40 kWh comporterà una sosta di circa 5 ore e mezza. Collegandosi invece alle colonnine fast (come quelle Enel X, le Ionity o le Tesla Supercharger), che erogano corrente continua, si bypassa il caricatore di bordo dellauto e si può così ripristinare la batteria con potenze variabili tra 50 e 150 kW (e addirittura 270 kW nel caso della Porsche Taycan): in tal modo, la sosta per il ripristino di 100 km di autonomia può richiedere dai 5 ai 30 minuti. Ovviamente, in questi casi è necessario che lelettrica disponga di un connettore in grado di supportare la ricarica fast (CCS Combo 2 e, nel caso delle giapponesi, CHadeMO).I prezzi. Per molti, il listino è sempre stato il vero tasto dolente delle elettriche.  Ma è ancora così? I prezzi, in realtà, sono in discesa: con il generoso ecobonus, la nuova Renault Twingo Electric scende a un minimo di 16.450 euro e addirittura a 12.450 in caso di rottamazione, mentre la Skoda Citigo EV può essere portata a casa rispettivamente con un esborso di 16.300 e 12.300 euro. A queste cifre, i modelli più economici diventano decisamente più accessibili. E non va dimenticato che i costi di esercizio sono assai ridotti rispetto a quelli di una vettura convenzionale.

  • Lynk&Co – Il prototipo elettrico Zero debutterà al Salone di Pechino
    on 24 Settembre 2020 at 8:31

    La Lynk&Co presenterà al Salone di Pechino la concept Zero, una vettura che andrà ad anticipare il primo modello full electric del giovane marchio della cinese Geely, atteso nel corso del 2021. Per raggiungere questo obiettivo, il brand, fino a oggi impegnato sulla tecnologia ibrida, sfrutterà le sinergie del gruppo per arrivare sul mercato con un prodotto sulla carta appetibile anche per l’Europa. Debutta la piattaforma Sea. Il design è in linea con quello degli altri modelli Lynk&Co. Il frontale riprende infatti il particolare taglio dei gruppi ottici su due livelli e le proporzioni della 03 Sedan, mentre la coda da hatchback si presenta molto allungata, con il lunotto fortemente inclinato. La piattaforma scelta è la nuova Sustainable Experience Architecture (Sea), che darà vita anche ai futuri modelli elettrici Geely e Volvo, senza parentele con quelli attualmente in commercio: la Polestar 2 è infatti basata sull’attuale Cma e non può quindi essere presa come metro di paragone.Stile unico, interni minimalisti. Il design è influenzato dalla natura del powertrain e, per questo, possiamo trovare degli elementi mai visti sulle Lynk&Co attuali, come il frontale chiuso e le maniglie delle portiere a scomparsa. Gli interni prendono le distanze da tutti gli altri modelli del marchio proponendo un approccio minimalista: l’ampio display dell’infotainment ha le dimensioni di un tablet, mentre, dalle prime immagini pubblicate, non è ancora chiaro se sia presente un secondo schermo per il guidatore. La console centrale è inclinata verso il posto guida e ospita un numero molto limitato di comandi. Non mancano, inoltre, delle novità dal punto di vista dei servizi, con l’introduzione degli aggiornamenti over-the-air dei sistemi di bordo e dell’assistente virtuale con cui dialogare durante il viaggio.700 km di autonomia. La concept Zero promette un’autonomia di 700 km (nel più permissivo ciclo Nedc) e un tempo inferiore ai quattro secondi per passare da 0 a 100 km/h. Per il momento, tuttavia, i dettagli sul powertrain e sulle batterie non sono ancora noti. L’adozione della nuova piattaforma potrebbe infatti coincidere con un cambio generazionale degli accumulatori.

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